Plastica Alternativa a quella Petrolifera

Le materie plastiche derivate dal petrolio sono resistenti e flessibili, ma vengono realizzate con materiali che non sono assolutamente adatti all’ambiente: non sono biodegradabili ne compostabili, e spesso non possono essere riciclati (pensiamo ai giocattoli per bambini).

Sebbene la plastica sia diventata un’alleato inseparabile nella nostra vita quotidiana, e non possiamo immaginare come vivere senza di essa, esistono in commercio alternative ecologiche alla plastica, utili per ridurre al minimo l’impatto negativo sul Pianeta Terra.

L’uso della plastica derivata da prodotti petroliferi è così diffuso poiché è un materiale leggero, facilmente modellabile, isolante, resistente alla corrosione e, soprattutto, molto economico da produrre. Tanti vantaggi, ma un grosso svantaggio:

L’effetto devastante che ha sull’ambiente, una delle principali cause dell’inquinamento ambientale. Che sia abbandonato in natura nella sua forma originaria, o per il rilascio delle famose microplastiche, questo materiale impiega secoli per degradarsi e scomparire.

Molte aziende stanno investendo ingenti capitali nel riciclo della plastica, nel settore tessile basti pensare alle fibre Econyl e NewLife; ma per combattere davvero l’inquinamento causato dalla plastica, gruppi di ricercatori cercano di produrre materiali simili alla plastica utilizzando fibre vegetali biodegradabili in natura o quantomeno compostabili se correttamente smaltite.

Parliamo delle BioPlastiche. Però non lasciamoci ingannare dal nome, non tutte le BioPlastiche sono così “buone” con la terra: tutte necessitano di una corretta raccolta differenziata.

Foglie di Banano al Posto della Plastica

In questo caso non parliamo di una forma di plastica, ma più che altro di una bella idea: utilizzare foglie di banano per avvolgere alimenti vegetali.

Nonostante l’allarme plastica, nei supermercati di ogni città continuiamo a vedere frutta imballata con materiali plastici. Spesso siamo testimoni di cose assurde, tipo frutta imballata singolarmente. L’idea è appunto quella di sostituirla sfruttanto le forti foglie di banano.

Ci piace, ma non penso possa funzionare in Italia, a meno di non comprare le foglie 🙂





Plastica di Latte (non vegan)

Gli scienziati indicano che le proteine ​​del latte possono aiutare a produrre una plastica biodegradabile utile per produrre materiali isolanti, cuscini, imballaggi e altri prodotti plastici. Nel settore tessile, le proteine del latte vengono usate per creare un tessuto di viscosa vegetale.

I ricercatori stanno quindi riconsiderando la caseina, principale proteina presente nel latte, trasformandola in un materiale biodegradabile che integra la compressibilità e la rigidità del polistirene.

La plastica di latte è biodegradabile e riciclabile, non si incrina facilmente ed è meno tossica rispetto alla plastica derivata dal petrolio.

Plastica dalle Piume di Pollame (non vegan)

Gli Stati Uniti hanno evidenziato il problema dello smaltimento delle piume di pollame derivate dall’industria alimentare, ma con l’aiuto dell’innovazione, possono essere usate per realizzare materiali plastici con tutte le caratteristiche della plastica derivata dal petrolio.

Le piume di pollame sono costituite da cheratina, una proteina resistente e durevole come la plastica, che si trova anche in capelli umani e lana di ovini. La plastica a base di cheratina ha dimostrato di essere più resistente allo strappo rispetto ad altre materie plastiche prodotte con soia, amido e altre fonti agricole.

È economica, riciclabile, ed è una plastica biodegradabile.

Plastica in Legno Liquido

Il legno liquido sembra, si sente e si comporta come la plastica, ma a differenza della plastica petrolifera il “Liquid Wood” è biodegradabile e adatto per creare prodotti di ogni genere. Si possono usare trucioli e scarti di legno di acero, ciliegio, ebano, ecc.

Alcuni ricercatori usano il legno liquido come sostituto per creare giocattoli, mazze da golf e scatole di altoparlanti hi-fi. Lo vediamo in azione anche nella produzione di borse, scarpe, e accessori di moda.

La plastica di legno è biodegradabile, ecologica e riciclabile all’infinito.

Bioplastica – Miscele di Amido

Questa è sicuramente la BioPlastica più utilizzata, l’amido, un polimero naturale che non è mai stato considerato come elemento chiave dell’industria della plastica, nonostante le sue ottime proprietà meccaniche ed il costo attraente.

L’urgenza di fornire materiali a basso consumo energetico e provenienti da risorse rinnovabili, che offrano anche la biodegradabilità come opzione, è servita a promuovere le miscele di amidi, che oggi hanno raggiunto una quota significativa nei mercati mondiali. Una quota ancora in forte ascesa.

La plastica a bse di miscele di amido è biodegradabile e compostabile.

Bioplastica – Plastica di Policaprolattone (PCL/PLC)

Policaprolattone è un poliestere alifatico sintetico applicato soprattutto in campo medico. Usato raramente a causa dei costi elevati, è una plastica biodegradabile anche se lasciata in natura, ma lo smaltimento va effettuato nell’umido.

Per ridurre i costi di produzione il PCL viene miscelato con sostanze naturali provenienti dall’agricoltura, come ad esempio l’amido. E’ una plastica ecologica compostabile e biodegradabile, ma attenzione a smaltirla correttamente nell’umido.

Rientra nella famiglia delle BioPlastiche.

Bioplastica – Plastica di Poliidrossialcanoati (PHA)

I polimeri di poliidrossialcanoato sono plastiche biodegradabili che assomigliano al polipropilene artificiale. Sono meno flessibili delle materie plastiche a base di petrolio e sono utili in film plastici, bottiglie stampate e imballaggi.

Sono utilizzati nel settore della Bioplastica, più ecologici rispetto ai polimeri della plastica derivata dal petrolio, sono biodegrabili e compostabili.

Rientra nella famiglia delle BioPlastiche.

Bioplastica – Plastica di Polilattato (PLA)

L’acido polilattico è un poliestere alifatico di origine vegetale con la capacità di decomporsi entro 50 giorni in un sito di compostaggio industriale. Questo tipo di plastica non emette fumi tossici quando bruciato, ed è aperto alle nuove applicazioni di imballaggi “green”, parti automobilistiche e tazze da caffè.

E’ una forma di plastica biodegradabile derivata dall’acido lattico, compostabile, e poco nociva per l’ambiente se lasciata in natura. Rientra nella famiglia delle BioPlastiche.

Tra le più famose plastiche di Polilattato segnaliamo: Plastica di Patate, Plastica di Mais, Plastica di Grano, Plastica di Cactus

Vetro, Legno e Metalli

Le alternative alla plastica sono anche queste, certo non possiamo imballare verdure in cofanetti di alluminio, ma possiamo vendere bottiglie di acqua in vetro piuttosto che in plastica.

Il vetro è rinnovabile all’infinito, come del resto il metallo. Certamente non sono industrie a basso impatto ambientale, ma nel complesso inquinano meno di quella della plastica. Dobbiamo accontentarci? In parte si, oggi è il momento di fare la guerra all’industria della plastica, poi sarà il turno di quella metallurgica, e così via una dopo l’altra.

Il legno è invece una risorsa naturale, l’importante è porre attenzione sul discorso delle piantaggioni sostenibili: certamente non vogliamo legno proveniente dalla foresta amazzonica. A questo pensa FSC con la sua certificazione, ci basterà quindi acquistare prodotti lignei con la giusta etichetta.

Additivi per la Plastica

Mentre la maggior parte del mondo scientifico è impegnato nel trovare alternative ecologiche alla plastica, alcuni stanno realizzando plastica biodegradabile usando additivi chiamati Prodegradant Concentrates (PDC).

I PDC sono sottoposti a processi di ossidazione che trasformano la plastica tradizionale in frammenti fragili a basso peso molecolare. Quando i frammenti si disintegrano, si trasformano in anidride carbonica, acqua e biomassa, i quali non contengono residui nocivi per la vita terrena.

Questi additivi sono usati per produrre imballaggi di plastica monouso come contenitori per alimenti, pannolini usa e getta, coperture per discariche, sacchetti di plastica sottili e sacchi per la spazzatura.

Sebbene gli additivi PDC non siano completamente biodegradabili, i polimeri contenenti PDC sono più ecologici rispetto a quelli della plastica derivata dal petrolio.

Dove Comprare prodotti in Plastica Ecologica

Il settore tessile è ancora oggi il secondo più inquinante al mondo, ecco perché abbiamo deciso di sviluppare un progetto chiamato ECOFASHION, il nostro motore di ricerca per prodotti ecologici: moda sostenibile e cruelty free.

Le alternative alla plastica vengono usate da diversi marchi di moda, possiamo dirvi che usano fibre ricavate dalla miscela di amido e anche il legno liquido, ma chiaramente non parliamo di abbigliamento, bensì di borse e accessori 🙂

Cosa aspetti? Acquista prodotti ecologici online oppure nella tua città!