Cos’è l’Etica?

Ne sentiamo spesso parlare, ma cosa significa etica? A livello teorico e concettuale, l’etica tende a individuare un modello di comportamento giusto e include tutte quelle norme e valori che, in un dato ambito, possono servire da parametro di valutazione per le azioni dei singoli.

Oggi, l’etica ha dunque a che fare con ciò che è lecito, che è buono, e si distingue da ciò che è illecito e immorale.

Per questo, nelle professioni, l’etica viene associata alla deontologia, che altro non è che una forma di etica “istituzionalizzata”, in cui la violazione di regole etiche non è solo sbagliata in principio, ma anche punibile.

Riscoprire l’importanza e il vero significato dell’etica umana, in un tempo in cui si diventa ogni giorno più flessibili riguardo a quello che è o non è accettabile, può rappresentare un traguardo decisivo nel percorso di crescita morale della nostra società.

La parola stessa “etica” viene forse, e fin troppo, associata a dottrine filosofiche che hanno poco a che vedere con la vita di tutti i giorni, e per questo c’è bisogno di rispolverare la sua accezione pratica, nonché la sua utilità.

Mantenere un comportamento etico non è tanto rispettare delle regole di condotta, ma una scelta di rispetto per sé stessi e per gli altri, una scelta che facilita il vivere bene.

Etica e Valori

I punti cardinali di ogni sistema etico sono i valori di riferimento grazie ai quali si può stabilire a cosa dare importanza e a cosa no (es: tutela dell’azienda vs tutela del consumatore, famiglia vs carriera, ecc.).

A livello universale, uno dei massimi valori dell’etica è la correttezza, ovvero il rispetto degli altri, un caposaldo della vita in comunità la cui essenza viene protetta in diverse forme dalla legge, dal buon senso e dalla religione.

Grazie ai valori etici fondamentali del rispetto e della correttezza, l’etica funge da diga morale, per arginare le conseguenze potenzialmente catastrofiche di un egoismo dilagante.

Per quanto i valori specifici possano poi variare da un contesto a un altro, in ogni sistema etico ci sarà sempre un riferimento alla considerazione dell’interesse altrui, nella formulazione negativa di non arrecare danno, o nella formulazione positiva di aiutare il prossimo.

E se la presenza di un valore del genere viene giustificata, a livello filosofico, affermando che è semplicemente la cosa giusta da fare, a livello pratico, il valore etico del rispetto per il prossimo ha una sua precisa ragion d’essere.





Differenza tra Etica e Morale

Per giustificare la necessità di un sistema di principi etici che regoli la vita in comunità Garret Hardin, un ecologo statunitense, pubblicò nel 1968 un saggio intitolato La Tragedia dei Beni Comuni.

Nella sua parabola, un gruppo di pastori condivide un appezzamento di terra dedicato al pascolo del loro bestiame. Il prato è molto grande, ma non abbastanza da poter contenere un infinito numero di animali. Per questo ogni pastore deve astenersi dall’allargare considerevolmente il suo gregge.

Per l’individuale interesse del pastore, una pecora in più, vorrebbe dire maggior profitto, ma per il bene comune avere più animali vorrebbe dire esaurire prima le risorse che li tengono in vita.

Uomini pescano troppi pesci, più di quelli che gli servono

Se dunque si vuole mantenere il pascolo rigoglioso, ogni pastore deve necessariamente rinunciare a una fetta di guadagno personale (nel breve termine) per tutelare il guadagno collettivo (nel lungo termine).

Questo problema ci porta alla radice della questione etica, i così detti valori morali della cooperazione, e del conflitto tra interessi individuali e interessi comunitari:

  • E’ giusto, e dunque morale, dare priorità al benessere personale pur danneggiando l’intera comunità?
  • Oppure è giusto, e dunque morale, mettere l’interesse altrui davanti al proprio?

Etica e morale si intersecano e diventano quasi sinonimi, nella misura in cui entrambi si propongono di arrivare al bene comune e a ciò che è giusto. Mentre, laddove l’etica diventa speculazione filosofica -sulla legittimità di un insieme di norme di condotta- essa si discosta dalla morale e diventa una vera dottrina.

Mantenendoci sul piano del bene comune, ci rendiamo conto che non c’è differenza tra etica e morale, poiché sia l’etica che la morale tendono allo stesso obiettivo: arginare gli impulsi egoisti e autolesionisti dell’individuo, con lo scopo di rendere la vita sulla terra più sostenibile, sia a livello sociale che ambientale.

Etica e Integrità Morale: Buoni vs Cattivi

Tutte le volte in cui si accende il telegiornale sentiamo storie di persone che compiono atti immorali e ingiusti.

Gente che ruba, che uccide, che truffa, che inquina. Automobilisti indisciplinati che mettono a repentaglio la vita degli altri. Professionisti che utilizzano la loro posizione di autorità per approfittarsi di clienti ignari.

Quella che, forse banalmente viene chiamata “cattiveria”, oggi fa notizia, attira l’attenzione perché, ai fini della preservazione, è più importante imparare a proteggersi dagli altri che imparare a fidarsi.

Il problema, è che tutto questo concentrarsi su “chi rompe le regole del vivere in comunità” ci porta a credere che l’essere umano sia intrinsecamente cattivo ed egoista, e che l’etica e l’integrità morale del singolo individuo siano più un’eccezione che una regola.

Ecco perché abbiamo bisogno di leggi e punizioni. Se avessimo piena fiducia nell’integrità morale degli umani, non sarebbe necessario regolamentare tutti gli aspetti della vita sociale ed economica. Non sarebbe necessario ricorrere a tribunali per risolvere dispute, o richiedere garanzie per proteggere i nostri interessi.

In altre parole, specialmente quando si ha a che fare con sconosciuti, si tende a presumere che non abbiano integrità morale e che senza le dovute precauzioni non si comporterebbero in modo etico nei nostri confronti.

Un uomo pensa se deve fare scelte buone o cattive

Dunque, più che avere la presunzione di innocenza, rischiando di avere torto, operiamo spesso secondo la presunzione di colpevolezza dando agli altri l’onere di dimostrare il contrario.

Ma come facciamo a sapere se è consigliabile non fidarsi delle persone? La maggior parte della gente buona o cattiva?

È vero che esistono moltissime persone che non si fanno problemi a calpestare o ignorare gli interessi altrui nel loro modo di agire, ma è anche vero che moltissime altre si comportano correttamente senza bisogno di essere forzate. Per loro, la tendenza al comportamento etico è un riflesso automatico, una scelta spontanea.

Anche se non fanno notizia, esistono innumerevoli casi di persone che vivono la loro vita con integrità morale, che si spendono per gli altri, che offrono aiuto a chi ne ha bisogno, che fanno il loro lavoro con diligenza e correttezza. Persone così dimostrano che l’integrità morale è una caratteristica genetica dell’essere umano e che, in quanto tale, deve avere una funzione evolutiva.

Chiediti come sarebbe il mondo se tutti gli esseri umani fossero egoisti, esisterebbe ancora una civiltà se fosse stato così sin dal passato? Pensa come sarebbe il mondo di oggi, se la maggioranza delle persone fosse cattiva e senza integrità morale.

Sarebbe forse impossibile vivere in una società dove tutti pensano a sé stessi, dove si combatte di continuo per i propri interessi, dove non si ha nessuna considerazione per il prossimo.

Se oggi, tutto sommato, riusciamo a convivere pacificamente non è solo perché esiste “la legge”, bensì perché la cultura contemporanea valorizza il comportamento morale ed etico più di quanto incoraggi il comportamento egoista e immorale.

Conviviamo pacificamente perché preferiamo, spontaneamente, il bene al male. E a tal proposito, non possiamo esimerci dal parlare di etica ambientale, quella che ci tocca più da vicino.

Per approfondire questo discorso consigliamo la lettura di questo interessante articolo: 11 caratteristiche delle persone con integrità morale

Cos’è l’Etica Ambientale?

Il saggio di Garret Hardin La Tragedia dei Beni Comuni dimostra che la condanna del comportamento egoista -caratteristica chiave del pensiero etico- serve in primis a tutelare la vita dell’uomo sulla terra, preservando le risorse ambientali che la rendono possibile.

Cosa significa etica ambientale? L’etica dell’ambiente (o etica ambientale) è una forma di riflessione filosofica che, estendendo il più possibile il proprio campo di interesse alle dimensioni spaziali e temporali dell’intero ambiente in cui e su cui agisce l’essere umano, e decentrando il discorso dagli agenti umani, si interroga sull’eticità del nostro relazionarci direttamente o indirettamente con gli enti non umani e/o le dinamiche naturali e, quindi, sul loro status morale e sulla possibilità che questi posseggano un valore indipendente dal nostro giudizio o (quantomeno) dalla nostra utilità. Definizione di etica ambientale tratta da Wikipedia.

Parliamo di etica applicata all’ecosistema, un insieme di valori filosofici che dovrebbe rendere più semplice rispondere a domande del tipo:

  • Posso prelevare l’acqua di un lago per venderla e trarre profitto?
  • Posso distruggere una foresta per produrre carta igienica e trarre profitto?
  • Posso versare tonnellate di rifiuti industriali in un fiume per risparmiare i costi dello smaltimento?

Certamente non posso compiere queste azioni quando esistono leggi nazionali che non lo consentono, ma qui proviamo ad andare oltre, affidandoci alla coscienza umana: la legge non può instillare l’etica ambientale nell’individuo, può solo scoraggiarlo dal violarla.

In più, la legge non sempre riesce ad essere presente, e non sempre dà priorità all’interesse comune – vedi l’impossibilità di raggiungere un accordo universalmente condiviso su norme ambientali internazionali e vincolanti. Ad esempio, l’Accordo di Parigi sui Cambiamenti Climatici, dimostra come non tutte le nazioni abbiano applicato la filosofia dell’etica ambientale.

Abbiamo parlato di etica ambientale e presto, in un altro articolo, vi parleremo anche di etica vegana e di etica vegetariana, due modelli etici molto forti che si legano fortemente con l’etica ambientale.

Etica e Impatto Ambientale

Avere un sistema di condotta interno (coscienza), che sia etico, morale e autodeterminato, può risultare utile laddove lo stato non riesca a demotivare comportamenti immorali e insostenibili con la “minaccia di punizione”. E’ possibile che, senza etica ambientale, il nostro pianeta rischi un collasso immediato e, a dimostrazione di questa pesante affermazione, ci basta dare un’occhiata alle politiche ambientali di Bolsonaro e Trump.

Noi umani abbiamo il mondo in mano e possiamo rendere ogni attività più green

Etica ambientale e sostenibilità sono strettamente correlate tra loro. Mai più di oggi veniamo bombardati da cattive notizie: l’inquinamento ambientale sta devastando il nostro pianeta, ed è inutile nascondersi, poiché siamo noi consumatori i diretti responsabili.

Possiamo definire l’etica ambientale come un comportamento ecologico per il bene comune.

Se fossimo tutte “persone etiche” la terra sarebbe un posto migliore, su questo non ci piove, ma non possiamo continuare a basare le nostre scelte su quelle altrui. Tendiamo a giustificare i nostri comportamenti scorretti verso l’ambiente poiché guardiamo quello che fanno altri, che siano grandi aziende o nostri conoscenti.

Chi crede nell’etica ambientale tende ad arrabbiarsi per una carta gettata a terra, ma spesso non agisce, invece dovrebbe raccoglierla e farlo notare all’autore del gesto. Sembra una sciocchezza rispetto agli incendi che stanno devastando il pianeta in questi giorni, ma in realtà è una delle tante piccole azioni che possono cambiare il mondo.

L’etica personale, deriva da molti fattori ambientali che ci circondano, se chi butta una sigaretta a terra viene aggredito da più persone, tenderà a sviluppare un modello etico differente, magari sarà solo “per proteggersi”, ma comunque “un’aggressione verbale” farà si che il suo cervello elabori diversamente il gesto di gettare a terra la sigaretta, una carta, o qualsiasi altro oggetto che dovrebbe essere gettato negli appositi contenitori.

Anche la scelta di acquistare prodotti ecologici, pur essendo spesso più costosi, può fare la differenza.

Moda Etica

Certamente non possiamo lasciarci sfuggire l’occasione per parlare di moda etica, infondo è questo il vero settore di nostra competenza. Parliamo spesso di moda sostenibile, e leggendo la nostra Guida alla Moda Sostenibile e Cruelty Free si comprende come le parole “etica e sostenibilità” siano direttamente collegate tra loro.

Non esiste moda sostenibile senza etica. Questo vuol dire che non basta usare tessuti ecologici, o avere una produzione a basso impatto ambientale, bensì occorre dimostrare che la propria produzione avvenga nel pieno rispetto dei diritti umani:

  • No al lavoro minorile
  • No alla discriminazione di genere
  • Salari equi
  • Condizioni di lavoro sicure
  • Libertà di associazione
  • Pratiche di commercio leali

Queste sono solo alcune caratteristiche fondamentali per definire la moda etica. A tal proposito, per definire un prodotto di moda come “socialmente etico” è necessaria la presenza di certificazioni tessili come FairTrade, Fair Wear Foundation (FWF), o SA8000, Global Organik Textile Standard (GOTS).

Una presenza di certificazioni che viene esclusa a priori quando acquistiamo i nostri indumenti nelle grandi catene di distribuzione della Fast Fashion.

Etica Personale: Quanto Conta l’Educazione?

Per comprendere il significato di etica personale ci basta analizzare il trascorso di persone che preferiscono il male al bene, è probabile che, più che trovare dei geni malvagi, ci si imbatta in fattori ambientali che hanno causato la deriva del comportamento morale.

Per esempio, i comportamenti violenti e antisociali sono spesso associati a condizioni di povertà, o problemi di abusi in famiglia. La stesso discorso si applica per le dipendenze da droghe o le tendenze criminali.

Questo evidenzia come l’etica comportamentale sia un problema di educazione più che genetico, almeno statisticamente parlando.

E’ difficile scegliere di essere altruisti quando l’egoismo sembra essere la strada più semplice

Per mostrare alcuni esempi di valori etici personali pensiamo ai bambini: non sempre viene insegnato loro ad essere corretti, a considerare le conseguenze delle loro azioni. Da piccoli, il nostro comportamento è quasi completamente istintivo, poiché ancora non sviluppiamo la capacità di valutare le ripercussioni a lungo termine delle nostre azioni, e quindi siamo completamente in balia delle emozioni del momento.

Tutto quello che si fa nell’infanzia, dunque, segue il percorso di minor resistenza, ciò che viene facile, a prescindere dal fatto che possa essere giusto o sbagliato a livello etico.

Quando cresciamo, se abbiamo avuto una buona educazione, saremo in grado di controllare i nostri impulsi non etici, di controllare le nostre emozioni, e fare la cosa giusta anche quando è quella più difficile. Al contrario, se la nostra educazione è stata carente, le conseguenze potrebbero ripercuotersi sulla nostra felicità o, nei casi peggiori, sulla felicità delle persone che ci circondano.

La carenza di educazione è facilmente riscontrabile nei casi di adulti che non riescono ad assumersi le loro responsabilità in famiglia o nella coppia; di chi abbandona gli animali; di chi inquina; di chi non sa rispettare le regole. Potremmo quindi presumere una “scarsa educazione” tutte le volte in cui vediamo qualcuno agire pensando solo al proprio interesse, ignorando l’interesse comune.

Diversi psicologi, infatti, affermano che i comportamenti disfunzionali ed egoisti sono a volte dei meccanismi di difesa e compensazione per dei deficit affettivi nell’infanzia.

Comportarsi in modo corretto richiede più forza ed energia

Il bambino debole, cioè colui che non ha avuto il giusto livello di amore e attenzione, avrà più difficoltà a trovare la forza di comportarsi bene, e da grande avrà più probabilità di arrecare una qualche forma di sofferenza agli altri.

Spesso, in età adulta, l’aggettivo “etico” diventa sinonimo di persona matura, e “non etico” viene associato ad un persona infantile.

Per avere una condotta etica nella vita, una condotta che non sia generata da fattori esterni, ma dall’interno, bisogna diventare maturi, acquisire consapevolezza di sé, rafforzare la propria capacità di controllo. Tutto per evitare di cedere alla tentazione: fare ciò che conviene a sé stessi, pur sapendo di danneggiare gli altri.

Mamma che abbraccia la figlia sorridente in un prato verde.

Ne consegue che, il ruolo dei genitori è essenziale nel favorire lo sviluppo dell’etica nelle nuove generazioni.

Senza la dovuta etica educativa, sarà difficile per qualsiasi bambino diventare un adulto maturo che sa come vivere in società rispettando il prossimo ed il pianeta che lo ospita.

Senza un’intera generazione di adulti maturi, sarà altrettanto difficile costruire una società che operi in modo equo e sostenibile.

Quindi, se sei un genitore, non crescere tuo figlio solo per farlo diventare un bravo calciatore, non insegnargli ad essere più furbo degli altri, ma cerca di renderlo un uomo maturo e altruista.

Qui abbiamo parlato dell’etica personale, ma a breve scriveremo un altro articolo dedicato esclusivamente all’etica aziendale. Adesso parliamo del “buon esempio”, quello che tutti noi dovremmo dare, sia ai nostri figli, sia ai conoscenti “ignoranti” in materia di etica 🙂

Società Più Etica: Importanza del Buon Esempio

Provando a riassumere quanto detto finora, vediamo quali sarebbero gli effetti concreti -su larga scala- di un sistema etico interno e condiviso.

Individui, aziende, organizzazioni di ogni tipo, farebbero riferimento -oltre che alle leggi nazionali- a dei valori di correttezza e di rispetto ambientale, come fossero valori di importanza vitale.

Le aziende arriverebbero a ricalibrare i propri obiettivi di guadagno, spostando le loro priorità dalle vendite al benessere dei dipendenti e all’impatto ambientale delle attività produttive. L’intero sistema economico potrebbe essere ripensato, sostituendo “l”e direttive del guadagno e dell’interesse personale” con le direttive della sostenibilità e della collaborazione, rendendo anche più equa la distribuzione del denaro.

Come nel caso dei pastori della parabola, diventerebbe chiaro che agire egoisticamente porterebbe un danno a sé stessi e alla comunità nel lungo termine. La condotta etica diventerebbe allora la scelta di vita più sensata e conveniente, e aiuterebbe a costruire una comunità più equa che, a sua volta, porterebbe a maggiori livelli di stabilità e, soprattutto, di felicità, il che porterebbe ad altre reazioni a catena:

  • La felicità porterebbe a un aumento di azioni giuste e a una maggior fiducia nel prossimo.
  • Essere rispettati spingerebbe a rispettare.
  • Vedere persone che rispettano l’ambiente porterebbe a rispettare l’ambiente.
  • Essere circondati da persone che si comportano bene scoraggerebbe dal comportarsi male.

Le persone in strada seguono la direzione indicata da una freccia sull'asfalto

Ed è proprio qui che l’utopia di una società più etica potrebbe diventare potenziale, e poi reale: dal semplice fatto che l’uomo, in diverse misure, agisce e cresce per imitazione.

Con ciò si vuole affermare che il comportamento immorale, oltre a essere causato da una non appropriata educazione, può anche essere circostanziale.

Certe azioni, infatti, sono spesso il risultato di ciò che vediamo prima in famiglia, e poi all’esterno. Ad esempio, è scientificamente dimostrato che, nei quartieri meno curati la gente tende a inquinare di più, o che quando qualcuno rompe una regola in pubblico, altre persone saranno più propense a fare lo stesso.

Ed è altrettanto dimostrato che la prima persona ad aiutare qualcuno in difficoltà spingerà altri presenti a prestare soccorso, e che quando ci si trova in un posto pulito si è meno propensi a sporcare.

In sostanza, la bontà, così come la cattiveria, è contagiosa, e se siamo noi i primi a comportarci in modo etico, qualcun altro seguirà il nostro esempio.

Evoluzione dell’Etica

Pensa a com’era normale in passato fumare nei locali, usare pesticidi come se non ci fosse un domani, trivellare montagne o distruggere ecosistemi marini senza permessi o remore. Pensiamo anche alla discriminazione femminile, ormai acqua passata da qualche decennio, almeno in Italia.

Oggi il nostro atteggiamento è cambiato, siamo diventati più consapevoli delle conseguenze del fumo e dei pesticidi, abbiamo istituito commissioni per valutare l’impatto ambientale di certe infrastrutture. I diritti delle donne sono costituzionali e nessuno osa metterli in discussione.

In altre parole, la nostra coscienza etica si è sviluppata nel tempo e con essa si sono sviluppate anche le nostre priorità e le nostre leggi. Uno sviluppo che continuerà anche negli anni avvenire.

Le definizioni di ciò che è giusto o sbagliato stanno cambiando, poiché la nostra stessa cultura sta cambiando, ed evolvendosi riordina l’importanza delle cose. Pensiamo a tutti coloro che cambiano lavoro passando dagli uffici all’agricoltura, questo accade perché sempre più persone abbandonano l’idea di guadagnare a favore del “vivere bene”.

Siamo più attenti a quello che mangiamo, diamo più importanza al benessere psichico, ricicliamo di più, meditiamo di più, compriamo più prodotti ecologici. Per quanto il senso etico continui ad essere ignorato da alcuni individui, la consapevolezza dei valori dell’etica e del giusto vivere si allarga a macchia d’olio giorno dopo giorno.

Siamo più consapevoli di quanto il sistema stesso che abbiamo creato, il sistema capitalista, sia sotto molti aspetti poco etico, poco giusto, e che c’è bisogno di raggiungere un equilibrio più solido tra interesse individuale e interesse collettivo e ambientale.

È una rivoluzione necessaria, e come tutte le rivoluzioni non può partire dall’alto, ma dal basso, da ogni singolo individuo, dall’adozione di valori etici nella vita personale, che poi si uniranno ad altri valori etici per diventare legge, e poi cultura, e poi un nuovo modo di stare al mondo.