Inquinamento ambientale




Inquinamento ambientale


Inquinamento ambientale

Impatto ambientale dell'industria tessile causato dalla Fast Fashion e dai tessuti inquinanti.

di Federica Chiapparelli


28
May


Indice

  Inquinamento industria tessile
  Sostanze tossiche nei vestiti
  Tessuti inquinanti
  Moda Sostenibile
  Fast Fashion
  Abbigliamento ecologico

L'industria tessile, una piaga per l'ambiente

L’industria tessile è seconda a livello mondiale per l’altissimo tasso di inquinamento ambientale prodotto. Ogni anno, con il passare delle mode, i nostri armadi si riempiono di metri e metri di tessuti altamente nocivi per l’ambiente e la nostra persona. Capi di abbigliamento contaminati dalle sostanze tossiche, scatenanti sempre più casi di allergie e dermatiti della pelle.

La maggior parte dei ricercatori concorda che la preoccupazione per l' inquinamento ambientale sia strettamente legata al futuro dell’umanità. Anche le condizioni di lavoro nell’industria tessile sono uno scandalo internazionale ormai riconosciuto da tutte le nazioni. Molte persone sono costrette a lavorare per tantissime ore ricevendo in cambio una paga miseramente bassa, condizioni di lavoro pessime, donne sfruttate sessualmente, e bambini obbligati a lavorare lungamente e duramente. Non è una finzione, ma la triste realtà dei fatti, il problema dell' inquinamento ambientale è purtroppo connesso con l'attuale inquinamento sociale.

L'impatto del settore tessile sull'ambiente è strettamente legato alle condizioni sociali degli esseri umani, soprattutto nei paesi del terzo mondo. Leggi il nostro articolo   Moda sostenibile in Italia



La scienza non è ancora in grado di stabilire i possibili danni causati dall'assimilazione, da parte dell'uomo, delle sostanze tossiche utilizzate da decenni nell'industria tessile. Sappiamo per certo di averle assimilate attraverso il nostro abbigliamento, ma in quantità modeste il danno non è mai immediato, il nostro organismo è in grado di assorbirle come accade con il mercurio presente nei pesci, a meno di particolari patologie allergiche e della pelle, continuiamo ad indossare capi contaminati per tutto l'arco della nostra vita. Le conseguenze saranno visibili tra 50 anni, quando a pagarne saranno le future generazioni. Affari loro, diranno in molti. E se la scienza dimostrasse che andiamo incontro a delle pesanti mutazioni genetiche?





Tessuti inquinati dalle sostanze tossiche

Sostanze tossiche nei vestiti

Ammine aromatiche

Cancerogene derivanti da azo-coloranti, bandite in Europa a partire da inizio anni 90 ma che ancora si ricercano con assiduità e che talvolta ci fanno la sorpresa di essere presenti. E’ un elenco di 24 composti cancerogeni regolamentato al momento nella maggior parte del mondo (Cina compresa).

Alchilfenoli etossilati

In gergo chimico si indicano con l’acronimo APEO, gli etossilati, e AP, i non etossilati. Sono tensioattivi non ionici usati fino al 2007 in maniera massiva e che sono fortemente inquinanti per la fauna acquifera. Regolamentati solo in Europa (dalla Cina e da altri paesi arrivano spesso brutte sorprese).

Metalli pesanti

Possibili contaminanti dovuti alle tinture e/o alle vie di conservazione delle fibre. Ci sono circa 9 specie metalliche presenti negli indumenti di scarsa qualità e dubbia provenienza.

Dimetilfumarato

Forte antimuffa usato per preservare le fibre naturali durante lunghi periodi di stoccaggio. Ha il brutto vizio di essere un forte allergizzante.

Clorofenoli

Rientrano nella famiglia dei biocidi/pesticidi. Proprio per questa funzione possono trovarsi su fibre naturali in particolare cellulosiche. Talvolta sono scorie di produzione di taluni coloranti.

Ftalati

Composti usati come plastificanti per PVC (danno morbidezza allo strato in PVC). Alcuni di questi sono mutageni. Sono regolamentati in Europa, in America e Cina (solo per prodotti per bambini).

Coloranti

Allergenici e/o cancerogeni, regolamentati solo in Europa (alcuni), sono un elenco di coloranti di varia natura.



Quando l'abbigliamento è biologico?

Scoprilo leggendo il nostro articolo Abbigliamento biologico






Tessuti inquinanti

Una miriade di sostanze tossiche vengono utilizzate nelle fasi di coltivazione delle piante, da queste piante vengono poi estratti tessuti naturali come cotone, lino e canapa. Queste sostanze tossiche danneggiano irreparabilmente fauna e flora, e di conseguenza entrano di prepotenza nella nostra vita quotidiana, attraverso tutti i prodotti che acquistiamo e di cui facciamo largo uso, dall'abbigliamento al cibo, dalla cosmesi ai prodotti per la casa. Come? acqua, aria, animali e vegetali trasportano queste sostanze tossiche in tutto il mondo, causando l' inquinamento ambientale su scala globale. Non basta essere a migliaia di KM dal luogo dove vengono coltivati o estratti i tessuti, perchè comunque li acquistiamo, li portiamo a casa e li indossiamo tutti i giorni.

La maggior parte delle sostanze tossiche utilizzate durante l'estrazione dei tessuti, viene riversata nelle acque a causa di depuratori non funzionanti o del tutto assenti, l’uso eccessivo di risorse naturali come terra e acqua rompono l’equilibrio ecologico, lo sfruttamento di animali è spesso accompagnato da pratiche di agricoltura intensiva che danneggia l’ambiente nel suo complesso.


Le sostanze chimiche utilizzate per candeggiare e colorare i tessuti possono compromettere l’ambiente e la salute della popolazione, tenendo presente che la tintura dei tessuti può rappresentare la maggior parte di acqua utilizzata per la produzione di un indumento. Durante la tintura vengono rilasciati nell’ambiente circa il 10-15% di coloranti e le sostanze chimiche utilizzate per fissare i coloranti - spesso metalli pesanti - finiscono nelle fogne, nei fiumi e nei mari, inquinando le falde acquifere potabili e successivamente assimilati dal nostro organismo semplicemente bevendo acqua dal rubinetto. L’inquinamento delle acque dovuto dai riversamenti delle industrie tessili è un fattore di grande preoccupazione per l'umanità. La scelta di vestiario tinto con metodi biologici, naturali e vegetali, significherebbe una riduzione all’esposizione tossica da parte dell'uomo, ed una più longeva vita per il nostro pianeta. Nel settore tessile, per preservare l'ambiente e le persone dai coloranti altamente tossici, esiste la   Certificazione Reach

Scopri tutti i tessuti utilizzati nel settore della moda sostenibile
  Tessuti ecologici, naturali, riciclati






Tessuti naturali

Tutti i tessuti naturali sono riciclabili e biodegradabili.

Il cotone è il tessuto naturale più utilizzato a livello globale, e detiene anche il primato come la pianta che utilizza il maggior numero di sostanze tossiche. Le piante di lino e canapa, da cui vengono estratti gli omonimi tessuti naturali, sono solitamente meno dannose per l'ambiente, sia per una produzione nettamente inferiore rispetto al più utilizzato cotone, sia perchè l'utilizzo di sostanze tossiche è limitato, ma pur sempre presente - soprattutto in fase di estrazione del tessuto naturale.

Vi sembrerà assurdo, ma ogni anno migliaia di persone perdono la vita a causa della coltivazione intensiva del cotone. La pianta del cotone occupa gran parte dei terreni agricoli, molti dei quali vengono strappati agli abitanti locali che ne fanno uso per coltivare il proprio cibo.

Gli erbicidi, e anche i defolianti chimici, talvolta utilizzati per aiutare la raccolta meccanica del cotone, aumentano di gran lunga il tasso di inquinamento ambientale dovuto dalla coltivazione del cotone. La maggior parte di queste sostanze chimiche creano danni ambientali nel momento stesso in cui vengono utilizzate, attraverso l'assorbimento da parte del terreno e la successiva infiltrazione nelle falde acquifere. L'inquinamento delle acque potabili è una delle paure più grandi per l'essere umano.

Un'altra parte di queste sostanze chimiche, è trattenuta dal tessuto naturale nella lavorazione di finitura, e vi persistono per tutta la vita dell’indumento. Vengono assimilate dal nostro organismo attraverso il contatto diretto con la pelle, e nuovamente disperse nell'ambiente a seguito dei vari lavaggi che può subire un capo di abbigliamento durante l'arco della sua vita.

La coltivazioni intensiva del cotone è una delle principali cause per inquinamento ambientale, ma spendiamo due parole su quello che noi definiamo inquinamento sociale, di cui magari parleremo bene in altri articoli. Innanzitutto il cotone deve essere coltivato, questo comporta l’utilizzo di grandi quantità di pesticidi, erbicidi e fertilizzanti chimici che inquinano e letteralmente distruggono la terra. Le persone del luogo sono gli operai che si occupano di queste operazioni, pensate siano attrezzati con maschere antigas e apposite attrezzature per utilizzare queste sostanze? Chiaramente no, addirittura in molti vivono a contatto con queste terre contaminate, mangiano del cibo inquinato da queste sostanze tossiche, si ammalano di continuo, muoiono. Nonostante la raccolta del cotone sia meccanica in quasi tutto il mondo, l’industria tessile continua ad essere fortemente dipendente dalla manodopera a basso costo.

La lana è un tessuto naturale di origine animale. Oggi sappiamo per certo che allevamenti intensivi di animali destinati al macello, da latte o da lana, sono una delle cause principali del famoso buco dell'ozono, e di conseguenza del riscaldamento globale. Aggiungiamo la crudeltà con la quale vengono allevati questi animali, ed i metodi poco ortodossi con i quali noi umani strappiamo le risorse richieste a queste creature, neanche fossimo gli uomini di Neanderthal!

Falde acquifere inquinate, aria ricca di metano, cibi di scarsa qualità e provenienza, animali malati e contaminati. Quante ne sentiamo e ne vediamo in TV? Forse 1 su 1000 delle cose crudeli che accadono in questi allevamenti intensivi. Uno scandalo a cielo aperto che contribuisce pesantemente all' inquinamento ambientale.

Non parliamo di essere vegetariani, vegan o quant'altro, ma di cattiveria allo stato puro e scarsa intelligenza.

Acquistare abbigliamento vegan, anche se non si segue questo stile di vita, può essere un fattore determinante per salvaguardare l'ambiente. Leggi il nostro articolo   Abbigliamento vegan






Tessuti artificiali

Tutti i tessuti artificiali sono biodegradabili, ma non riciclabili.

Probabilmente la scelta migliore se escludiamo i tessuti naturali biologici, questo tipo di tessuto ha raggiunto un raggio di ecosostenibilità molto ampio. Il loro impatto sull' inquinamento ambientale si è ridotto notevolmente grazie alla scienza e alle pressioni internazionali, pressioni spesso effettuate dalle onlus come Greenpeace e dalle persone a loro seguito. E per questo dobbiamo ringraziare i Social Network e l'informazione corretta, sarebbe stato impossibile realizzare dei tessuti ecologici ambiziosi come Tencel e Modal, senza l'ausilio dell'informazione pubblica e dei Social Network. Le persone iniziano a far sentire la propria voce, spingendo le aziende di moda a delle innovazioni aziendali ecologiche pur di vendere i loro prodotti. Sarà anche poco etico, ma comunque funziona, basti pensare all'olio di palma e alle pubblicità in TV.

L'uomo non è nato per distruggere, ma è molto bravo a creare e risolvere problemi, potremmo evitare di risolvere una serie infinita di problemi tra 30/40 anni effettuando oggi una scelta consapevole: Guardare le etichette prima di acquistare!






Tessuti sintetici

La maggior parte dei tessuti sintetici non sono ne riciclabili ne biodegradabili.

I tessuti sintetici derivano per lo più dallo scarto dei prodotti petroliferi. Detto questo potremmo anche fermarci qui. Come tutti sappiamo il petrolio e i suoi derivati sono la causa principale dell' inquinamento ambientale, tessuti sintetici come il Nylon, che crea ossido di azoto, un gas a effetto serra 310 volte più potente dell’anidride carbonica. Il poliestere, che usa grandi quantità di acqua per il raffreddamento, insieme ai suoi lubrificanti che possono diventare una fonte di contaminazione. Polietilene, Polipropilene, Elastam, Gore-tex e via dicendo, una serie infinita di varianti comunemente utilizzata da ognuno di noi, tutti questi tessuti sintetici necessitano di grandi quantità di energia e acqua, e nessuno è biodegradabile o riciclabile.

Questi tessuti ci consentono di acquistare capi di abbigliamento resistenti a prezzi molto bassi, grazie a costi di produzione ridotti ed alla facilità di modellarli, si possono realizzare diverse varianti di un prodotto senza stravolgere i progetti. Alcuni sono ancora fondamentali, come Elastam, lo troviamo in diversi capi di abbigliamento ecosostenibile anche se in quantità notevolmente ridotte.

Nulla vieta di realizzare tessuti sintetici, partendo da una base di origine naturale (tessuti artificiali). L'industria tessile potrebbe realizzare tessuti sintetici senza danneggiare l'ambiente, grazie alla scienza, che consente di utilizzare materiali e solventi che non contribuiscono all' inquinamento ambientale.

Oppure, l'industria tessile, potrebbe seguire l'esempio di NewLife un tessuto sintetico ecologico e Made in Italy. Un tessuto nato dal riciclo delle bottiglie di plastica prelevate dalla raccolta differenziata. Un'idea innovativa non credete? Produzione a inquinamento ambientale pari a 0, materia prima riciclata, il tutto ideato e realizzato in Italia da un'azienda Italiana. Per ulteriori informazioni su NewLife leggi il nostro articolo   Tessuto da riciclo bottiglie di plastica

Conosci la differenza tra tessuti naturali, artificiali e sintetici? Leggi il nostro articolo   Tessuti naturali, artificiali, sintentici.






Moda sostenibile

Quando si intraprende uno stile di vita rispettoso per l’ambiente, uno degli elementi chiave da considerare è la moda sostenibile. La moda sostenibile racchiude in se abbigliamento biologico in fibre naturali, abbigliamento ecologico di origine artificiale e sintetica, abbigliamento vegan senza l'utilizzo di sostanze di origine animale e senza lo sfruttamento di qualsivoglia creatura vivente, abbigliamento etico nel rispetto dei diritti sociali e dell'essere umano. Ci teniamo a precisare che, quando parliamo di moda sostenibile, intendiamo anche borse, scarpe, cinture e tutti gli accessori di moda.

La scelta di tessuti ecologici non trattati con pesticidi, erbicidi e altre sostanze tossiche, beneficia chiaramente la terra e chi li indossa, limitando l'inquinamento ambientale e quello sociale. Come abbiamo visto in precedenza, anche se il tessuto utilizzato per un indumento non è di origine biologica, può essere comunque definito ecologico, purchè disponga di certificazioni sociali e ambientali che ne attestino provenienza e produzione conforme agli standard imposti.






Fast Fashion - La moda veloce

La Fast Fashion Nasce negli anni Novanta ed ha come scopo quello di riprodurre i famosi 'Trend di stagione' visti nelle più grandi sfilate di moda, ma ad un costo molto più basso, invogliando i consumatori a seguire e acquistare la moda del momento, non tenendo conto della qualità del vestiario e della longevità dello stesso. Come si deduce dal nome, la Fast Fashion viene prodotta in tempi estremamente ristretti - circa 2 settimane -, ed è per questo motivo che i brand che ne fanno parte cambiano continuamente la merce esposta, eliminando le due classiche collezioni Autunno/Inverno e Primavera/Estate, così da attrarre i clienti ad acquistare capi di abbigliamento sempre al passo con i tempi.

Come abbiamo detto, la Fast Fashion viene prodotta nel giro di due settimane. Questo significa che c’è un estremo sfruttamento dei lavoratori, spesso bambini e adolescenti, costretti a lavorare duramente per tante ore al giorno, senza alcun controllo e senza nessuna assistenza sanitaria. L'innovazione ecologica di una azienda non è prevista quando disponi di tanta manodopera a basso costo, ed è chiaro che questo continuerà a causare inquinamento ambientale e inquinamento sociale.

Torniamo al discorso dell'olio di palma che tanto viene reclamizzato in TV, se la richiesta di abbigliamento certificato da parte dei consumatori aumenta, ne consegue che le aziende di moda dovranno adattarsi alla richiesta di mercato, abbandonando la Fast Fashion o evolvendola in maniera più sostenibile, utilizzando tessuti naturali di origine biologica e tessuti artificiali di origine naturale, rigorosamente biodegradabili o riciclabili, e chiaramente rispettando tutti i diritti sociali dei lavoratori.

Non serve una rivoluzione sociale, ne una guerra civile, come per i biscotti senza olio di palma e la frutta biologica, basterebbe solo leggere le etichette dell'abbigliamento prima di acquistarlo, cercando una certificazione ambientale o sociale che ne attesti la sostenibilità, magari dando priorità al Made in Italy.

Pensa diversamente, per un green2017





Vesti la natura - Abbigliamento ecologico

Nello Shop Online di Vesti la natura trovi una vasta scelta di abbigliamento ecologico certificato, tra cui anche Abbigliamento naturale bambini. E' molto importante che i bambini utilizzino il cotone biologico piuttosto del cotone tradizionale, almeno per quei tessuti che sono a diretto contatto con la pelle.

Moda sostenibile e abbigliamento ecologico
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