Moda Cruelty Free, di Cosa si Tratta e Perché è Importante

Tanti occhi di animali che ci guardano

Indice dei contenuti

Cos’è la moda cruelty free?

La moda cruelty free è parte integrante di quella che definiamo moda sostenibile o responsabile, un segmento di prodotti/marchi che ha scelto di escludere l’uso di materiali di origine animale a favore di materiali alternativi e, spesso, più ecologici.

Possiamo trovare marchi che vendono singoli prodotti cruelty free, alcune collezioni, oppure l’intera produzione. Per quanto riguarda i singoli prodotti è più decisamente più semplice individuarli nel settore cosmetico, un settore dove il termine “cruelty free” ha molta più rilevanza (a causa dei test di prodotti cosmetici su animali).

Nella moda abbiamo alcuni marchi che creano collezioni tradizionali in pelle, e allo stesso tempo collezioni che definiscono cruelty free (o vegane). Questo binomio non ci piace moltissimo e preferiamo i marchi di moda 100% cruelty free.

Ma non siamo noi a definire la moda cruelty free, ne basta acquistare un capo in poliestere per definirlo tale, bensì occorrono delle certificazioni garanti di questo appellativo.

Quando la moda è sostenibile?

Come riconoscerla?

Dove acquistarla?

Inizia il tuo percorso!

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Quando la moda è cruelty free?

La moda è cruelty free quando dispone di certificazioni tessili garanti di tale affermazione.

Se da una parte è vero che possiamo acquistare prodotti in cotone con la consapevolezza che questi non siano in lana, pelle, o altri materiali di origine animale, d’altra parte è altrettanto vero che quel marchio proprietario del prodotto potrebbe creare delle linee in pelle di coccodrillo, o delle pellicce in visone.

Questo implica la conoscenza del marchio di moda prima di acquistare un suo prodotto, anche se questo prodotto specifico non è composto da materiali di origine animale. Ma a volte, anche questa conoscenza non basta.

Ecco perché siamo convinti sostenitori delle certificazioni cruelty free, visto che queste implicano degli impegni per le aziende. Anche il solo fatto di averla richiesta (ricordiamo che le certificazioni sono volontarie, quindi vengono richieste dai marchi di moda agli enti preposti) implica un impegno concreto, o quantomeno un interesse verso l’argomento.

Quali sono le certificazioni della moda cruelty free?

  • Animal Free Fashion
  • PETA
  • VeganOK
  • Fur Free

Trovando una qualsiasi di queste etichette nel prodotto che volete acquistare sareti certi si tratti di moda cruelty free.

Logo Animal Free Fashion by Lav - cruelty free
Animal Free Fashion è la certificazione cruelty free della Lega Anti Vivisezione (LAV). Questo modello è il più interessante, poiché oltre a certificare un marchio/prodotto ne valuta il suo impegno dando un voto allo stesso da 1 a 4. Chi prende il voto più alto ha rinunciato a tutti i materiali di origine animale. Ulteriori informazioni su Animal Free Fashion.
Logo PETA - cruelty free
PETA è la più famosa e utilizzata su scala mondiale, People for the Ethical Treatment of Animals è una associazione internazionale a tutela degli animali. Si batte da anni per un mondo senza crudeltà, ed affronta diversi temi, dalla cosmesi al settore tessile, passando per l’industria zootecnica e del divertimento. Ulteriori informazioni su PETA.
Logo VeganOK - cruelty free
VeganOK si vede molto spesso nel settore alimentare e poco in quello della moda, ma anche questa certificazione sta prendendo piede nel settore. VeganOK è un marchio italiano, ma comunque molto diffuso anche in Europa. Ulteriori informazioni su VeganOK.
Logo Fur Free - cruelty free
Fur Free è un’altra certificazione della LAV, ma il suo range di azione è limitato all’uso delle pellicce. Possiamo considerarla come una campagna di sensibilizzazione contro l’uso delle pellicce di origine animale nella moda. Ulteriori informazioni su Fur Free.

Perché acquistare moda cruelty free?

Tutti coloro che seguono uno stile di vita vegano o vegetariano fanno attenzione ai loro acquisti, evitando i materiali di origine animale come lana, pelle, seta, pellicce e piume, ma come abbiamo detto spesso non basta evitare questi materiali, dobbiamo per forza conoscere il marchio per essere certi che questo non stia realizzando altri prodotti con materiali di origine animale.

Abbigliamento vegan, una ragazza si fa un selfie con una capra

Questo è un valido motivo per acquistare moda cruelty free certificata, ma anche se non seguiamo uno stile di vita vegan e quindi mangiamo carne, perché dovremmo acquistare una pelliccia in visone? una cintura in pelle di coccodrillo? un abito in seta?

Oggi possiamo farne a meno, soprattutto grazie ai materiali bio-based. Esistono in commercio moltissimi tessuti e alternative alla pelle che simulano alla perfezione i materiali di origine animale, senza creare sofferenza e morte.

Vogliamo anche far notare che gran parte dei marchi che stanno abbracciando la filosofia della moda cruelty free sono altrettanto attenti all’aspetto ambientale della loro produzione. Sarebbe infatti inutile ottenere un’etichetta “cruelty free” ad un prodotto, se poi vengono usate microfibre sintetiche, o scaricati residui industriali nelle acque per produrlo.

Motivo per cui affermiamo che “vegan” e “sostenibilità” vadano di pari passo, seguendo una direzione comune.

Lo spennamento a vivo di oche e anatre

L’industria moda continua a sfruttare animali per il suo tornaconto personale. Tra questi animali ci sono anche Oche, Anatre, e altri uccelli piumati.

Molti di loro sono allevati per scopi alimentari e le piume vengono prelevate solo dopo la morte dell’animale, ma in altri casi le piume vengono prelevate a vivo, in una pratica detta “spennamento a vivo”.

Guardando questo video, oppure questo, cerchiamo delle parole per esprimere disgusto, ma non ne troviamo.

E’ solo un esempio che mette in mostra la crudeltà della moda, e basta conoscere il mercato delle vere pellicce per rendersi conto che il problema è più ampio di quanto possiamo immaginare.

Si è stimato che per soddisfare la richiesta di piume per imbottiture, in queste aziende che si occupano di spennamento a vivo, ogni operaio deve spennare 1 oca ogni 3/4 minuti.

Le oche sopravvissute vengono rigettate nel recinto e spennate nuovamente dopo 2 mesi (il tempo necessario per far ricrescere le piume).

Stando alle fonti questo trattamento parte dal 2 mese di età e dura circa 8 mesi, scaduti i quali le oche verranno uccise: a causa degli spennamenti subiti le piume perdono di qualità con il passare del tempo.

Quando leggi VERA PIUMA non comprarla, o quantomeno documentati sul “come” vengono prelevate.

E’ bene sapere che in Italia il Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 146 vieta questa e altre torture su animali vivi, ma purtroppo non ne vieta l’importazione.

Alternativa alle piume, il GRAPHENE

E’ possibile trovare in commercio materiali cruelty free alternativi alle piume, che vanno dai naturali ai sintetici. L’attuale tecnologia può e deve continuare a fare la differenza per sviluppare materiali sostenibili alternativi a quelli di origine animale.

Sostanzialmente le piume vengono utilizzate per imbottiture di giacche, ma anche per letti e cuscini.

Parliamo quindi di materiali nascosti all’occhio umano, per i quali le alternative proposte devono solo garantire gli stessi valori di traspirabilità e termoregolazione.

Dai test di laboratorio effettuati dalla Lega Anti Vivisezione si evidenzia un comfort più o meno equiparabile tra materiali sintetici e piume per imbottitura:

  • Il campione 1 (vera piuma) ha migliore resistenza termica (quindi per tale parametro, offre un comfort maggiore), ma allo stesso tempo ha la peggiore performance di resistenza evaporativa (quindi per tale parametro, offre un comfort minore);
  • I campioni 2 e 3 (materiali sintetici) offrono una migliore traspirabilità del vera piuma, e una effetto calore paragonabile.

Dove acquistare la moda cruelty free?

Abbiamo creato un motore di ricerca per la moda cruelty free, si chiama ecoFashion e ti consente di trovare anche marchi di moda sostenibile oltre ai marchi di moda cruelty free.

Troverai anche negozi, artigiani e marketplace che vendono moda cruelty free, molto spesso certificati a basso impatto ambientale.

ecoFashion è disponibile sia via web che via app.

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