Moda Low Cost: Ecco Perché Non Dovresti Comprarla!

jeans e scarpe di moda low cost indossati

Indice dei contenuti

Ti sembra bello risparmiare acquistando moda low cost?

Parliamo spesso di moda sostenibile cercando di evidenziare tutti i vantaggi che questa potrebbe garantire all’ambiente e agli esseri umani in quanto parte di questo ecosistema.

Oggi parleremo di moda low cost, quella che viene acquistata soprattutto nelle grandi catene di distribuzione.

“Risparmiare qualche euro” fa certamente bene al portafogli e al nostro umore: la maggior parte delle persone è molto attenta mentre fa acquisti e se può risparmiare lo fa volentieri.

E’ un comportamento normale vista la crisi economica che sembra non aver fine.

Il punto è che non dovremmo più farlo, almeno in quei settori dove sappiamo di poter arrecare danni ambientali e sociali “solo per risparmiare qualche euro”.

E’ difficile essere inconsapevoli del fatto che acquistando una t-shirt da 10€ arrechiamo un danno al sistema:

  • Danni ambientali: perché la moda low cost non bada certo a preservarlo.
  • Danni sociali: perché la moda low cost proviene da quei paesi in cui lo sfruttamento di manodopera è un problema fuori controllo.
  • Danni economici: perché la moda low cost sta letteralmente distruggendo il mercato.

Non dovresti comprare moda low cost

Dobbiamo e possiamo risparmiare, nessuno può dirvi il contrario. Ma nei momenti di crisi è meglio non acquistare. Mettere da parte qualche soldo e poi comprare esattamente quel che si vuole, senza dover ripiegare su qualcosa che non ci convince solo perché “costa di meno”.

E’ buona pratica guardare le etichette con sospetto, comprendere quando un prezzo è troppo basso e porsi delle domande a riguardo, e questo vale nella maggior parte dei settore commerciali, non solo nella moda.

Supponiamo però che la moda low cost vi piaccia davvero, a prescindere dal prezzo.

Ci può stare, ma davvero non potete farne a meno? Pur sapendo tutto quello che accade in questo settore? Se non lo sai scarica la nostra guida alla moda sostenibile.

Se stai leggendo questo articolo è perché probabilmente ci pensi, magari sei una persona attenta alle etichette, magari ci provi ma è così difficile che non riesci a fare acquisti responsabili ogni volta che acquisti.

Direi che siamo tutti nella stessa barca: essere green è un lavoro a tempo pieno, le insidie sono dietro l’angolo e non possiamo fare a meno di sbagliare.

Però dobbiamo smetterla di affidarci alla fast fashion (ormai evoluta in ultra fast fashion) e questo non vuol dire che dobbiamo andare in giro senze indumenti, bensì che dobbiamo acquistare prodotti sostenibili.

Meno acquisti rispetto al solito, ma più sostenibili.

Non è facile, almeno nella moda. Nella cartoleria, nei prodotti per l’igiene, sull’alimentazione, sembra essere tutto più semplice, abbiamo delle scelte (almeno nella buona parte dei casi), ma per la moda?

Gli stessi commercianti/negozi/rappresentanti, non hanno la più pallida idea di cosa sia la moda sostenibile e troppo spesso abbiamo l’impressione che non interessi a nessuno.

Speriamo quindi che interessi a te.

Quando la moda è sostenibile?

Come riconoscerla?

Dove acquistarla?

Inizia il tuo percorso!

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TreeToTextile: la moda sostenibile low cost

Oggi vi raccontiamo anche del progetto TreeToTextile. Sicuramente interessante, ma da valutare con molta attenzione.

Il progetto TreeToTextile ha come obbiettivo primario quello di utilizzare della materia prima di origine vegetale, rigenerando la cellulosa estratta dalle piante, creando così una nuova fibra tessile.

Questo processo utilizza meno energia e sostanze chimiche, consentendo una lavorazione molto più sostenibile ed economica rispetto alle tecnologie applicate per realizzare le fibre convenzionali, così da ottenere della moda low cost ma allo stesso tempo sostenibile sia dal punto di vista ambientale che sociale.

Se il progetto andasse in porto, potrebbe consentire la diffusione di una moda sostenibile low cost.

L’azienda Finlandese Stora Enso è l’ultimo partner commerciale di una joint venture fondata nel 2014 da H&M e dal gruppo svedese Ikea. Joint Venture: accordo fra aziende per realizzare un progetto in tempi limitati con ripartizione di rischi e utili.

Logo Stora Enso

Stora Enso è un fornitore di soluzioni rinnovabili, imballaggi, biomateriali, costruzioni in legno e carta, che lavora su scala mondiale. I materiali utilizzati dall’azienda sono rinnovabili, riutilizzabili e riciclabili. Stora Enso è una grande azienda che da lavoro a circa 26.000 persone.

Le soluzioni di Stora Enso per carta, imballaggi, costruzioni in legno e biomateriali sono presenti in tutti i continenti. L’azienda è molto attiva in settori quali edilizia, vendita al dettaglio, prodotti alimentari e bevande, editoria, farmaceutica, cosmetica, pasticcera, igiene e settore tessile.

Cosa dire di H&M e Ikea? Siamo certi che chiunque conosca queste aziende, e non crediamo sia il caso di presentarvele.

TreeToTextile aprirà l’era della moda sostenibile low cost?

tencel tessuto ecosostenibile

TreeToTextile altro non è che una partnership tra queste 3 grandi aziende, e mira a sviluppare un nuovo modo di produrre fibre cellulosiche “economiche” con proprietà simili ai tessuti artificiali già in produzione: viscosa, lyocell, modal, bamboo, orange fiber, etc.

Come parte del suo impegno per la partnership denominata TreeToTextile, Stora Enso creerà un impianto dimostrativo per la nuova tecnologia in uno dei suoi impianti situati nel nord Europa.

Verranno utilizzate “nuove tecnologie” che si dice abbiano un profilo ambientale più favorevole rispetto alla produzione delle fibre cellulosiche attualmente in commercio.

L’obiettivo chiave del progetto TreeToTextile è quello di rendere le fibre cellulosiche più economiche, e quindi rendere la moda sostenibile low cost e accessibile a chiunque.

“La base della materia prima è la stessa: la cellulosa”, ha dichiarato alla rivista Ecotextile News, Annica Karlsson, leader dei materiali e dell’innovazione per i tessuti sviluppati di Ikea.

“Tuttavia, il processo ha un profilo ambientale più favorevole. Si basa su prodotti chimici riciclati e riutilizzati. Non ci sono emissioni di zolfo a terra, aria e acqua. Inoltre, il riutilizzo dei prodotti chimici contribuisce a ridurre i costi di produzione”

La tecnologia TreeToTextile è stata testata in una linea pilota in Svezia e ora verrà ampliata con la costruzione dell’impianto dimostrativo.

Il gruppo IKEA ed il gruppo H&M prevedono di utilizzare la fibra nei loro prodotti, ma l’intero settore tessile potrebbe beneficiare di questa fibra sostenibile, poiché verrà distribuita anche nelle catene di approvvigionamento convenzionali.

“Siamo entusiasti di accogliere il nostro nuovo partner, Stora Enso, e di condividere il lavoro innovativo che stiamo facendo a TreeToTextile. Con l’aiuto del nostro nuovo partner, entreremo in una fase di industrializzazione. La nuova fibra che abbiamo sviluppato è sostenibile e prodotta a un costo inferiore”

Stando alle dichiarazioni, anche in alcuni tra i più tecnologici stabilimenti produttivi di viscosa e lyocell si sono verificati problemi con le emissioni di solfuro di carbonio, causato dall’attuale processo di produzione delle fibre cellulosiche.

Sebbene nel dicembre 2018, durante una visita privata all’impianto dell’azienda Austriaca Lenzing – dove viene prodotta la fibra cellulosica TENCEL – il magazine Ecotextile News non abbia riscontrato alcun odore di zolfo nell’impianto di produzione e nell’area in cui i gas di scarico vengono recuperati, riciclati e riutilizzati.

Stiamo semplicemente “reinventando la ruota” per creare fibre cellulosiche a basso costo? Staremo a vedere, la cosa certa è che siamo molto curiosi di vedere i risulati del progetto TreeToTextile.

Acquista moda etica e sostenibile, non moda low cost

La moda etica e sostenibile non è più un’utopia, non è un prodotto di nicchia, è semplicemente il futuro della moda. La velocità con cui questa si sta diffondendo nei negozi è strettamente legata al sostegno che daremo ai brand di moda sostenibile.

Acquistiamo online se non possiamo trovarli sotto casa, evitiamo le grandi catene di distribuzione e la moda low cost in generale.

Il mercato risponderà rapidamente alle nostre richieste e farà sì che questi prodotti siano disponibili ovunque, sempre e per tutti, magari ad un prezzo più basso.

L’industria tessile è la seconda più inquinante al mondo, ed è devastante sotto il profilo sociale. Possiamo e dobbiamo fare la differenza, semplicemente acquistando prodotti che possano garantire il minimo impatto ambientale e sociale.

Allo stato attuale, la moda low cost non può darci queste garanzie.

Non basta quindi acquistare prodotti dal costo elevato, anche se statisticamente offrono maggior garanzie, ma abbiamo la necessità di comprendere le etichette e avere un minimo di conoscenza sul brand di moda da cui scegliamo di acquistare.

Se hai bisogno di aiuto a riguardo, esplora ecoFashion, è il nostro motore di ricerca gratuito per marchi di moda e negozi.

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