Cos’è l’Olio di Palma?

L’olio di palma è un olio vegetale commestibile derivato dal mesocarpo del frutto delle palme da olio, principalmente dalla palma da olio africana Elaeis guineensis, e in misura minore dalla palma da olio americana Elaeis oleifera e dalla palma maripa Attalea maripa.

L’olio di palma ha un colore naturalmente rossastro a causa dell’elevato contenuto di beta-carotene. Non deve essere confuso con olio di palmisto derivato dal nocciolo dello stesso frutto, o con olio di cocco derivato dal nocciolo del cocco. Le differenze sono nel colore, poiché l’olio di semi di palma manca di carotenoidi e non è rosso, e nel contenuto di grassi saturi: l’olio di mesocarpo di palma è saturo del 49%, mentre l’olio di semi di palma e l’olio di cocco sono rispettivamente 81% e 86% di grassi saturi.

Pianta di palma da olio

La palma da olio produce grappoli contenenti un gran numero di frutti con il mesocarpo carnoso che racchiude un nocciolo coperto da un guscio molto duro. Insieme all’olio di cocco, l’olio di palma è uno dei pochi grassi vegetali altamente saturi ed è semisolido a temperatura ambiente.

A cosa serve l’olio di palma? L’olio di palma è un ingrediente di cottura comune nella cintura tropicale dell’Africa, del sud-est asiatico e in alcune parti del Brasile. Il suo utilizzo nell’industria alimentare commerciale in altre parti del mondo è molto diffuso a causa del basso costo e dell’elevata stabilità ossidativa quando usato per friggere.

Viene usato principalmente per i dolci e biscotti, saponi, cosmetici e creme.

L’uso dell’olio di palma nei prodotti alimentari ha attirato la preoccupazione dei gruppi ambientalisti; l’elevata resa petrolifera degli alberi ha incoraggiato una più ampia coltivazione, portando una massiccia deforestazione di foreste pluviali in diverse parti del mondo, solo per fare spazio alla monocoltura di palme da olio.

Ciò ha comportato significative perdite anche nel mondo animale.

Olio di Palma e Ambiente

Occupandosi di tematiche ambientali sembra di essere diventati dei reporter di guerra, infatti la differenza tra inquinamento ambientale e un’ipotetica guerra non cambia poi molto. I cambiamenti climatici minacciano milioni di specie, la nostra compresa, anche se sembra proprio che la società non lo abbia ancora ben capito.

Il nostro modello di sviluppo non è sostenibile, perché abbiamo perso il contatto con la natura che ci ha sostenuto e aiutato per millenni. Vediamo tutto come “merce da sfruttare per profitto”, non come un sostentamento alla vita. Non c’è attività economica oggi che riesce a sfuggire da questo controsenso innato: da una parte il nostro bisogno di soddisfare le necessità primarie, e dall’altra i danni ambientali.

Tra i tanti temi caldi, certamente c’è quello della produzione dell’olio di palma che, ahimé, rappresenta un prodotto eccezionale per le industrie, e dall’altra distrugge le foreste.

L’olio di palma come simbolo della deforestazione incontrollata

Se in passato la palma, albero antichissimo di cui alcuni esemplari sono stati rinvenuti allo stato fossile insieme ad impronte di dinosauri, veniva associata nell’immaginario collettivo alle spiagge caraibiche e al cocco, oggi l’Occidente ne conosce una versione meno pacifica, quella legata alla produzione massiva di olio di palma.

Il problema delle palme da olio è la loro ingente richiesta di acqua e nutrienti dal terreno: crescendo in posti caldi e umidi, toglie inevitabilmente posto alle foreste pluviali, uno degli ecosistemi chiave della biodiversità globale.

La perdita di milioni di ettari di foresta pluviale è un dramma ecologico dalle conseguenze ancora sconosciute, non stiamo perdendo solo animali simbolo come l’orango, ma anche un fondamentale bacino di cattura di cattura di Co2, l’elemento responsabile del cambiamento climatico. In quest’ambito esistono diverse certificazioni che possono garantire una produzione di olio di palma 100% sostenibile, come ad esempio FSC – Forest Stewardship Council.

L’olio di palma uccide gli oranghi, ma anche elefanti e decine di altre specie animali.

Il legame tra piantagioni di olio di palma e deforestazione ha raggiunto l’opinione pubblica di tutti i paesi occidentali, Italia compresa. Anche grazie a campagne di sensibilizzazione lanciate dalle Onlus, come ad esempio questa di GreenPeace.

La verità sull'olio di palma

Non c’è marchio di biscotti o merendine, di crackers o di taralli infatti, che nello spot pubblicitario in TV, ultimamente non specifichi l’assenza di olio di palma nei propri ingredienti, come per sottolineare la qualità e la sicurezza del proprio prodotto.

I primi segnali di sensibilizzazione iniziarono intorno al 2015 in occasione dell’Expo di Milano: se ricordiamo bene, fu proprio in quel periodo che molti prodotti, tra cui la famosa crema al cioccolato spalmabile, divennero prodotti da evitare perché contenenti olio di palma.

Proprio nel 2015 inoltre avvenne un altro fatto importante: venne firmato il Progetto dell’Utilizzo dell’Olio di Palma, stipulato dall’UE attraverso la Dichiarazione di Amsterdam del 7 dicembre, con il quale diversi paesi europei, si sono impegnati a promuovere iniziative volte ad assicurare l’impiego di Olio di Palma 100% Sostenibile, entro il 2020.

Secondo quanto riportato in un rapporto del 2016, la produzione globale di olio di palma è aumentata da 15,2 milioni di tonnellate del 1995 a 62,6 milioni di tonnellate del 2015. Ma se alle persone, arrivò solamente pochi anni fa l’informazione che nella produzione di questo prodotto qualcosa non andava, è incredibile come attorno ad un solo tipo di albero ruotino argomenti tanto importanti come diritti umani, ambiente e alimentazione.

La palma da olio oggi è il simbolo della discordia, la dimostrazione che c’è in corso qualcosa di enorme, che coinvolge con un colpo solo, la vita e la salute degli esseri umani, degli animali e della Natura. Con questa guida vogliamo spiegare cos’è l’olio di palma, come si produce e perché sta distruggendo il nostro pianeta.





Come si produce l’Olio di Palma

L’olio di palma è un olio vegetale e si ricava dalle palme da olio. E’ composto da trigliceridi e da alte concentrazioni di acidi grassi saturi.

Si ottiene dai frutti della pianta attraverso un processo di sterilizzazione con il vapore, seguito da snocciolatura, cottura e pressatura. Alla fine di questo procedimento, si filtra il tutto e si ottiene l’olio.

Frutto rosso della palma da olio

L’olio di palma entrò nelle ricette dei piatti africani già molto tempo fa, come semplice olio alimentare. ma appena catturò l’attenzione dei grandi uomini di affari, già nel corso della metà del XX secolo, la sua produzione cominciò a diffondersi su scala mondiale.

Il motivo? I suoi bassissimi costi di produzione.

Oltre che nei prodotti alimentari, l’olio di palma viene utilizzato anche nell’industria cosmetica e in prodotti destinati alla cura della persona.

Poi c’è il palmisto che si ricava dai semi separati durante la produzione dell’olio: questi vengono essiccati, macinati e poi pressati per ricavarne un blocco solido, l’olio di palmisto, appunto, che fonde a una temperatura di 26°/28 °C.

Da esso si ricavano dei grassi particolari utilizzati nell’industria dolciaria. Ecco la palma da olio: si direbbe proprio, che sia una pianta ricca di virtù e dalle mille risorse. Ma quindi perché tanto rumore?

C’è infatti un’altra faccia della medaglia, oscura, tipica di tutte le cose che finiscono tra le grinfie della produzione intensiva e del consumo di massa. Lo abbiamo visto per le piantaggioni di Alberi di Faggio, usate per produrre la fibra tessile Modal, ma anche per gli allevamenti intensivi a scopo alimentare, e lo vediamo nuovamente per l’olio di palma.

Olio di Palma, qual’è il Problema?

L’olio di palma non si limita a far sollevare domande nell’ambito nutrizionale, questo prodotto infatti è il tema centrale di varie discussioni come la questione ambientale, quella sulla salute e per i diritti umani.

Qui analizzeremo questi argomenti spiegando per ogni ambito perché consideriamo l’olio di palma così tanto pericoloso.

Olio di Palma e Salute Umana

È vero, oggi tutto fa male! Soprattutto se si esagera nelle dosi, questo è un dato di fatto. Gli scettici, quelli che si rifiutano di vedere nell’olio di palma un nemico dell’alimentazione, sostengono che i danni legati alla salute umano dipendono, come per tutti gli alimenti contenenti grassi saturi (ad es. burro e strutto), da frequenza e quantità delle consumazioni.

Come limitare le dosi di una sostanza che ormai si trova ovunque?

A colazione la troviamo nei biscotti e nelle brioches confezionate. A pranzo o a cena nei prodotti da forno, come crackers, grissini e panini. E volete che non ci sia nel pomeriggio con lo spuntino dolce o nella merendina? Impossibile! È presente persino nei gelati confezionati!

Insomma, come si fa a non esagerare nelle dosi di un ingrediente prodotto in quantità abnorme, inserito in tutti gli alimenti che più consumiamo quotidianamente?

Si stima che una persona ingerisca circa 7kg di olio di palma l’anno.

L’olio di palma è la gallina dalle uova d’oro di tantissime aziende produttrici: queste non si preoccupano di non essere le uniche, tutt’altro, si agganciano al treno dei guadagni facili e del risparmio per produrre un sacco di soldi, infischiandosene altamente delle conseguenze.

Superata la questione della quantità che tutto sommato non convince, entriamo in laboratorio: è scientificamente provato che l’olio di palma contiene sostanze genotossiche e cancerogene per l’uomo legate agli acidi grassi, presenti in altissima quantità: 4.000 volte più glicidolo dell’olio d’oliva.

La proteina p66Shc, inoltre, è un potente induttore di stress ossidativo che a livello cellulare può causare grossi danni all’organismo.

Questo già basterebbe per dare l’allarme, tenendo conto che i rischi legati al consumo dell’olio di palma sono elevatissimi, soprattutto per i neonati e i bambini. In particolare, il rischio di causare diabete di tipo 2, stress ossidativo a livello cellulare e obesità.

Tuttavia, c’è chi ancora, nonostante la presenza della proteina p66Shc, sostiene che da solo l’olio di palma non è nocivo, ma il suo problema di nocività è correlato alla possibile tossicità di alcuni contaminanti che si possono formare in qualsiasi sostanza grassa a seguito dei trattamenti industriali a cui vengono sottoposte.

Nello specifico 3-MCPD, 2-MCPD e GE, i tre contaminanti studiati, si possono formare durante le fasi ad alte temperature nella raffinazione di olii e di grassi.

La deodorizzazione in particolare, tipico processo industriale che ha l’obiettivo di eliminare, o per lo meno ridurre ai minimi termini, l’odore cattivo o non gradito di un determinato prodotto oleaginoso, porterebbe alla comparsa di queste sostanze.

Fermo restando che l’olio di palma dunque non è originariamente nocivo, rimane il fatto che quello che noi ingeriamo arriva di un processo industriale ed è quindi altissima la probabilità della presenza di 3-MCPD, 2-MCPD e GE.

Un’altra questione per la quale sono stati accesi i riflettori sulla pericolosità dell’olio di palma per la salute, è il fattore cancerogeno. Anche qui le voci sono discordanti: c’è chi sostiene questa tesi e chi no.

Il punto è che prima viene messo nel mercato un prodotto e solo successivamente se ne accerta o meno la sua carcinogenicità? Si stanno facendo numerosi studi su questo aspetto, ma per il momento non esiste ancora una dichiarazione ufficiale che esclude definitivamente il fatto che l’olio di palma provochi il cancro. Possiamo stare tranquilli?

Impatto Ambientale Olio di Palma

La coltivazione spropositata di palme da olio, sta risultando estremamente dannosa per i territori a causa delle deforestazioni e delle emissioni di gas serra.

I paesi dove viene prodotto l’olio, sono quelli del sud est asiatico e tra questi, quelli che vanno per la maggiore sono Indonesia (53%) e Malesia (32%). In Malesia ha sede proprio il Palm Oil Research Institute of Malaysia (Porim), uno dei più grandi centri di ricerca sugli oli e grassi di palma al mondo.

Per produrre olio di palma, è necessario coltivare le palme da olio che a loro volta necessitano di spazio e terreni liberi: per questo motivo vengono, come già detto più volte, abbattute intere foreste tropicali e vista l’enorme richiesta del prodotto sul mercato mondiale, la Cambogia, la Malesia, l’Indonesia e altri Paesi della zona, stanno facendo scomparire un patrimonio forestale prezioso per l’intera umanità.

Deforestazione foresta pluviale causata dalle piantagioni di Palme da Olio

Ma non è solo questo: con l’annientamento di ettari ed ettari di foreste, si attiva una reazione a catena pericolosissima per l’ambiente.

Cancellando la biodiversità di queste aree con la deforestazione si vanno ad attaccare processi ecosistemici cruciali per la sopravvivenza delle popolazioni locali e per gli equilibri del nostro pianeta, comportando il rischio di estinzione per diverse specie di animali, soprattutto elefanti, uccelli e oranghi.

Ma non finisce qui: tutto questo porta inevitabilmente ad un peggioramento dei cambiamenti climatici proprio perché i terreni spogliati dai loro alberi, sprigionano enormi quantità di gas serra con tutte le conseguenze che già conosciamo. Inoltre, nonostante siano le foreste pluviali quelle maggiormente colpite -le quali rappresentano il 7% della vegetazione globale- ad accusarne il colpo c’è anche il mondo sottomarino: le acque sotterranee stanno scomparendo e i fiumi si stanno prosciugando.

La convenienza economica di quest’olio vegetale da merendina dovrebbe passare in secondo piano, rispetto al prezzo veramente salato, che a conti fatti deve effettivamente pagare l’intero pianeta.

A tutto questo, negli ultimi anni si evidenzia un altro settore per il quale si produce l’olio di palma, quello della produzione di biocarburanti, un altro mondo torbido e pieno di contraddizioni.

Impatto Sociale Olio di Palma

Come se tutto ciò non bastasse, esistono documenti che provano la violazione dei diritti umani nella produzione dell’olio di palma, proprio nelle industrie dei marchi più noti.

I documenti raccontano di condizioni di lavoro inaccettabili, sfruttamento minorile, discriminazione femminile, proprio sui campi di coltivazione dell’olio di palma, dove lavora la gente del posto, spesso a sua volta sfrattata dalle loro case per fare spazio alle piantagioni.

Queste persone hanno abbandonato le loro culture abituali per dedicarsi alle palme da olio, ma per loro, alternative migliori e più sostenibili ce ne sarebbero, solo che vengono ignorate perché non riguardano le palme da olio.

Purtroppo lo sfruttamento sociale pare evidenziarsi in tutti gli ambiti di agricoltura intensiva, e in questi casi non possiamo che affidarci a certificazioni che attestano una produzione etica, nel caso dell’olio di palma parliamo di Fair Trade.

Alternative all’Olio di Palma

Per fare un dolce, una focaccia o dei biscotti, normalmente noi usiamo il burro o l’olio di oliva. Le industrie alimentari da quando hanno scoperto l’olio di palma hanno eliminato dalle loro ricette questi ingredienti a noi più familiari per sostituirle con quest’olio vegetale.

I motivi sono tanti: il primo in assoluto è perché l’olio di palma costa poco.

Dopo subentra la sua versatilità: con l’olio di palma l’alimento diventa più cremoso e leggero, si presta a diverse tipologie di lavorazioni e ha un sapore e un colore neutro che non vanno a modificare l’odore e il gusto del prodotto in cui è contenuto. Ma esistono delle alternative all’olio di palma?

La prima risposta che può venire in mente è in realtà un’altra domanda: come si è fatto prima? Abbiamo visto che la produzione di olio di palma è triplicato solo nel 2015. Vuol dire che nel passato, per esempio negli anni 80, l’olio di palma non era così ambito nelle ricette industriali, eppure i quarantenni di oggi di merendine ne hanno mangiate tante lo stesso, e non ricordano un gusto cattivo.

Il problema di oggi è che l’utilizzo di altri grassi vegetali comporta lo stravolgimento sensoriale del prodotto, nel senso che molti olii alimentari vanno a coprire con l’odore e il gusto le caratteristiche originali dell’alimento. Un problema che forse prima non veniva preso in considerazione.

Le alternative all’olio di palma ci sono, ad esempio la Metschnikowia pulcherrima, un lievito che produce una sostanza oleosa simile all’olio di palma, ma anche altre più comuni: l’olio di girasole, l’olio di riso, l’olio di mais, la Cremolì, che è una crema a base di olio d’oliva, burro di cacao, acqua e lecitina di girasole.

Anche se alla fine, l’ideale per eliminare una grossa parte del problema, sarebbe eliminare tutti i prodotti industriali e far rifiorire le economie locali: la nostra salute e l’ambiente ringrazierebbero.
Orango femmina su albero con figlio

Ridurre l’inquinamento Causato dall’Olio di Palma

Noi consumatori possiamo fare tanto per diminuire il nostro impatto ambientale. Purtroppo, le grandi multinazionali che governano il mondo accettano i cambiamenti solo quando sono imposti, ma siamo davvero noi a scegliere quali prodotti acquistare, non degli spot in TV.

Grazie al rinnovato interesse intorno ai danni causati dall’olio di palma, molte aziende si sono viste costrette ad alterare le loro ricette evitando questo olio, ma dobbiamo stare attenti a non cadere nel tranello di pensare che l’olio di palma sia il male assoluto, mentre tutti i restanti prodotti siano sani e sicuri.

Bomba a forma di pianeta terra, il tempo sta per scadere

Oggi è il modello della globalizzazione ad essere sbagliato, l’olio di palma è un olio vegetale utilissimo per le economie locali asiatiche e al pari dell’olio di oliva, loro hanno tutto l’interesse a continuare ad usarlo. Il vero insegnamento che dobbiamo recepire è l’importanza di mangiare prodotti locali a chilometro zero.

Così come l’olio di palma, anche l’avocado, le banane, la soia, il modal, e tanti altri prodotti esotici stanno distruggendo le foreste in maniera irresponsabile, noi consumatori dobbiamo imparare ad usare solo prodotti che arrivano da vicino, così da non alimentare il mercato dello sfruttamento di risorse lontane migliaia di km da noi.

Oltre ai comportamenti, possiamo inoltre aiutare i progetti di sensibilizzazione come quello creato da Keep the Planet, un’associazione ambientalista italiana che sta realizzando un film proprio incentrato sull’olio di palma.

Ambientato in Borneo, il film Men of the Forest sarà incentrato sulle vite quotidiane di un gruppo di ragazzi indonesiani impegnati nella lotta contro la deforestazione causata dall’olio di palma.