Il vero costo della moda made in Italy
La nostra associazione promuove da sempre la moda made in Italy.
Come scritto nell’articolo Moda italiana tra storia e artigiani riteniamo che la moda made in Italy sia sinonimo di altissima qualità, una caratteristiche che viene percepita più nel resto del mondo che in Italia, visto che negli ultimi tempi ci ritroviamo molti prodotti “Made in Italy” che in realtà lo sono solo nell’etichetta.
Prima di tutto c’è un problema legislativo che non tutela affatto il “vero Made in Italy” consentendo a molti brand di importare prodotti praticamente finiti, eseguire un paio di passaggi di lavorazione in Italia e applicare l’etichetta Made in Italy, penalizzando quindi tutte quelle aziende che si impegnano nel produrre moda made in Italy.
In secondo luogo ci sono quelle che oggi vengono definite le “Chinatown italiane”, in pratica dei luoghi dove la produzione è affidata completamente nelle mani di operai cinesi spesso sfruttati da imprenditori italiani, o della loro stessa nazionalità (senza nulla togliere agli operai, che anzi dovrebbero essere tutelati).
Nella moda made in Italy svolge quindi un ruolo chiave la trasparenza dei brand, osannata da tutti coloro che come noi spingono verso una moda sempre più sostenibile.
In questo articolo, che terremo costantemente aggiornato, vogliamo mostrarvi con i numeri perché la moda Made in Italy costa più di quella prodotta in altri paesi del mondo.
Non parleremo di qualità, perché pur sapendo che la manifattura italiana (nel settore moda come in altri) si può considerare tra le migliori al mondo, questa può variare da produttore a produttore, o anche in base alla fascia di prezzo del prodotto, sarebbe quindi poco corretto affermare genericamente che la moda made in Italy sia migliore di altre.
Parleremo invece di dati statistici, come ad esempio il costo della manodopera: quanto costa un operaio italiano? quanto un operaio che lavora in Bangladesh?
Parleremo dei costi per le aziende: quanto costa l’energia elettrica in Italia? e quanto in altri paesi? quanto costa l’affitto di uno stabilimento? e le tasse?
Nota: l’articolo verrà aggiornato con nuovi dati appena saranno disponibili, al momento abbiamo inserito il costo della manodopera e quello dell’energia elettrica.
Costo della manodopera nella moda
| PAESE | SALARIO MENSILE (euro) |
| Sri Lanka | 80 |
| Myanmar | 84 |
| Pakistan | 92 |
| Bangladesh | 97 |
| India | 113 |
| Cambogia | 194 |
| Bulgaria | 194 |
| Romania | 210 |
| Indonesia | 220 |
| Vietnam | 220 |
| Turchia | 312 |
| Italia | 1250 |
Guardando questa tabella è facile comprendere perché la maggior parte dei prodotti tessili legati alla fast fashion e alla grande distribuzione, abbiano un costo decisamente più basso rispetto alla moda made in Italy, visto la produzione avviene in paesi dove la manodopera ha un costo esiguo.
Teniamo presente che la maggior parte degli stipendi citati sono al di sotto della soglia di povertà nei rispettivi paesi, ne consegue che acquistare un prodotto realizzato in Italia, o in altri paesi industrializzati che non sfruttano manodopera a basso costo, è da considerarsi come una scelta responsabile.
Costo dell’energia elettrica nella moda
| PAESE | COSTO KW/h in € |
| Italia | 0,234 |
| Germania | 0,197 |
| Portogallo | 0,146 |
| Pakistan | 0,129 |
| Polonia | 0,123 |
| Taiwan | 0,113 |
| Romania | 0,105 |
| Albania | 0,104 |
| Spagna | 0,102 |
| Marocco | 0,102 |
| India | 0,099 |
| Tunisia | 0,092 |
| Bulgaria | 0,090 |
| Bangladesh | 0,090 |
| Bulgaria | 0,090 |
| Cina | 0,088 |
| Turchia | 0,077 |
| Vietnam | 0,066 |
| Egitto | 0,062 |
| Indonesia | 0,061 |
| Sri Lanka | 0,055 |
| Norvegia | 0,040 |
Notiamo che l’Italia è uno dei paesi che paga di più l’energia elettrica, anche rispetto ad altri paesi Europei. Accise e imposte sui consumi hanno un ruolo importante nel far lievitare le bollette, ma in questo caso non sono calcolate, quindi il problema è da attribuirsi sia ad un eccessivo IMPORT di energia dall’estero sia all’eccessivo uso che facciamo dell’energia.
In alcuni paesi, come ad esempio lo Sri Lanka, esistono ulteriori riduzioni nel caso si certifichi che la totalità della produzione di un’azienda sia dedicata completamente all’export.
Per capire quale può essere l’incidenza della voce energia elettrica, citiamo i consumi di un singolo telaio per tessitura:
- Consumo elettrico medio: 8 kw/h
- Consumo giornaliero: 8 kw/h x 24 h = 192 kw/h al giorno
- Consumo annuo: 192 kw/h 57.600 kw/h all’anno
- Costo in Italia: € 13.478,00
- Costo in Portogallo: € 8.409,60
- Costo in Cina: € 5.068,80
- Costo in Bangladesh: € 5.184,00
- Costo in Sri Lanka: € 3.168,00
Nota: l’anno viene calcolato considerando 300 giorni lavorativi che di solito è un dato molto vicino al reale
Quindi anche l’energia elettrica incide sul costo finale della moda made in Italy.
La moda made in Italy, quella vera, deve costare di più
Allo stato attuale non basta controllare le etichette del prodotto e basarsi sulla sola presenza della dicitura Made in Italy, l’ideale sarebbe approfondire la conoscenza dei brand di moda da cui vogliamo acquistare, con la consapevolezza che la vera moda made in Italy avrà un costo maggiore rispetto allo stesso prodotto realizzato in altri paesi.
Se vedete un prodotto made in Italy dal costo relativamente basso, è possibile che questo sia in realtà importato e poi etichettato in Italia.
Aggiorneremo presto questo articolo con altri dati interessanti, come i costi di gestione di una struttura produttiva e le tassazioni dei vari paesi.


