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Animal Free Fashion

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Cos’è Animal Free Fashion?

Animal Free Fashion è un progetto sviluppato da LAV Lega Anti Vivisezione e nasce per incentivare le aziende di moda a rinunciare ai materiali di origine animale sostituendoli con materiali cruelty free. A differenza di Fur Free -un’altra certificazione ideata da LAV- Animal Free Fashion è più “avanzata” e ci permette quindi di definire nel migliore dei modi l’abbigliamento vegan.

Rinunciare ai materiali di origine animale è certamente una scelta etica e fondamentale per l’intero ecosistema, ma questo non vuol dire che dobbiamo acquistare tessuti sintetici inquinanti, infatti Animal Free Fashion valuta anche l’aspetto ambientale.

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Federica e Cristian titolari di Vesti la natura

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Standard di Animal Free Fashion

Animal Free Fashion è una certificazione simile a VeganOK e PETA, ma l’idea innovativa di LAV è quella di dare del tempo alle aziende. Cosa vuol dire dare del tempo? Per molti brand di moda sarebbe impossibile rinunciare da subito a tutti i materiali di origine animale: lana, seta, pelle, pellicce e piume.

Così LAV ha creato degli Standard di Certificazione Animal Free Fashion: i brand di moda possono aderire al progetto rinunciando all’utilizzo di pellicce ed ottenendo un Rating Animal Free V. Successivamente e senza limiti di tempo l’azienda può rinunciare alle piume, ottenendo così il Rating superiore VV.

Rating Animal Free Fashion

Il rating (valutazione) ha una scala di valori corrispondenti a V / VV / VVV / VVV+. Le aziende di moda con rating VVV+ hanno rinunciato a tutti i materiali di origine animale (pellicce, piume, pelle, seta e lana), mentre un rating V viene assegnato alle aziende che rinunciano all’utilizzo delle pellicce animali.

Rating Animal Free Fashion by LAV

  • V assegnato alle aziende di moda che rinunciano all’utilizzo delle pellicce.
  • VV assegnato alle aziende di moda che rinunciano alle pellicce ed alle piume.
  • VVV assegnato alle aziende di moda che rinunciano alle pellicce, le piume, la seta e la pelle.
  • VVV+ assegnato alle aziende di moda che rinunciano alle pellicce, le piume, la seta, la pelle e la lana.

Marchi Animal Free Fashion

Animal Free Fashion a differenza di altre certificazioni per i “diritti animali” si occupa esclusivamente del settore tessile. Grazie ad un portale dedicato è possibile scoprire quali brand di moda hanno aderito al progetto di LAV.

Decine di aziende partecipano all’iniziativa, ma comunque è necessario guardare le etichette (ed il Rating) per non incappare in spiacevoli sorprese. Se vuoi vedere tutte le aziende clicca qui se invece hai un brand di moda e vuoi ottenere la certificazione Animal Free Fashion clicca qui.

Animal Free Fashion è Cruelty Free?

Guardando il Rating di Animal Free Fashion Ci siamo chiesti: perché la pelle animale è considerata alla pari con la seta e non con le pellicce? Ecco a voi la risposta: la pelle utilizzata nel settore tessile è prelevata da animali destinati al macello per l’industria zootecnica – per lo più alimentare. Ne consegue che la maggior parte della pelle in commercio sarebbe destinata agli inceneritori.

Pellicce e Piume sono i materiali di origine animale più crudeli

Diverso il discorso per la seta, poiché in questo caso i bachi da seta vengono allevati e uccisi esclusivamente per estrarre la fibra tessile, come accade per le pellicce. Avete sentito parlare della seta buretta? Erroneamente definita seta vegan questa seta non implica la morte del baco e questo rende la pratica di estrazione della fibra meno violenta. Almeno dovrebbe essere così, ci sono diversi dibattiti su questo argomento e non abbiamo abbastanza informazioni per definirla meno violenta.

Nel dubbio puntiamo sulla seta vegetale, una fibra tessile artificiale di origine naturale realizzata utilizzando filamenti di scarto della produzione di cotone (troppo corti per realizzare la fibra di cotone).

Come per la Seta anche per le pellicce animali esistono allevamenti intensivi. Sicuramente, allevamenti di visoni, volpi, conigli, ecc, sono più dannosi per l’ambiente e più contestati rispetto agli allevamenti di bachi. Vogliamo parlare di come vengono prese le piume dalle oche? Meglio evitare e concentrarsi sugli aspetti positivi: Animal Free Fashion è finalmente una realtà e oggi ci permette di scegliere quali indumenti indossare.

Animal Free Fashion e Ambiente

La certificazione Animal Free Fashion non punta solo alla sostituzione dei materiali di origine animale come pellicce, piume, pelle, seta e lana, ma crede anche nella sostenibilità ambientale. Le aziende devono rinunciare ad alcune sostanze chimico/tossiche dannose per l’uomo e per l’ambiente, sostanze comunemente utilizzate nel settore tessile durante tutta la filiera tessile.

L’inquinamento è una delle principali cause di morte nel mondo animale e l’utilizzo di sostanze tossiche compromette la vita di molte specie viventi. Tra le sostanze tossiche bandite da Animal Free Fashion -in quanto molto dannose per l’ambiente- troviamo:

  • PCP
  • Nonilfenolo Etossilato
  • Formaldeide

Queste sono solo le sostanze più conosciute, la lista completa di quelle non utilizzabili è molto lunga: parliamo di oltre 1000 agenti chimici. L’impegno da parte di Animal Free Fashion nei riguardi dell’ambiente deve farci capire quanto sia importante scegliere prodotti con certificazioni tessili che ne attestino una produzione a basso impatto ambientale.

Abbigliamento Animal Free

L’abbigliamento animal free è sinonimo di abbigliamento vegan. Sempre più marchi di moda, anche italiani, rinunciano ai materiali di origine animale a favore di fibre naturali di origine vegetale, fibre artificiali o fibre sintetiche.

Certamente un bene per il mondo animale, ma dobbiamo sempre valutare l’impatto ambientale di questi tessuti alternativi. L’informazione in questo caso è davvero fondamentale. Prendiamo ad esempio il classico cotone, potrebbe sembrare un tessuto vegan, e tecnicamente lo è.

Quando l’abbigliamento è animal free e anche ecosostenibile?

La coltivazione del cotone è però devastante per il mondo animale, basti pensare all’occupazione dei terreni, all’inquinamento delle falde acquifere e atmosferico. Un inquietante e massiccio utilizzo di pesticidi causa la morte di migliaia di animali ogni anno.

Ok, il cotone non è una fibra animale, ma in modo diretto è comunque causa di sofferenza. Quindi come dobbiamo vestirci? Una scelta “vegan” e sostenibile allo stesso tempo è certamente quella di scegliere tessuti biologici, come il cotone biologico.

L’alternativa ai tessuti naturali NON biologici sono i tessuti artificiali di ultima generazione, cioè quei tessuti definiti “green” e che sono certificati a basso impatto ambientale, come ad esempio lyocell e modal prodotti dall’azienda Lenzing AG e marchiati con etichetta TENCEL.

Scarpe Animal Free

La maggior parte dei marchi certificati Animal Free produce scarpe vegan. A differenza dell’abbigliamento le scarpe animal free sono sicuramente più diffuse e commercializzate. Ci sono diversi brand italiani che producono scarpe vegan con etichetta Animal Free Fashion. La nota positiva è che sono in costante crescita e solitamente utilizzano materiali sintetici ecologici come Softan, Alcantara, Vibram e diversi materiali riciclati.

Borse Animal Free

Anche le borse animal free sono molto più diffuse rispetto all’abbigliamento. Per realizzare borse vegan sono utilizzati per lo più materiali sintetici ecologici, come tecnofibra di origine vegetale, sughero e carta, Alcantara e alcune pelli sintetiche a basso impatto ambientale.

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Vesti la natura è una Vetrina per il movimento della moda etica e sostenibile e con oltre 10 mila visite mensili è la più ricca fonte di notizie su abbigliamento biologico, ecologico, accessori di moda, borse e scarpe cruelty free. Amiamo le novità e ci piace tenervi sempre aggiornati. Iscriviti alla nostra Newsletter per ricevere ulteriori informazioni e per contribuire all’evoluzione della..

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