La moda anni 80, il made in Italy conquista il mondo

Punk a Milano - Moda anni 80
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La moda anni ’80 tra Madonna, MTV ed i meritati riconoscimenti alle donne

Negli anni 80, più di qualsiasi altro decennio, il Made In Italy raggiunge vette mai toccate prima. In tutto il mondo si diffondono i nomi degli stilisti più celebri, tutti impazziscono per l’Italia. I brand assumono un’importanza sempre maggiore: vanno sfoggiati, esibiti, esposti, come simbolo di ricchezza e valore sociale.

Le donne diventano manager, possono vestirsi come gli uomini e il loro look diventa aggressivo, esuberante. Sono gli anni di Madonna, che detterà la moda dagli anni 80 ai giorni nostri. Ma è anche il periodo, mai tramontato anch’esso, dell’ossessione per il fisico, l’atletica, l’apparenza.

MTV influenzerà per decenni lo stile di intere generazioni e sarà la musica, molto spesso, a dettar legge nella moda attraverso i videoclip. Anche i telefilm, che appassionano milioni di spettatori, fanno la loro parte e cambiano l’immaginario collettivo.

La moda anni 80 è il trionfo del Made In Italy.

Tutti impazziscono per l’Italia ed è il momento dell’ascesa dei grandi stilisti come Dolce & Gabbana, Gucci, Valentino, Prada, Moschino, Trussardi, Armani. L’origine di ogni tendenza fashion si sposta a Milano, che diventa la capitale della moda, scalzando Parigi e Londra.

Tutti gli stilisti applicano il proprio logo alle collezioni, e mostrarlo diventa uno status symbol: è l’apparenza, la vera chiave del successo negli anni 80. Indossare capi d’alta moda significa sfoggiare un look da ammirare, ma l’importante è anche sfoggiare il marchio e quindi, il prezzo degli abiti che si indossano.

Nasce proprio nel 1984 la Birkin Bag, la borsa per eccellenza, disegnata appositamente per Jane Birkin da Jean-Louis Dumas, presidente di Hermès. Ai giorni nostri, il minimo prezzo a cui trovare questo intramontabile oggetto di culto, è di circa 7 mila euro.

Le donne, da sempre al centro dell’attenzione della moda internazionale, iniziano in questi anni ad ottenere i primi, fondamentali, riconoscimenti anche nel campo dei diritti civili. Questo permette loro di ottenere un potere mai sperimentato prima, che si riflette anche nelle scelte che fanno a livello estetico.

Celeberrime sono le spalline rinforzate sotto alle giacche, che fanno lievitare le spalle e che trasmettono forza, imponenza, carisma, insieme ai capelli cotonati che negli anni 80 spopolano non solo tra la gente comune, ma anche tra le rockstar.

Non c’è cantante rock che, in questo periodo, non abbia lasciato andare le chiome ad acconciature appariscenti e quasi leonine. Non per niente i Bon Jovi, uno die gruppi più famosi degli anni Ottanta e oltre, sono considerati i capostipiti di quello che viene definito “Hair Metal”.

La moda anni 80 è caratterizzata dalle ossessioni: oltre alla mania per loghi e firme, quella per l’attività fisica e il dimagrimento attraverseranno tutto il decennio e oltre.

I video di una cotonata Jane Fonda che, in body colorati e fantasie sgargianti, abbinati a scaldamuscoli e accessori vistosi, insegna il fitness, diventano un successo planetario.

La forma fisica è adesso una vera e propria fissazione. Ovunque nascono palestre, e i tessuti tecnici, oltre al lurex e la lycra, entrano a far parte dell’abbigliamento di tutti i giorni.

Nascono i fuseaux, antenati degli attuali leggings.

Più che dal cinema, la moda anni 80 copia i propri capisaldi dai telefilm, a loro volta antenati delle attuali serie tv. “Fame”, in Italia tradotto come “Saranno Famosi”, spinge milioni di adolescenti a sognare, per la prima volta, un futuro nel mondo dell’arte. Danza, canto, recitazione, diventano realtà possibili per tutti e questo trend continuerà nel tempo, fino a dare vita nei decenni successivi ai primi talent show.

Scaldamuscoli, body, accessori relegati finora al mondo della danza diventano capi da indossare quotidianamente, anche solo per mostrarli.

Un altro telefilm di tutt’altro tipo, che fece scuola nell’atmosfera patinata della moda, è “Dinasty”: questa saga familiare, che durerà per tutti gli anni 80, dà il via allo stile glamour: gioielli enormi, abiti ricoperti di paillettes, scollature e spacchi audaci, a cui tutte le donne degli anni 80 non possono che ispirarsi per sentirsi affascinanti.

Anche il mondo della musica, oltre che la televisione, fornisce grossi input a quello della moda. Oltre alle già citate rock band, sarebbe impossibile non parlare della nascita di MTV come punto di svolta nei costumi giovanili, e non solo. Dal primo agosto 1981, da questo canale televisivo passano tutte le mode, da quelle passeggere a quelle destinate a restare nella storia.
Ma soprattutto, da lì passa Madonna.

I capelli frisé, i giubbotti borchiati, i guanti in pizzo con le dita tagliate, fino ai celeberrimi e reggiseni conici firmati da Jean-Paul Gaultier, che fanno scalpore, tutto contribuisce a renderla la regina incontrastata del pop.

Madonna scardina ogni regola, ostentando nel suo look anche simboli religiosi che la fanno apparire come blasfema, irriverente, sacrilega. Nonostante tutto, queste sono solo le prime, di innumerevoli mode che la “material girl” americana, ma di origine italiana, creerà dagli anni 80 in poi.

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Nella mescolanza di stili che segnano la moda anni 80, un altro estremo è caratterizzato dal punk.

I Sex Pistols, a livello musicale, rappresentano il gruppo punk per antonomasia e sconvolsero le masse con il loro look aggressivo. Anfibi, borchie, giacche di pelle, testi e musiche sopra le righe. Oltre a ispirare i loro fan, questo stile venne ripreso e reso immortale dalla giovane stilista Vivienne Westwood, moglie del manager dei Sex Pistols, appunto.

La Westwood mescolava capi di abbigliamento vintage, come abiti da pin up e pizzi romantici, a strappi, spille, cinghie, fibbie, catene. “When in doubt, overdress!” (nel dubbio, eccedi!), fu il suo motto. E non si può dire che non lo mise in pratica. Una mescolanza di estremi sconvolgente che ridisegnò, ancora una volta, l’immaginario femminile e maschile del momento.

Per finire, in Italia, un altro trend che si concentra principalmente attorno a Milano per poi diffondersi a ogni latitudine, è quello dei “paninari”.

Contrapposto alle grandi firme della moda, si prospetta come uno stile che rifiuta ogni impegno, politico e sociale, anzi promulga la spensieratezza, il consumismo e la voglia di apparire.

Ispirato alle mode americane, i paninari milanesi sfoggiano abiti rigorosamente firmati Timberland, Levi’s, all’epoca ancora costosi e non alla portata di tutti. Parlano un linguaggio codificato, che li distingue dal resto dei giovani.

Il loro stile si contraddistingue per piumini colorati, scarponi, felpe con loghi evidenti, fantasie geometriche o tinte unite piuttosto evidenti. Questo trend, però, è destinato a esaurirsi al termine del decennio.

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