The North Face “Renewed”
Il marchio di abbigliamento The North Face ha avviato una collaborazione con Archive e Tersus Solutions:
- Archive è una società che aiuta i marchi di moda nel lanciare nuovi modelli di business innovativi che siano finanziariamente e ambientalmente sostenibili.
- Tersus Solutions è una società che si occupa del recupero di indumenti usati, li igienizza e li ripara, oppure li ricicla o li smaltisce, in modo etico e sostenibile.

The North Face aveva già avviato il programma Renewed, che allo stato pratico consiste in un sito web dove è possibile acquistare moda di seconda mano a marchio The North Face (purtroppo al momento funziona solo negli Stati Uniti), ma con questa nuova partnership il programma è stato aggiornato e ampliato.
Grazie alla tecnologia di rivendita di Archive, The North Face ha la possibilità di monitorare l’intero ciclo di vita di un articolo rinnovato, dall’arrivo in magazzino fino all’evasione dell’ordine.
Ciò include l’identificazione del prodotto, la pulizia, le riparazioni e l’aggiornamento dei prodotti nel sito web.
Questo monitoraggio assicura che ogni capo riceva l’attenzione adeguata, ad esempio un piumino che necessita di una riparazione, pantaloni da trekking che necessitano di una nuova cerniera, rispetto a un capo che è in condizioni pari al nuovo e pronto per essere venduto, oppure rispetto a un capo che deve essere riciclato poiché troppo danneggiato per essere rivenduto.
In breve, ecco come funziona il programma Renewed di The North Face:
- I prodotti sono selezionati per il rinnovo. L’attrezzatura che non possono rinnovare viene riciclata attraverso la collezione REMADE, oppure donata o riciclata.
- I tecnici ispezionano prodotti e attrezzi per identificare i problemi e prepararli per essere ricondizionati.
- I prodotti vengono abbinati ai dati originali per verificare la presenza di problemi di qualità noti. Nuovi codici a barre vengono aggiunti per tenere traccia dei dati sul rinnovo e sull’impatto.
- Attraverso il sistema di pulizia a CO2 Tersus, o tramite lavatrici commerciali ad alta capacità, tutto viene lavato secondo gli standard.
- Il controllo qualità identifica cosa deve essere ripristinato per ottenere condizioni pari al nuovo.
- I tecnici sistemano i prodotti in base agli standard stabiliti dal controllo qualità.
- Il team di controllo qualità certifica che ogni capo rinnovato soddisfi gli standard di The North Face come “abbigliamento ricondizionato”.

Secondo The North Face, dal lancio della piattaforma Renewed nel 2018, oltre 90 mila kg di tessuti NON sono finiti in discarica, poiché rivenduti come abbigliamento usato.
La partnership appena nata è progettata per accelerare la crescita della piattaforma e creare un maggior impatto ambientale positivo.
“L’anno scorso abbiamo annunciato nuovi impegni ambientali e, la definizione delle priorità dei nostri modelli di business circolari, è una parte importante per trasformare questi obiettivi in realtà“, ha affermato Nicholas Thomas, senior manager di The North Face New Business Models.
“Siamo così entusiasti che grazie alla collaborazione con Tersus Solutions e Archive, avremo ora accesso alle migliori operazioni e tecnologie circolari. La tecnologia di pulizia senz’acqua proprietaria di Tersus, l’esperienza di ristrutturazione e la posizione a Denver miglioreranno le operazioni, mentre la tecnologia di Archive ci consentirà di modernizzare l’esperienza di acquisto rinnovata di The North Face ed esplorare le capacità future come la vendita peer-to-peer“.
Archive ha lavorato a stretto contatto con The North Face per progettare il nuovo sito Web di Renewed, garantendo un’estetica coerente con il marchio; un’esperienza utente senza interruzioni; funzionalità complete per le esigenze di rivendita attuali e future.
“Sono entusiasta di annunciare la nostra partnership con The North Face per alimentare Renewed. La tecnologia di Archive, combinata con l’esperienza logistica di Tersus, porta al programma Renewed nuove capacità basate sui dati, per migliorare l’efficienza e la capacità di scalare”, ha affermato Emily Gittins, CEO e co-fondatrice di Archive, aprendo le porte anche ad altri marchi di moda ..
“Questa partnership introduce anche la nuova offerta di rivendita “a servizio completo” di Archive. I nostri partner (ndr: marchi di moda) possono ora offrire ai clienti un’esperienza di rivendita dell’usato più flessibile, con la possibilità di utilizzare un mercato peer-to-peer o la rivendita gestita per acquistare e vendere i loro articoli. Questo solido modello di rivendita consente ai marchi di promuovere il loro impegno per la sostenibilità e la circolarità”.
Per quanto riguarda Tersus Solutions, è una società nata nel 2009 che supporta marchi come The North Face, Patagonia, REI, Arc’teryx, Ridestore, Stio, Allbirds ed Eileen Fisher, tra gli altri.
Tutti marchi di moda che si stanno impegnando nella moda circolare offrendo una suite di servizi che sono diventati rapidamente la spina dorsale del settore del recommerce e del noleggio.

Dalla tecnologia di pulizia senz’acqua più avanzata al mondo, ai servizi di logistica, riparazione, riciclaggio e smaltimento, la suite di offerte sostenibili di Tersus guida il progresso della trasformazione dell’industria tessile verso un nuovo modello di consumo responsabile.
La sostenibilità di The North Face
Oltre al programma Renewed, che è senz’altro degno di nota, abbiamo dato uno sguardo al sito web di The North Face, in particolare nella sezione sostenibilità.
Stando alle parole del marchio, gli impegni passati presenti e futuri in ambito di sostenibilià ambientale e sociale, si possono così riassumere::
- Utilizzo di materie prime a basso impatto ambientale (riciclate, organiche, rinnovabili, etc);
- RImuovere la plastica dagli imballaggi entro il 2025;
- Ridurre del 50% l’impatto ambientale dei loro fornitori entro il 2030;
- E’ una fra oltre 100 organizzazioni che supportano progetti di conservazione in tutto il mondo attraverso l’EOCA, associazione fondata nel 2006 con l’idea di aiutare a conservare luoghi ed ecosistemi selvatici per le generazioni future;
- Attraverso degli accordi con i loro fornitori, “limitano” l’uso di determinate sostanze chimiche pericolose durante la produzione;
- Collabora con Bluesign per ridurre l’impatto ambientale dei fornitori utilizzando acqua ed energia in modo più efficiente e contrastando l’utilizzo di sostanze chimiche dannose nella produzione dei tessuti;
- Hanno delle linee guida riguardante l’uso di materiali di origine animale, ad esempio usano piume certificate Responsible Down Standard;
- Nel 2015 hanno lanciato una collezione d’abbigliamento chiamata Backyard Project, realizzata a mano in un raggio di 150 miglia da San Francisco;
- Effettuano controlli annuali sui fornitori che devono mantenere delle condizioni di lavoro etiche (Terms Of Engagement e Global Compliance Principles);
- Fanno parte della coalizione Ceres Business For Innovative Climate And Energy Policy, sono firmatari della Climate Declaration e della Business Backs Low-Carbon Usa, che riguardano la creazione di politiche inerenti i cambiamenti climatici;
- In collaborazione con l’associazione Bonneville Environmental Foundation e al programma Go Zero® Di Conservation Fund compensano le emissioni di Co2 derivate dalle vendite ecommerce (spedizioni), ma anche per viaggi e spostamenti dei dipendenti, come quelle generate dagli stabilimenti negli USA.

Oltre questi, The North Face ha lanciato il programma “Clothes the Loop” che consente ai loro clienti di consegnare prodotti a marchio, o di altri marchi, in alcuni negozi tra Francia e Regno Unito.
“Gli articoli raccolti nei nostri contenitori vengono inviati a un centro per il riciclaggio, dove vengono divisi con cura in base a 400 categorie diverse. Vengono poi riallocati per il riutilizzo, in modo da poterne estendere il ciclo di vita, oppure riciclati in materie prime per l’uso in prodotti isolanti, imbottiture di moquette e giocattoli, e fibre tessili per nuovi capi d’abbigliamento.“
Possiamo quindi definire The North Face un brand sostenibile, pur restando dell’idea che sia meglio acquistare prodotti da piccole startup anziché da grandi multinazionali.


