Cos’è la biomimetica?
Biomimetica significa letteralmente “imitare la vita” (la parola deriva dalla parola greca “bios” e “mimesis”). La biomimetica pratica l’uso delle meraviglie della natura e la comprensione del suo funzionamento per lo sviluppo di nuove tecnologie innovative.
“In tutte le cose della Natura esiste qualcosa di meraviglioso“, diceva il famoso filosofo Aristotele.
La natura è stata un’ispirazione per il mondo dell’arte e del design da secoli. Ogni bellezza della natura è progettata con una certa funzionalità e uno scopo. Il mondo è circondato dalla natura, la quale da sempre stimola idee per lo sviluppo e la crescita della nostra civiltà.
Essa presenta una miriade di proprietà, e molte di queste possono plasmare il futuro dei tessuti intelligenti. Comprenderla può quindi favorire l’applicazione della biomimetica nei tessuti e nell’industria della moda.
8 esempi di biomimetica applicati al settore tessile
Molti prodotti tessili innovativi sono stati progettati utilizzando la biomimetica.
Utilizzare la natura come fonte di idee per lo sviluppo di tessuti ha risolto molti problemi nel corso dei secoli. Autopulizia, autoriparazione, risparmio energetico, riduzione della resistenza aerodinamica, adesione a secco, superidrofobicità sono alcune delle soluzioni fornite dalla biomimetica.
La biomimetica ispira la progettazione tessile in svariati modi:
1
Uno di questi prodotti che si ispira alla natura è il Velcro inventato da George De Mestral: quando portò in montagna il suo cane notò i fastidiosi fiori di cardo alpino attaccati al pelo del cane, così gli venne la brillante idea di imitare il fiore inventando la famosa chiusura a strappo.
2
Rendere indumenti e altri materiali tessili idrorepellenti è stata una delle sfide più grandi per l’industria tessile. Forse i ricercatori sono stati ispirati dal loto, una pianta le cui foglie allontanano le gocce d’acqua, che porta via con se tutto lo sporco depositato sulle stesse.
La struttura delle foglie di loto è costituita da micro cumuli simili a cellule epidermiche che contengono cera. Queste cellule intrappolano l’aria entrando in contatto con l’acqua, il che crea una superficie repellente.
Ed ecco che un’azienda ha ottenuto gli stessi risultati delle foglie di loto realizzando tessuti resistenti all’acqua. Chi non dispone di un impermeabile o di una giacca idrorepellente?
3
Un altro gruppo di ricercatori sviluppò un tessuto replicante le funzionalità delle piume d’anatra, che oltre ad essere idrorepellenti possono anche riscaldarsi.
Così nasce un prodotto che emula le strutture delle piume d’anatra sul tessuto, stratificandolo con chitosano e rivestendolo con silicone.
Nulla di meno sostenibile, ma parliamo di invenzioni di decenni fa, poiché oggi gli scienziati lavorano per creare materiali molto più sostenibili a livello ambientale.
4
Un’altra ricerca di biomimetica è stata quella sulle proprietà di isolamento termico del pelo degli orsi polari, il quale è ricoperto da una sostanza simile alla schiuma.
La stessa pelliccia agisce come fosse un trasmettitore a fibre ottiche: cattura la luce del sole e trasferisce il suo calore alla pelle. Un altro spunto dalla natura per realizzare tessuti termoisolati!
5
Le meravigliose e colorate ali delle farfalle dispongono di cristalli fotonici che creano giochi di colore e forme precise.
Alcune aziende si sono cimentate per imitare queste microstrutture utilizzando poliestere (o nylon) con oltre 60 strati laminati di dimensioni nanometriche.
6
Notando la rapidità dei movimenti degli squali sott’acqua e studiando la conformazione della loro pelle, sono stati progettati costumi da bagno che riducono l’attrito causato dalla pelle umana a contatto con l’acqua.
7
Un gruppo di ricercatori di Bristol ha prodotto un tessuto che imita il modo in cui un calamaro cambia colore.
Il design consente al materiale di cambiare colore istantaneamente con l’aiuto di sostanze mimetiche. Una tecnologia particolarmente utile in campo militare.
8
Un’alleanza tra stilisti ed una università Australiana ha creato un abito fatto letteralmente di vino: i microbi che crescono come sottoprodotto sono stati fermentati durante la produzione del vino, poi scomposti in disegni per creare un indumento.
Abbiamo fatto solo alcuni esempi di biomimetica applicata al settore tessile, ma questa lista potrebbe essere molto più lunga, magari ne aggiungeremo altri tra qualche giorno.
Biomimetica e sostenibilità ambientale
L’augurio è che la biomimetica applicata al settore tessile possa tradursi nella progettazione di soluzioni sostenibili, sviluppate non solo per ridurre al minimo l’impatto ambientale dell’industria tessile, ma anche per creare un effetto positivo sull’ambiente: assorbire co2, rilasciare ossigeno, trasformarsi in materiale organico che possa nutrire la nostra terra.
Grazie all’ausilio delle biotecnologie si stanno compiendo grandi sforzi per realizzare materiali tessili che siano rispettosi dell’ambiente, prestazionali e durevoli nel tempo.
“La natura è piena d’infinite ragioni che non furon mai in isperienza” Leonardo Da Vinci










