Il falso made in Italy e il made in Italy falsato

Indice

Qual’è la differenza tra falso made in Italy e made in Italy falsato?

La scritta Made in Italy sui cartellini dei capi d’abbigliamento che acquistiamo è per molti sinonimo di garanzia e soprattutto di realizzazioni che si avvicinano alla sostenibilità a tutto tondo.

Personalmente ho sempre avuto seri dubbi in proposito e le conferme che ho avuto mi hanno dato pienamente ragione.

Partiamo dalla notizia che l’amico Claudio mi ha passato, relativa al sequestro di 1.370 capi d’abbigliamento etichettati come Made in Italy, ma prodotti e provenienti dalla Serbia (qui la notizia).

Siamo di fronte al classico caso di falso Made in Italy.

Il consumatore viene dunque ingannato dal marchio nazionale che, con un’etichetta arricchita della bandiera tricolore, cerca di farsi beffe della fiducia riposta nella sua ipotetica correttezza.

Diverso è invece il caso che ho definito Made in Italy falsato.

Tanto si parla di laboratori di confezione abusivi, al cui interno nessuno riesce a sapere con precisione quali siano le condizioni reali di lavoro e se ci siano adolescenti intenti a cucire e tagliare capi d’abbigliamento.

Cercando di sconfiggere questa piaga vergognosa, diverse aziende e marchi di abbigliamento, cercano di collaborare con confezionisti dove è possibile verificare il livello “sociale” delle produzioni.

Bene, un consiglio: assicuratevi che ciò avvenga realmente.

Già, perché finchè si parla di prototipia, non ci sono problemi, ma nel momento in cui i quantitativi aumentano anche solo leggermente, sono gli stessi confezionisti italiani che dirottano le lavorazioni in laboratori “irregolari”.

Questo è un classico esempio di made in italy falsato.

Questa è la realtà che si vive in diversi comprensori tessili italiani: non c’è vergogna e non c’è timore, il tutto avviene alla luce del sole.

E in tutto questo avviene che, se per confezionare un capo d’abbigliamento in prototipia, i costi sono di € 15,00 / 18,00 (taglio e cucitura), per un ordine di 100 pezzi dello stesso articolo, il costo scende già a 10,00 / 9,00 €

Questo deve essere il primo campanello d’allarme: un abbassamento di costi così eccessivi per quantità non così alte, significa che la produzione verrà sicuramente “dirottata”.

Adottare dei contratti di collaborazione con i propri fornitori, in cui è prevista la possibilità di visitare le unità produttive, è un’arma fondamentale per poter garantire alla nostra clientela che quello che offriamo è realmente sostenibile. Con “capitolati” di collaborazione seri, i “furbetti” del Made in Italy falsato verrebbero subito smascherati.

Un’etichetta non è sinonimo di verità.

Il controllo di filiera, lo è molto di più.

Quando la moda è sostenibile?

Come riconoscerla?

Dove acquistarla?

Inizia il tuo percorso!

di

Logo Vesti la natura verde
Logo vesti la natura in cerchio

Siamo un'associazione no-profit impegnata dal 2016 nella promozione di una moda più etica e sostenibile.

Ti è piaciuto il contenuto? Condividi!

Facebook
LinkedIn
WhatsApp
Freccia verso il basso

Vuoi acquistare prodotti sostenibili?

Trova la Moda Sostenibile Online o nella Tua Città con ...

icona blog

Leggi altre notizie

Le ultime news su moda, eventi e ambiente

Scarica la Guida alla Moda Sostenibile, Etica e Cruelty Free

Unisciti a oltre 25 mila utenti che l’hanno già letta dal 2016 ad oggi!

  • è in formato digitale
  • c’è un video da vedere
  • e tante infografiche di confronto