Il Riciclo dei Vestiti è Utopia o Realtà?

Donna stesa tra rifiuti tessili
Indice

Quanti vestiti vengono riciclati?

Prima di rispondere a questa domanda, partiamo dal presupposto che la vita media di utilizzo dei capi d’abbigliamento, negli ultimi anni, è diminuita drasticamente del 36%, con un picco del 70% in Cina.

La diffusione della Fast Fashion, un fenomeno che inizialmente era facilmente identificabile, ma che oggi ha assunto connotati di difficile focalizzazione: molti sono i brand internazionali che si sono lanciati in questa tipologia di abbigliamento “mordi e fuggi” portando la produzione di abbigliamento da 50 miliardi di pezzi registrati nel 2004 agli oltre 100 miliardi del 2019.

Rifiuti tessili lungo le strade

Ma cosa accade a questi indumenti alla fine del loro ciclo di vita?

Un “totale di miliardi di euro” che potrebbe essere riutilizzato finisce invece nelle discariche e negli inceneritori, perché, e qui torniamo alla domanda originale, quanti vestiti vengono riciclati? ad oggi solo l’ 1% dei vestiti e dei tessili in generale viene riciclato in nuovi vestiti.

Le due classiche stagioni che la moda proponeva sono ormai un ricordo: ogni mese si propongono nelle vetrine nuovi articoli al passo con i trend del momento. Ciò significa produrre più scarto tessile.

Si calcola che, ogni secondo venga buttato l’equivalente di un camion di vestiti nel mondo, e basti pensare che in Italia si ricicla solo il 12% dei rifiuti legati all’abbigliamento.

Parliamo spesso di moda circolare poiché riteniamo essenziale il suo sviluppo, ma nonostante l’attuale tecnologia sia decisamente all’avanguardia c’è ancora tanto da fare prima di ritenerla una soluzione efficiente.

I problemi legati al riciclo dei vestiti

Il riciclo dei vestiti è diventato ancor più problematico per il fatto che è aumentata la percentuale di capi di abbigliamento realizzati con fibre miste (difficili da separare) nel tentativo di ridurre i costi delle materie prime.

I vestiti 100% poliestere o 100% nylon sono relativamente semplici da riconvertire in materiale riutilizzabile. Diverso è il caso di un capo cotone/poliestere in quanto la separazione delle due componenti ha costi molto elevati.

economia circolare

Anche i vestiti in 100% cotone non possono essere riutilizzati senza aggiungere nuovamente fibra di cotone vergine: la fibra di cotone, dopo il riciclo, diventa troppo corta e quindi non sufficientemente resistente ad una successiva lavorazione.

Facciamo dunque attenzione quando vediamo reclamizzare capi d’abbigliamento di cotone riciclato: non è mai 100% riciclato.

Un altro problema è che la stragrande maggioranza dei vestiti a fine vita viene smaltito insieme ai rifiuti domestici nella raccolta indifferenziata (fortunatamente da gennaio 2022 entrerà in vigore l’obbligo di differenziare anche i materiali tessili), finendo nelle discariche o negli inceneritori (addio riciclo…).

Questo è il destino per più dell’ 80% degli indumenti gettati via all’interno della Comunità Europea, come abbiamo già visto nell’articolo Rifiuti tessili, le cattive pratiche di noi occidentali

Negli Stati Uniti d’America, 10 milioni di tonnellate di vestiti finiscono nelle discariche: pari a 30 Empire State Building (occupano infatti il 5% dello spazio totale delle discariche).

Il ruolo dei designer diventa fondamentale: la scelta di materiali che si prestano più facilmente al riciclo, evitando materie prime più difficili da riciclare diventa importante (oltre a prolungare il tempo di utilizzo dei prodotti di moda).

I brand della Fast Fashion dovrebbero rivedere i loro capitolati dove si impongono i parametri minimi per considerare un prodotto riciclabile.

I consumatori devono iniziare a valutare con attenzione se un capo è realmente da buttare o se è possibile riciclarlo (magari con una forma di economia circolare domestica che potrebbe essere di forte impatto).

Ma anche le istituzioni devono fare la loro parte: finanziare progetti di ricerca seri per sviluppare nuove tecnologie per la separazione delle fibre tessili per un riciclo dei vestiti più economico; sensibilizzare la popolazione alla separazione dei rifiuti; iniziare progetti formativi nelle scuole di ogni ordine e grado.

E’ arrivato il momento di cambiare abitudini piuttosto che abiti? Prenditi un pò di tempo e guarda questo video per avere un’idea ancora più chiara di ciò che sta accadendo con i nostri vestiti:

Quando la moda è sostenibile?

Come riconoscerla?

Dove acquistarla?

Inizia il tuo percorso!

di

Logo Vesti la natura verde

Resyntex: un progetto per il riciclo dei vestiti

Nell’impianto sperimentale in cui lavorano gli ingegneri di Resyntex, tre reattori convertono gli indumenti usati in materie prime secondarie prive di combustibili fossili.

Una volta classificati, i tessuti come lana, cotone o poliestere passano attraverso processi personalizzati che includono sbiancamento, depolimerizzazione biochimica e trattamento a base di idrolisi.

Mojca Poberznik afferma che “è davvero molto importante che i rifiuti che utilizziamo come input, come materia prima per creare una nuova materia prima secondaria, siano classificati molto bene. In altre parole, più puro è l’input, più puro e più alto la qualità è l’uscita

Il prodotto finale ottenuto da Resyntex dipende anche dalla natura del cascame tessile primario. Dal poliestere, ad esempio, i ricercatori sono stati in grado di estrarre acidi che possono poi essere utilizzati per produrre nuova plastica.

Scienziati del progetto Resyntex a lavoro

La professoressa di ingegneria ambientale presso l’Università di Maribor, Aleksandra Lobnik, ha fatto alcuni esempi: “Proviamo il cotone, ad esempio, ha ottenuto il succo di glucosio nel bioetanolo, quindi proviamo la lana… Della lana prendi le proteine che possono essere utilizzate come resine al posto delle resine tossiche (formaldeide) utilizzate nei pannelli di legno

La ricerca in laboratorio di Resyntex viene utilizzata per migliorare il processo di riciclaggio dei vestiti, che richiede miscele biochimiche, alte pressioni e temperature. Questo lavoro aiuta a stabilire le migliori ricette per produrre il risultato più puro.

Dobbiamo ottenere un materiale finale che abbia la stessa qualità dei materiali che otteniamo dai combustibili fossili. Questo è un passaggio molto importante che dobbiamo garantire con la nostra purificazione per ottenere la stessa qualità nei materiali“, spiega l’ingegnere chimico Julija Volmajer.

I ricercatori di Resyntex ritengono che la stessa tecnologia potrebbe essere utilizzata per dare energia ai modelli di business dell’economia circolare di altri prodotti usa e getta.

Poberznik anticipa che stanno già lavorando per estendere la loro tecnologia anche alla plastica, “plastica polietilene per bottiglie, per esempio. E proveremo anche a smembrare il materiale di imballaggio in cellulosa, che è un altro dei maggiori problemi ambientali”

Resyntex spera che il loro lavoro possa anche sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza ambientale ed economica di una corretta selezione e riciclaggio dei vestiti e più in generale di tutti i rifiuti tessili.

Logo vesti la natura in cerchio

Siamo un'associazione no-profit impegnata dal 2016 nella promozione di una moda più etica e sostenibile.

Ti è piaciuto il contenuto? Condividi!

Facebook
LinkedIn
WhatsApp
Freccia verso il basso

Vuoi acquistare prodotti sostenibili?

Trova la Moda Sostenibile Online o nella Tua Città con ...

icona blog

Leggi altre notizie

Le ultime news su moda, eventi e ambiente

Scarica la Guida alla Moda Sostenibile, Etica e Cruelty Free

Unisciti a oltre 25 mila utenti che l’hanno già letta dal 2016 ad oggi!

  • è in formato digitale
  • c’è un video da vedere
  • e tante infografiche di confronto