Un passo avanti verso retribuzioni eque nella moda
Lunedì 27 settembre 2021, il governatore della California Gavin Newsom ha firmato il Garment Worker Protection Act che è diventata una legge.
L’approvazione di questo atto legislativo guidato dai lavoratori è motivo di celebrazione, in quanto assicurerà che gli oltre 45.000 lavoratori dell’abbigliamento che cuciono in California ricevano almeno un salario minimo per il loro lavoro, cosa che non accadeva da decenni.
I produttori infatti hanno infatti portato avanti un sistema di “retribuzione a cottimo”, che ha permesso ai marchi di moda di aggirare le loro responsabilità, ed ha lasciato le donne (per lo più BIPOC, black, indigenous and people of color) conm salari da povertà. Tenete a mente che parliamo della California, non dell’India, il che è davvero deprimente.
Alcuni lavoratori tessili hanno riferito di guadagnare qualcosa come 2,68 dollari l’ora, molto al di sotto del salario minimo statale fissato a 14 dollari l’ora.
Questa vittoria è quindi un punto di svolta per l’industria della moda, poiché la clausola di responsabilità solidale approvata nel disegno di legge riterrà i marchi responsabili per il pagamento equo e legale dei loro lavoratori.
Tra i molti sostenitori di questo disegno di legge c’erano:
- centinaia di aziende di moda sostenibile;
- organizzazioni partner;
- i membri del Garment Worker Center che si sono radunati e hanno parlato delle ingiustizie che vengono commesse quotidianamente nelle fabbriche di abbigliamento di Los Angeles;
- la senatrice della California Maria Elena Durazo, coautrice del disegno di legge;
- la comunità di ambasciatori di Remake, che ha fatto infinite chiamate alla legislatura.
Se questa campagna ha dimostrato una cosa, è la forza del potere dei cittadini, e questo è solo l’inizio. Il Garment Worker Protection Act è un progetto per l’intera industria della moda, e ci auguriamo che la California sia solo il primo paese a firmarlo, ma che presto molti altri la seguiranno.
Se vuoi sapere di più sull’organizzazione Remake e su altre associazioni a tutela della moda etica e sostenibile leggi qui.


