Inquinamento idrico causato dai detersivi
L’inquinamento idrico causato dai detersivi è davvero considerevole. Spesso, magari non rendendocene conto, adoperando un pò di sgrassatore in più, preferendo un detergente particolarmente aggressivo, o azionando una lavatrice a mezzo carico, scateniamo una reazione che provoca un notevole stress per l’ambiente.
Scriviamo questo articolo proprio per aiutarvi a comprendere l’impatto dei detersivi sull’inquinamento idrico, nonché per aiutarvi a inquinare meno, tenendo ugualmente puliti gli ambienti in cui viviamo e gli indumenti che indossiamo.
Parleremo quindi di inquinamento idrico dovuto all’uso dei detersivi ricchi di sostanze tossiche per l’uomo e per l’ambiente, e offriremo utili consigli su come limitare il problema utilizzando detersivi ecologici.
Inquinamento idrico: detersivi, ma non solo
L’inquinamento idrico è per la terra una vera e propria piaga e comporta seri danni all’ecosistema marino, fluviale e lacustre.
Considerando che: la vita nasce dall’acqua; il nostro corpo si compone per buona parte di acqua; la base della nostra alimentazione è data da piante che necessitano di una continua irrigazione e dalla carne o dai pesci che vivono in acqua;
Potremmo facilmente intuire perché il problema dell’inquinamento idrico causato dai detersivi richieda un’azione immediata da parte di governi, enti di controllo e cittadini.
L’inquinamento idrico non è causato solo dai detersivi, viene infatti generato da molti altri fattori, come gli scarichi agricoli ed industriali, l’alterazione del suolo, la prassi di gettare in acqua rifiuti solidi e liquidi (soprattutto plastica e petrolio) e da molti altri fattori che hanno però un particolare in comune: c’è sempre lo zampino dall’uomo.
Che si utilizzi il detergente per i piatti, pavimenti o indumenti, che si scarichino in mare prodotti di scarto industriale, che si adoperino fertilizzanti e pesticidi, oppure che si facciano i conti con gli effetti dell’inquinamento del suolo e quindi delle falde acquifere, in ogni caso, stiamo mettendo a rischio l’ecosistema, la salute e la sopravvivenza del genere umano.
Non dobbiamo credere che i detersivi turbino gli equilibri dell’ambiente soltanto una volta scaricati in acqua dalle condutture domestiche, agricole o industriali. I petrolati, cioè quelle sostanze derivate dalla lavorazione del petrolio e presenti nel 99% dei detersivi in commercio, sono infatti pericolosi anche durante la fase di produzione degli stessi detersivi.
Andiamo con ordine e vediamo perché i detersivi contribuiscono all’inquinamento idrico sia quando le aziende ne curano la preparazione sia quando i privati li impiegano per le loro attività quotidiane.
Per convincervi a utilizzare detersivi ecologici, parleremo prima della fase di produzione e poi della fase di consumo dei detersivi.
Detersivi che inquinano l’acqua, prima e durante la produzione
Subito dobbiamo fare i conti con l’estrazione del petrolio dal sottosuolo. Questa operazione impatta notevolmente sull’ambiente, creando effetti devastanti sull’ecosistema e sulla salute umana.
Collateralmente, tale attività può arrecare ulteriori danni alle acque quando le navi che trasportano il petrolio subiscono incidenti in mare riversando il contenuto dei loro serbatoi negli oceani. Incidenti del genere succedono purtroppo con una certa frequenza.
Ammesso che tutto vada per il meglio, comunque gli scarti industriali connessi alla produzione dei detersivi sono un altro problema da non sottovalutare.
La produzione di detersivi sfrutta materiali e sostanze chimiche altamente tossici per l’ambiente, ed i residui di tali materiali difficilmente possono essere smaltiti senza alcun danno per l’ecosistema: tutti gli scarichi industriali finiscono nel sottosuolo o nei terreni, nei fiumi o nei mari, in maniera più o meno legale.
Detersivi che inquinano l’acqua dalle nostre case
La fase di rilascio, quella in cui il detersivo viene utilizzato e quindi immesso nuovamente nell’ambiente, è altrettanto dannosa.
Questa prassi si traduce in inquinamento idrico: le falde acquifere vengono contaminate da sostanze nocive alla salute umana e all’ambiente non appena questi scarti iniziano a defluire dagli scarichi delle nostre abitazioni, ma anche a causa della lenta decomposizione di recipienti in plastica, o di altri componenti con essi venuti a contatto.
Questo determina una pericolosa eutrofizzazione delle acque potabili e non: sono infatti migliaia le sostanze chimiche pericolose trovate nelle acque potabili e gran parte di queste, incluse le famose microplastiche, arrivano proprio dalle nostre abitazioni.
Conseguenze dell’inquinamento idrico causato dai detersivi
In cosa si traduce tutto questo? Non soltanto in un dissesto ecologico, ma anche nella proliferazione di varie patologie dal decorso a dir poco tremendo.
Come ci testimonia l’Atlante Italiano dei Conflitti Ambientali, le zone assegnate alla produzione di detersivi e smaltimento di rifiuti tossici, si contraddistinguono per un’altissima incidenza di patologie legate all’inquinamento idrico.
Per avere un’idea più chiara della questione basterà cercare delle informazioni relative al piccolo centro urbano di Priolo Gargallo, cittadina sita in provincia di Siracusa, dove hanno sede diverse raffinerie un tempo attive anche nella produzione di componenti utilizzabili per la preparazione di detersivi.
Le acque antistanti al paese sono ormai indiscutibilmente inquinate, gli equilibri naturali delle stesse del tutto compromessi (molti pesci hanno addirittura iniziato a mutare geneticamente) e parecchi abitanti del circondario sono stati falcidiati da malattie e malformazioni di ogni genere.
Inquinamento idrico e conseguenti problemi di salute dovrebbero essere elementi sufficienti per comprendere quanto sia importante scegliere detersivi ecologici certificati a basso impatto ambientale.
Perché i detersivi inquinano?
Innanzitutto i detersivi inquinano perché contengono prodotti chimici, tensioattivi su tutti, derivanti dalla lavorazione del petrolio. Questi, come ben sappiamo, impattano notevolmente sull’ambiente sia in fase di estrazione che nel momento in cui vengono dispersi nelle acque.
Quelle in esame sono delle sostanze non biodegradabili che, al pari dei più comuni fertilizzanti, sono da riconoscere come responsabili del processo di eutrofizzazione dell’acqua. Ciò significa che le particelle di zolfo contenute in tali detersivi possono nutrire le piante acquatiche a dismisura.
Il fatto che alcune specie vegetali proliferino oltre misura a causa delle sostanze chimiche presenti nei detersivi significa che, gli animali che se ne nutrono, non hanno il tempo materiale di “tenere sotto controllo” questa iperproduzione. Ciò si traduce in un’impennata dell’attività batterica lacustre, fluviale o marina, la quale è responsabile della riduzione della quantità di ossigeno presente in acqua.
In poche parole, le microalghe iperalimentate finiscono per rendersi presto o tardi responsabili della morte per asfissia dei loro predatori. Tale evento, ovviamente, si ripercuote alla lunga anche su tutti gli altri ecosistemi generando danni irreparabili al pianeta.
Dobbiamo quindi immaginare l’inquinamento idrico come una catastrofe ambientale in atto da diversi decenni, a cui possiamo quantomeno “provare” a porre rimedio iniziando ad acquistare detersivi ecologici.
Quali sono le sostanze nocive presenti nei detersivi “non ecologici”?
I detersivi commerciali sono un cocktail chimico dannoso non solo sotto il profilo dell’inquinamento idrico, ma più in generale per le persone, gli animali e l’ambiente. Di seguito riportiamo un breve elenco delle sostanze chimiche nocive più comuni nella composizione dei detersivi:
- Tensioattivi chimici SLS / SLES
- Fosfati
- Formaldeide
- Candeggina
- Solfato d’ammonio
- Diossano
- Sbiancanti ottici / sbiancanti UV
- Ammonio quaternario (Quats)
- Nonilfenolo etossilato (Nonoxynol, NPEs)
- Profumi e fragranze sintetiche
- Coloranti
- Acetato di benzile
- P-Diclorobenzene / Benzene
Come ridurre l’inquinamento idrico causato dai detersivi
Alla luce di quello che abbiamo scritto, risulta chiaro che dovremmo agire immediatamente acquistando detersivi ecologici per tutelare la nostra salute e quella dell’ambiente.
Condannare l’umanità a una dipartita lenta e dolorosa, non è una soluzione auspicabile. Bisognerebbe quindi ricorrere, molto velocemente, all’acquisto di prodotti alternativi finalizzati alla pulizia delle case, degli ambienti di lavoro, nonché dei nostri indumenti.
Per essere più chiari, possiamo affermare che qualsiasi detersivo composto anche in minima parte dai tensioattivi SLES ed SLS sicuramente non è classificabile come ecologico.
Entrambe queste sostanze rientrano nel gruppo dei tensioattivi derivanti dal petrolio, e sono quelle che producono schiuma una volta entrate a contatto con l’acqua. Queste sono presenti soprattutto in detersivi e ammorbidenti e contengono anche particelle di sodio o di zolfo che, come abbiamo visto, sono responsabili dell’iperalimentazione delle microalghe.
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Acquistare detersivi ecologici
Esistono in commercio detersivi 100% naturali e come tali certificati da enti di controllo preposti. Questi sono composti da reagenti naturali di origine vegetale.
Questi detersivi ecologici, forse ancora poco conosciuti e reclamizzati, garantiscono un’efficacia pari a quella vantata dai detersivi storici e blasonati, sono altrettanto profumati e a volte costano persino di meno. Il suggerimento è quindi quello di leggere con attenzione le etichette dei prodotti che settimanalmente compriamo al supermercato, iniziando quindi ad effettuare acquisti più responsabili.
Utilizzare i rimedi della nonna
Un altro buon suggerimento è quello di ricorrere ai cosiddetti “rimedi della nonna”. Sapete che ad esempio aceto bianco e bicarbonato possono sostituire egregiamente i comuni ammorbidenti senza inquinare e togliendo macchie, aloni e odori sgradevoli? Questi prodotti sono peraltro anche più economici dei detersivi commerciali.
Prediligere i contenitori biodegradabili
Come abbiamo detto, i detersivi possono contribuire all’inquinamento idrico anche per vie traverse: basta pensare che di solito essi sono contenuti in flaconi di plastica. Tale materiale così comodo e praticamente impossibile da eliminare dalle nostre vite, è anch’esso un derivato del petrolio. Il suggerimento in questo caso è quello di preferire dei detergenti in polvere in scatole di cartone, in recipienti di latta riutilizzabili, oppure derivanti dal riciclo della plastica.
Acquistare detersivi alla spina
Molti negozi specializzati offrono la possibilità di comprare detergenti e detersivi alla spina, e solitamente sono detersivi ecologici. Vi basterà non buttare i flaconi dei vostri vecchi detersivi, riutilizzando il più possibile questi contenitori. Ridurre il consumo di plastica e riciclare è una buona idea per vivere senza inquinare.
Inquinamento idrico, la salute del pianeta è a rischio
Allo stato attuale il nostro pianeta non può certo definirsi in ottima forma. Particolarmente preoccupante è ad esempio lo stato di salute degli oceani che, non soltanto sono invasi da scarichi impropri di sostanze chimiche pericolose, ma sono altrettanto contaminati da plastiche e microplastiche.
Come abbiamo letto in queste poche righe il problema è connesso all’impiego massiccio di plastica e detersivi.
Il costante utilizzo di materiali plastici si traduce spesso nella presenza di bottiglie nelle acque. Questi oggetti finiscono per essere ingeriti dagli animali uccidendoli e alterando gli equilibri naturali del loro habitat.
Quando sopravvivono, finiscono per digerire componenti plastici poi assorbiti dall’uomo che di questi animali si nutre.
Può capitare anche che alcune specie restino incastrate nei rifiuti incautamente buttati in mare, che si infilzino con parti taglienti, oppure che nei loro becchi si incastrino degli anelli di plastica come quelli presenti al di sotto dei tappi utilizzati per bottiglie e flaconi, e che per l’animale risultano ovviamente impossibili da rimuovere.
In ciascuno dei suddetti casi gli animali sono costretti ad una morte lenta e dolorosa, ed è una cosa che capita quotidianamente. Vogliamo davvero continuare a ignorare tutto questo per pigrizia o per non curanza?




