La Finta Pelle è più Sostenibile rispetto alla Vera Pelle?

Fogli di pelle di origine animale in diversi colori
Indice

Vera e finta pelle a confronto

Attenzione: nuove disposizioni in materia di utilizzo dei termini “cuoio”, “pelle” e “pelliccia” e di quelli da essi derivati o loro sinonimi. Il presente decreto reca disposizioni relative alla definizione ed uso dei termini «cuoio», «pelle», «cuoio pieno fiore», «cuoio rivestito», «pelle rivestita», «pelliccia» e «rigenerato di fibre di cuoio» ed alla etichettatura e contrassegno dei materiali nonche’ dei manufatti con essi fabbricati, qualora gli stessi vengano indicati, con i medesimi termini, tramite qualsiasi modalita’ di presentazione e di comunicazione, anche in via elettronica, al fine di fornire una corretta informazione al consumatore. Leggi il decreto.

La finta pelle chiamata anche pelle vegana, ecopelle o similpelle viene realizzata utilizzando 3 tipologie di materiali:

  1. materiali naturali come sughero, corteccia, cotone cerato, carta;
  2. materiali sintetici come il poliuretano o la gomma;
  3. materiali artificiali (un mix tra materie prime naturali e sintetiche) derivati dal riciclo di risorse vegetali come muschio, funghi, mele, ananas, vinaccia, grano.
Curiosità sul termine ecopelle: l'ecopelle è un tipo di cuoio o pelle a ridotto impatto ambientale, anche se il termine è stato usato impropriamente nel corso degli anni e oggi viene considerata da molti come una pelle sintetica

La finta pelle è solitamente composta da una base di tessuto con degli spalmanti sintetici o organici, che formano quello spessore visivamente simile alla vera pelle. La parte interna e quella esterna sono differenti, poiché l’interno (definito supporto) non viene spalmato.

L’altra opzione è il PVC, che per anni è stato il principale sostituto della vera pelle. Il PVC è il polimero plastico sintetico più comunemente prodotto al mondo insieme a polietilene e propilene, ne vengono infatti prodotte circa 45 milioni di tonnellate all’anno e si prevedono circa 60 milioni entro il 2025.

Andrew Dent, vicepresidente di Library and Research Material presso Material Connexion (una società di consulenza sui materiali con sede a New York) afferma che “ci sono state preoccupazioni nell’ultimo decennio sul PVC a causa delle sue sfide di produzione e perché rilascia diossine, sostanze chimiche potenzialmente dannose e pericolose se bruciato.”

Le diossine sono dannose per l’uomo e possono causare cancro, problemi al sistema riproduttivo e immunitario. Sono bioaccumulabili quindi entrano in contatto con noi attraverso gli alimenti, i grassi nelle carni e anche nel pesce.

Questa alternativa sintetica alla vera pelle basata sul PVC non è una scelta ne etica ne sostenibile per chi vuole rinunciare all’uso della vera pelle, poiché inquinare il pianeta equivale a distruggere la biodiversità.

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La vera pelle dal punto di vista ambientale

La maggior parte della vera pelle utilizzata è un sottoprodotto delle nostre industrie della carne e dei latticini, quindi è giusto affermare che nessuna mucca muore solo per la sua pelle. E’ altrettanto giusto affermare che se non venisse utilizzata sarebbe un sottoprodotto industriale altamente dispendioso e che andrebbe comunque smaltito.

Certo, se diamo un’occhiata alle procedure di concia utilizzate nella produzione di massa della pelle queste non sono affatto rispettose dell’ambiente: le sostanze chimiche utilizzate nella concia tradizionale includono formaldeide e derivati del catrame e finiture a base di cianuro, oltre ai famigerati metalli pesanti (nichel, cromo).

Con la sostenibilità che diventa sempre più necessaria nelle nostre vite, l’industria della pelle deve mostrare le sue alternative.

Una di queste è la pelle conciata al vegetale, la quale viene considerata la più ecologica disponibile sul mercato. La concia al vegetale è un processo che risale a secoli fa, ed è in assoluto il modo più autentico per tingere e conciare la pelle.

Industria della pelle a cielo aperto in una città

Nei processi di concia vegetale si utilizzano ancora oggi i metodi tradizionali, ed ecco i vantaggi di questo processo:

  • Invece di sostanze chimiche è trattata con tannini naturali (molecole polifenoliche) estratti da alberi e altre sostanze vegetali;
  • E’ estremamente efficiente dal punto di vista energetico;
  • La pelle viene lasciata asciugare naturalmente senza forzare il lavoro con i macchinari;
  • Nel processo di produzione si creano prodotti di scarto, ma proprio in Italia, dove la concia delle pelli è tra le più rinomate al mondo, il materiale di scarto viene recuperato: le fibre rimosse vengono riciclate come fertilizzanti agricoli e i rifiuti del processo di depurazione vengono riciclati nell’industria edile e trasformati in mattoni.

Abbiamo quindi appurato che dal punto di vista ambientale la pelle conciata al vegetale è decisamente più sostenibile rispetto a quella tradizionale. Il problema sta nel fatto che questa occupa una minima fetta di mercato, visto che stando ad alcune statistiche oltre il 75% della pelle in commercio è trattata con il cromo.

Riguardo la longevità non è difficile trovare prodotti in pelle con oltre 20 anni di età, a differenza dei materiali sintetici che non durano così a lungo. La vera pelle a volte migliora con l’età e con l’usura, acquisendo fascino. Mentre PVC e altre finte pelli inizieranno a rompersi e di certo non saranno più attraenti con l’avanzare dell’età.

Per finire, la pelle può essere riciclata e normalmente è anche biodegradabile, mentre la maggior parte delle finta pelle finisce negli inceneritori

Come tutti sappiamo la vera pelle deriva per lo più dall’industria della carne e dei latticini (allevamenti intensivi), che di per sé hanno i loro problemi di sostenibilità, ma è difficile attribuire l’inquinamento ambientale causato da questi allevamenti “all’uso della pelle nella moda”, poiché se non avessimo bisogno di carne e latticini difficilmente verrebbero allevati al solo scopo di prelevarne la pelle.

Alcune persone non prenderanno mai in considerazione la possibilità di ridurre il consumo di carne, anche con tutti gli argomenti e le ragioni etiche e di sostenibilità che mettiamo sul tavolo da un decennio a questa parte, ma è giusto ribadire che DOBBIAMO FARLO, o quantomeno optare per carne proveniente da allevamenti biologici o locali.

Dobbiamo acquistare prodotti in vera pelle anziché in finta pelle?

Premesso che l’obiettivo primario della sostenibilità è creare un sistema di economia circolare.

Quindi la risposta è si: finché l’industria alimentare continuerà a sfruttare bovini e altri animali per alimentarci, la vera pelle dovrà essere utilizzata.

Ma tutti dobbiamo iniziare a conoscere e comprendere i cicli di vita dei nostri prodotti, perché con questa conoscenza potremmo fare scelte informate su ciò che stiamo acquistando.

Viviamo in un’epoca pazza di consumismo folle, un ciclo che sembra girare sempre più veloce. Se tutti possiamo pensare, tutti possiamo considerare come vengono realizzati i prodotti che vorremmo acquistare e di conseguenza fare scelte migliori.

Se segui uno stile di vita vegano, per quanto “a volte” la vera pelle possa risultare più sostenibile di una finta pelle, è impensabile che te voglia indossarla.

Ecco perché abbiamo classificato le alternative alla pelle più ecologiche nella nostra guida alla moda sostenibile, in tal modo potrai continuare a rispettare i tuoi valori, ma acquistando materiali più ecologici di una similpelle in PVC.

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