Statistiche Moda Sostenibile – Numeri e Sondaggi

Sondaggio: pensi alla sostenibilità di un prodotto?
Indice

Statistiche della moda sostenibile: il sondaggio di Statista

Per analizzare le statistiche della moda sostenibile possiamo partire con i risultati di un sondaggio internazionale.

Questo sondaggio è stato svolto nel 2017 e ha coinvolto 7.365 persone tra i 18 ed i 60 anni di età. Consumatori che vivono negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in India, Cina, Messico, Germania e Italia, i quali avevano 1 cosa in comune: acquistavano vestiti.

Il grafico che segue mostra quanto conta per i consumatori acquistare prodotti di moda sostenibili:

Sondaggio di statista.com: importanza di acquisti sostenibili per i consumatori


Fonte del sondaggio: Statista.com

La cosa interessante è che queste statistiche sulla moda sostenibile ci dicono che l’India è il paese dove i consumatori pensano di più alla sostenibilità di un prodotto prima di acquistarlo con ben il 60% degli intervistati che ha risposto “molto importante”.

In Italia siamo al 32%, cosa che non ci convince moltissimo, poiché vediamo dietro di noi paesi come Germania (29%) e Regno Unito (17%) che in realtà hanno un interesse di gran lunga superiore al nostro sui temi legati alla moda sostenibile.

Che gli italiani abbiano risposto “molto importante” per non fare brutta figura? non è un’ipotesi da scartare!

Questo sondaggio di Statista.com ci ha offerto le prime statistiche sulla moda sostenibile, ma vediamone subito un’altro.

Statistiche moda sostenibile: il sondaggio di CottonWorks

Questo sondaggio sulla moda sostenibile è stato effettuato dalla CottonWorks su un gruppo di consumatori, e ci farà vedere delle statistiche sull’interesse dei consumatori verso la moda sostenibile.

Vediamo il grafico del sondaggio:

Abbigliamento ecosostenibile: sondaggio sui consumatori

A cosa pensano i consumatori prima di acquistare abbigliamento?

A quanto pare quasi tutti pensano al comfort e alla qualità del prodotto, infatti il 91% degli intervistati ha messo il “check” sulla casella Quality, fit, comfort. L’ 86% valuta il materiale con cui è stato realizzato ed il 74% pensa alla sua sostenibilità.

Un ottimo risultato riguardo quest’ultimo punto, anche se come dicevamo non sempre questo si traduce in acquisti sostenibili: i numeri della moda sostenibile sono in crescita, ma non così tanto.

Quanto è importante la sostenibilità dell’abbigliamento per un consumatore?

In Italia il 49% ritiene la sostenibilità dell’abbigliamento piuttosto importante, mentre il 32% la ritiene molto importante (ed il restante 19%? probabilmente astenuti).

L’India sembra essere il paese più responsabile, infatti il 60% la ritiene molto importante, forse perché vivono i disastri della fast fashion nel quotidiano, la conoscono bene.

Cosa rende l’abbigliamento “sostenibile” per un consumatore?

Qui le risposte sono abbastanza allineate ed è difficile dichiarare un vero vincitore.

Notiamo che la parola “naturale” ancora fa il suo effetto, ottenendo ben il 56% dei consensi: ciò significa che gran parte dei consumatori pensa che l’abbigliamento in fibre naturali sia quasi sempre sostenibile, il che è ovviamente un grande errore.

Quando parliamo di fibre naturali possiamo affermare che canapa, lino, juta e kapok siano delle fibre sostenibili a prescindere dalla presenza di certificazioni.

Ma è diverso quando parliamo delle altre fibre naturali: lana, cotone, pelle, piume, seta. In questi casi è impensabile parlare di sostenibilità a prescindere dalla presenza di eventuali certificazioni.

Conclusione

Dal nostro punto di vista le risposte dei consumatori a questi sondaggi sono ottimistiche, perché può darsi che gran parte degli intervistati pensi alla sostenibilità di un prodotto prima di acquistarlo, ma “il pensarlo” non vuol dire “farlo”, altrimenti le statistiche legate alla vendita della moda sostenibile sarebbero decisamente superiori a quelle attuali, che vedremo poco sotto.

Statistiche delle vendite della moda sostenibile

AnnoFatturato *
203015.584
202510.109
20206.349
20154,717
* importi in milioni di dollari

Fonte delle statistiche

Le aziende chiave prese in considerazione nel mercato globale della moda sostenibile includono Eileen Fisher, Reformation, H&M Concious (H&M Group), Levi Strauss & Co., Everlane, Alternative Apparel, Inc., Tentree, United By Blue e Amour Vert.

Quindi questi numeri sono indicativi, ma considerarli come reali sarebbe un errore.

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Statistiche moda sostenibile: la produzione di fibre tessili

Comparare i dati relativi alla produzione di fibre tessili porta a una “fotografia” abbastanza preoccupante per quanto riguarda l’attenzione che si sta prestando verso la sostenibilità.

Nonostante le campagne pubblicitarie sempre più pressanti che enfatizzano prodotti votati al completo rispetto dell’ambiente e a un mondo sempre più green, nonostante i programmi di sviluppo proposti da governi e organizzazioni internazionali inneggino a una maggiore attenzione verso gli ecosistemi, le statistiche sulla moda sostenibile ci offrono una situazione su cui è importante riflettere.

La produzione industriale è, da sempre, condizionata da molti fattori e uno di questi è legato alle scelte dei consumatori: quello che il consumatore chiede è poi quello che l’industria produce.

Non avrebbe molto senso, nella nostra società consumistica, un settore industriale che decidesse di produrre materie prime o prodotti finiti non graditi dall’acquirente finale.

Il settore tessile / abbigliamento si muove seguendo le stesse regole di tutti gli altri settori merceologici e, come tale, offre ai clienti quello che loro maggiormente gradiscono.

Ecco dunque che l’analisi relativa ai dati delle materie prime che poi entreranno nei nostri armadi, dimostra un quadro che contrasta con quello che, da più parti, vorrebbero farci credere parlando sempre più spesso di moda sostenibile e moda circolare:

Produzione di fibre tessili 2020 – 21 e 22

Ancora non abbiamo dati sufficienti riguardo la produzione di fibre tessili di questi ultimi anni e quindi le pubblicheremo non appena saranno disponibili.

Produzione di fibre tessili 2019

Ci si aspettava un importante rilancio nella produzione di fibre tessili sostenibili sull’onda dell’impatto emotivo che molte organizzazioni avevano iniziato a sottolineare. Diamo dunque uno sguardo a quali sono stati i numeri reali:

La produzione di fibre tessili 2019

Nonostante quello che ci si poteva aspettare, il poliestere era la fibra maggiormente prodotta in modo decisamente incontrastato.

Il cotone continua la sua caduta, lenta ma inesorabile.

La poliammide non si sblocca dal suo quantitativo che sembra stia diventando standardizzato (questo numero deve fare riflettere molto se si pensa alle campagne pubblicitarie dedicate a prodotti realizzati in nylon da reti da pesca recuperate dai mari, o similari).

Lana e seta rimangono ferme sui loro dati canonici (la lana ha continuato a far registrare forti crescite di prezzo).

Il dato, purtroppo, ancor più preoccupante si riferisce al fatto che solo il 14% del poliestere prodotto sia riciclato.

Si tratta di una crescita quasi impercettibile rispetto al 2018. Ciò significa che la richiesta di questa fibra ottenuta da bottiglie di plastica usate e non direttamente dal petrolio, non sta ancora facendo registrare i numeri che si potrebbero realmente sperare.

Preoccupa ovviamente la flessione del cotone. Stiamo considerando infatti un settore produttivo che, solo in Asia, coinvolge 250 milioni di lavoratori, e 4 milioni in Africa.

D’altro canto, le “storie sporche” sul cotone (sostenibilità ambientale nulla e, sostenibilità sociale al limite del grottesco) non stanno certo aiutando a sorreggere la produzione di questa antichissima materia prima.

E’ invece interessante notare come, nel settore della lana, si siano registrate 467 allevatori in più che hanno aderito alla certificazione RWS (Responsible Wool Standard).

Un timido segnale che si aggiunge all’utilizzo sempre più importante di certificazioni che tutelano maggiormente gli animali stessi.

Le tendenze dei consumatori sono dunque ancora orientate verso materie prime non eco-sostenibili. E le statistiche ci offrono una situazione da cui si evince chiaramente che l’attenzione verso l’ecosostenibilità è ancora lungi dall’essere una vera priorità.

Il parametro prezzo è ancora il fattore fondamentale nelle scelte dei consumatori, ancora troppo condizionati dalle “spinte” commerciali dei brand del fast fashion.

C’è ancora molto lavoro da fare per far capire che le scelte che stiamo compiendo non sono le più adeguate. Dobbiamo aumentare maggiormente la nostra attenzione verso le campagne di “green washing” e iniziare a boicottare ciò che realmente non offre le garanzie che desideriamo.

Produzione di fibre tessili 2018

Non si conosceva ancora la famigerata pandemia che ha colpito il mondo intero e che ancora oggi non siamo riusciti a debellare, e quindi si stava ancora seguendo il “trend” produttivo che aveva condizionato già l’ultimo decennio:

La produzione di fibre tessili 2018

Il poliestere risultava essere la “regina” incontrastata della produzione delle materie prime (55,5 milioni di tonnellate). D’altro canto, dal 1985 ad oggi, la crescita del poliestere è sempre stata costante.

Con una percentuale pari a circa la metà del poliestere, si attestava il cotone (26,4 milioni di tonnellate). Gli ultimi dieci anni, la fibra naturale storica, ha sempre fatto registrare una progressiva leggera flessione che si confermava appunto nel 2018.

La poliammide (una fibra su cui i laboratori di Ricerca & Sviluppo di molte multinazionali hanno lavorato molto al fine di poterla proporre con proprietà e caratteristiche evolute) non ha fatto riscontrare l’impatto desiderato e si era attestata a 5,40 milioni di tonnellate prodotte.

Lana e seta avevano mantenuto le loro posizioni rispetto al 2017 senza grossi scossoni (fatto un po’ strano per la lana che sembrava potesse avere una rivalutazione importante ma che, a causa dei suoi prezzi in forte crescita ha sicuramente rallentato le richieste).

Alimenta le statistiche sulla moda sostenibile: partecipa al sondaggio

Ci piacerebbe sapere se pensi alla sostenibilità di un prodotto di moda prima di acquistarlo. Vedi le etichette? Ti informi sul marchio di moda? Compri sempre dagli stessi marchi?

Vediamo cosa esce fuori da questo sondaggio:

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