Cos’è la moda?
Definire la moda può risultare alquanto ostico, in quanto siamo abituati ad interpretarla come un qualcosa di visivo, ma dietro ogni abito, ogni usanza, si cela qualcosa di più intrinseco.
La moda può essere definita come un fenomeno sociale che mira all’affermazione personale, in un dato momento storico, in una determinata area geografica, all’interno di una cultura, con modelli comportamentali ed estetici che mirano a farci sentire parte di un gruppo o una collettività.
La moda è il segno distintivo per riconoscersi parte ci una cerchia, ma anche qualcosa che ci differenzia da altri gruppi.
La moda nasce da una necessità, inizialmente infatti gli umani non utilizzavano vestiti, si può affermare che la moda sia nata dalla necessità di coprirsi per ripararsi dal freddo e dalle intemperie.
I primi abiti sono stati pellicce e pelli di animali, ma col passare del tempo la moda ha acquisito un ruolo differente, entrando a far parte della società; diventando un modo per distinguere le classi sociali e le mansioni svolte.
Ogni giorno sentiamo parlare di moda, alla tv, sui giornali, nei social network; spesso ne sentiamo parlare anche indirettamente in contesti che sembrano estranei all’argomento.
Perché la moda è un’usanza passeggera, qualcosa in voga in un determinato momento, un qualcosa che fa parlare di sé, e anche se abbraccia più tematiche questo termine è stato coniato soprattutto per il settore dell’abbigliamento.
Ma la moda può riguardare anche altri settori e addirittura può essere la definizione di determinati comportamenti o azioni che quotidianamente decidiamo di compiere: “perché sono di moda”.
Siamo quindi sicuri di conoscere appieno il significato di moda? Oggi vogliamo accompagnarvi in un mondo fatto di storia, stili, tessuti, trasgressioni, usanze, idee e comportamenti.
Quando è nata la moda? La sua storia in sintesi
Intendendo la moda come un modo per coprire il corpo, allora dobbiamo iniziare la storia partendo dal Paleolitico, quando la nostra specie, anche meglio conosciuta come sapiens sapiens, ha iniziato la sua evoluzione, cominciando a utilizzare le pelli e pellicce degli animali uccisi per la caccia per coprirsi e ripararsi dal gelo.
Successivamente si è passati alle prime cuciture delle pelli, utilizzando come aghi dei cunei che venivano ricavati dall’avorio degli animali.
La moda nasce da un’esigenza: l’esigenza di ripararsi dal freddo; ci si è adeguati trovando delle soluzioni per risolvere il problema.
Col passare delle epoche gli abiti hanno assunto qualcosa di più poetico e intrinseco, divenendo un’espressione della nostra personalità. La ricerca della bellezza e il desiderio umano di rappresentare, attraverso la moda lo stile e i colori, qualcosa di più profondo.
Già all’epoca dell’uomo di Neanderthal si utilizzava dipingere il proprio corpo con pitture estratte da bacche, lo si adornava con conchiglie o altri oggetti perché stava per nascere un’esigenza differente.
Possiamo fare l’esempio delle popolazioni indigene, che hanno delle abitudini molto peculiari: adornare il proprio corpo per sottolineare l’importanza di una determinata persona all’interno della comunità di cui fanno parte.
Appare evidente dunque che la moda non è soltanto la scelta di un determinato abito, ma riguarda la scelta di un capo che abbia una funzione simbolica, qualcosa che va oltre il puro e semplice atto di ripararsi dal freddo.

Ma la vera evoluzione della tessitura e il confezionamento dei vestiti avviene con le civiltà mesopotamiche: Babilonesi, Sumeri e Assiri danno una svolta alla tessitura, creando i primi abiti che erano delle vere e proprie tuniche.
I Sumeri hanno inventato le maniche, l’abito più utilizzato in quel periodo era una sorta di accappatoio a maniche corte che si chiudeva con una cintura in tessuto sulla vita.
Un’ulteriore evoluzione ci fu quando le popolazioni Assiro Babilonesi iniziarono a creare le prime tinture, creando dei veri e propri tessuti colorati.
In seguito ci fu un’altra rivoluzione che ha segnato la storia della moda, e avvenne in Persia. Grande protagonista dell’evoluzione dell’abbigliamento, in quanto scoprì l’uso della seta. Sono proprio i persiani a confezionare il vero abito completo: pantaloni, cintura e casacca.

Le classi sociali non venivano distinte per l’utilizzo degli abiti, ma per altri simboli: gli egizi amavano adornarsi con gioielli, cinture bracciali e altri ornamenti.
Erano un popolo molto curato che diede una forte scossa alla moda e alla bellezza.
Con la civiltà greca ci fu invece una nuova idea di intendere l’abito, rappresentando la raffinatezza e l’eleganza. La cultura greca veniva rappresentata da lunghi abiti bianchi quasi idilliaci.

Facciamo un salto temporale e andiamo fino al Rinascimento, che assume un ruolo molto importante, in quanto è una vera rivoluzione dell’antico mondo della moda.
L’Italia diviene centro artistico ma anche culturale più potente al mondo, avendo le corti di Firenze, Venezia e Roma in cui vivevano le famiglie nobili che avevano potere sotto diversi aspetti: economia, architettura, legge, arte ma anche moda.
Iniziarono a crearsi le classi borghesi e i vestiti venivano intesi come una distinzione tra le varie classi, indicando così il proprio status sociale. Inizia la rapida diffusione dei cosmetici e delle parrucche e alla moda si affianca la bellezza.
Con l’arrivo dell’epoca Barocca gli abiti iniziarono a essere sempre più sfarzosi, ricchi di balze e tessuti maggiormente preziosi. I vestiti delle nobildonne erano molto adornati, e potevano raggiungere anche i diciassette chili di peso.

Il Romanticismo introduce le maniche à gigot, ovvero le maniche a prosciutto. Con la Belle Epoque, per la prima volta si crea l’esigenza di vestire le donne con abiti aventi una forma ad S, molto sensuali che mettevano in mostra le curve.
Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale nasce l’Haute Couture donando uno stile più semplice ai capi di abbigliamento.
In seguito alla Seconda Guerra Mondiale la moda femminile cambia radicalmente, venendo soprannominata la moda “à la garconne” in quanto le donne indossavano abiti con ispirazione maschile e capelli corti; e con l’arrivo di Gabrielle Chanel nasce il primo tailleur da donna.
Nel dopoguerra l’attenzione verso la moda passa in secondo piano, ma è nel 1951 che a Firenze nasce la moda italiana, il made in Italy: raffinatezza e tessuti pregiati rappresentano lo stile iconico di una patria, quella che ancora oggi si distingue nel mondo della moda.
Negli anni Sessanta e Settanta esplode un senso di ribellione con la moda hippy e folk; nel 1964 una giovane stilista americana inventa quella che era considerata un vero e proprio modo di evadere dai canoni dettati dalla società: la minigonna.
Gli anni Ottanta vedono l’Italia come protagonista mondiale della moda, in quanto gli stilisti più importanti portano il Made In Italy all’apice del successo: Dolce&Gabbana, Gucci, Valentino, Prada, Moschino, Trussardi; inizia davvero il successo Italiano nel mondo della moda.
Con la fine del ventesimo secolo esplode una moda più ribelle: il Punk, che crea stili differenti andando contro gli schemi tradizionali puntando alla massima trasgressione.
La moda ha avuto un percorso lungo e affascinante, fatto di storia, stili e abitudini diverse che rappresentavano ciò che una determinata cultura stava vivendo in quel dato momento storico.
La moda è ancora oggi in continuo divenire, anche se i cambiamenti più drastici sembrano essere già avvenuti. Ci auguriamo quindi che questo secolo verrà ricordato per la rapida evoluzione della moda sostenibile.
Pagine di approfondimento sulla storia della moda:
- La moda anni 60, quella inspirata alle realtà giovanili
- La moda anni 70, eccessi e contrasti per creare individualità
- La moda anni 80, il made in Italy conquista il mondo
- La moda anni 90, quando le modelle diventano delle VIP
Quali sono gli stili della moda?
La moda esprime la nostra personalità e aspetti più intimi di ciascuno di noi, si dice che il nostro modo di vestire sia un biglietto da visita e defisca come gli altri ci interpretano, o cosa noi rappresentiamo nella società.
Ma quali sono gli stili della moda? Scopriamoli:
- Stile romantico e bon ton: stampe floreali e colori pastello sono un vero punto indicativo di questo stile, adatto a tutte le età, la semplicità fa da padrone, le linee sono morbide e pulite;
- Stile vintage: è lo stile che richiama anni passati, che possono essere le icone degli anni Cinquanta o Sessanta, fino ad arrivare agli anni Novanta;
- Stile punk rock: decisamente ribelle e fuori dagli schemi, questo stile è rappresentato dalla prevalenza del colore nero, borchie e oggetti ornamentali aggressivi. E’ uno stile usato soprattutto dai musicisti e attori degli anni Ottanta;
- Stile pin up: uno stile che richiama le dive degli anni Cinquanta, è caratterizzato da stampe a pois, abiti scollati in cui le forme femminili sono messe in mostra, abbinato dall’immancabile rossetto rosso;
- Stile grunge: è il classico look ribelle in cui sono presenti le giacche in jeans, accessori punk e anfibi;
- Stile gotico: da non confondere con lo stile punk, questo ha un richiamo degli abiti dell’epoca Vittoriana, ma il colore che predilige è senza dubbio il nero;
- Stile androgino: ispirato ai capi d’abbigliamento maschile, nasce negli anni 2000, e rappresenta l’emancipazione della donna. Giacche, e jeans boyfriend fanno da padrone;
- Stile bohémien o boho chic: è uno stile che viene indossato solo in estate o primavera perché include tutti quegli abiti morbidi e tendenzialmente freschi, svolazzanti e floreali;
- Stile etnico: uno stile che richiama l’Oriente e il Sud America, stampe geometriche, colori della terra e richiami agli abiti tribali sono il punto di forza di questo look;
- Stile glam: lo stile affascinante sofisticato e di classe, che sta ad indicare lusso e alto prestigio, con abiti dal taglio classico e tessuti ricercati;
- Stile sporty glam: è il classico look che è un mix di capi eleganti e casual, questo è senza dubbio lo stile più utilizzato al giorno d’oggi.
La moda di oggi
La moda di oggi ha assunto un aspetto totalmente diverso, infatti c’è molta più democratizzazione quando si parla abbigliamento e accessori.
Grazie ad una mente più aperta si accetta il “diverso”, si può vantare un mix di look e stili che danno un valore aggiunto alla nostra società. C’è una voglia di scoprire culture diverse e costumi di altri popoli.
La moda è in continuo divenire e questo anche grazie all’avvento dei social network che assumono un ruolo molto importante nella nostra quotidianità. Coloro che nel marketing definiamo “influencer” hanno acquisito un ruolo predominante nella scelta dei capi d’abbigliamento, influenzando le donne ma anche gli uomini di tutto il mondo.
Se la moda era vista come qualcosa di privilegiato, ora è certamente alla portata di tutti. Gli abiti raramente vengono confezionati su misura con tessuti pregiati e di alta qualità, ma nella vita di tutti i giorni si prediligono abiti realizzati in modo industriale aventi molto spesso una bassa qualità, basti pensare alla rapida diffusione della fast fashion e della moda low cost.
Vestiti alla moda si acquistano con estrema facilità, ma si cambiano altrettanto rapidamente. Il lavoro sartoriale degli anni passati è diventato un lavoro di nicchia, richiesto da pochi, mentre il prêt-à-porter sembra essere l’unica strada percorribile visto il gran numero di vestiti di cui abbiamo bisogno.
Pronto moda e prêt-à-porter: cosa sono e differenze
Le due espressioni pronto moda e prêt-à-porter sono decisamente agli antipodi, rappresentando due modi di vivere la moda e realizzare abiti.
Pronto moda: significa produrre dei capi di abbigliamento confezionati su misura soltanto in determinati periodi dell’anno, basandosi sulle mode di una determinata stagione. E’ quello che accade con i brand luxury, che ogni sei mesi presentano le loro collezioni nella Settimana della Moda.
Prêt-à-porter: è l’opposto. Tradotto letteralmente significa “pronto da portare” e non sono capi di abbigliamento confezionati su misura, ma abiti aventi delle misure standard (le taglie).
Il prêt-à-porter è senza dubbio la conseguenza dell’industrializzazione, in cui si avverte l’esigenza di indossare sempre un maggior numero di capi e di sostituirli con estrema facilità. I vestiti a basso costo prodotti a livello industriale vengono realizzati con materie prime scadenti e sono spesso poco longevi nel tempo.
La moda non finisce qui
La moda ha avuto un lungo percorso, fatto di stili e costumi differenti in base alla cultura e alla storia di quel dato periodo.
Se oggi è più semplice trovare dei capi di abbigliamento alla portata di tutti, purtroppo si è persa anche la qualità e la longevità dei capi sartoriali.
In ogni caso la moda è un modo di esprimere sé stessi e la propria personalità, e quello che ci auguriamo è che questa diventi sempre più democratica assumendo la veste di filo conduttore tra le varie culture senza lasciare indietro nessuno, ma con un occhio di riguardo verso l’impatto ambientale e sociale, cosa che ancora manca nella moda contemporanea.



