Cos’è Animal Free Fashion?
Animal Free Fashion è una certificazione esclusiva per il settore tessile, sviluppata dalla Lega Anti Vivisezione (LAV). Questo progetto è nato per incentivare le aziende di moda a rinunciare all’utilizzo di materiali di origine animale, sostituendoli con materiali cruelty free (senza violenza sugli animali).
A differenza della certificazione Fur Free – un altro progetto firmato LAV – Animal Free Fashion è una certificazione più complessa ed è tra le poche che ci consente di definire l’abbigliamento vegan.
Rinunciare ai materiali di origine animale è sicuramente una scelta etica e lodevole per i marchi di moda, una scelta che riteniamo fondamentale per il futuro della nostra civiltà. Tuttavia, evitare i materiali di origine animale per adottare tessuti sintetici inquinanti sarebbe controproducente, poiché l’inquinamento, in modo diretto, causa comunque sofferenza e decessi nel mondo animale.
Ecco perché la certificazione Animal Free Fashion valuta anche l’aspetto ambientale dei materiali utilizzati dai marchi di moda, garantendo così una scelta etica e sostenibile.
Standard di Animal Free Fashion
Animal Free Fashion è una certificazione simile a quella di VeganOK e PETA, ma l’innovazione della Lega Anti Vivisezione (LAV) sta nel concetto di “offrire del tempo ai marchi di moda”. Cosa significa questo? Per i brand che hanno utilizzato materiali di origine animale per anni, rinunciare immediatamente a tutti i materiali come lana, seta, pelle, pellicce e piume sarebbe impraticabile.
Pertanto, la LAV ha creato gli Standard di Certificazione Animal Free Fashion: le aziende di moda possono aderire al progetto rinunciando inizialmente all’uso di pellicce, ottenendo così un Rating Animal Free V. Successivamente, senza una data di scadenza prefissata, possono anche eliminare l’utilizzo delle piume per ottenere il Rating Animal Free VV.
Rating Animal Free Fashion
Il Rating Animal Free Fashion prevede una scala di valori come V / VV / VVV / VVV+. Le aziende con il rating VVV+ hanno rinunciato completamente ai materiali di origine animale, inclusi pellicce, piume, pelle, seta e lana. Al contrario, un rating V viene assegnato alle aziende che rinunciano solo alle vere pellicce.

- V: Aziende che rinunciano all’utilizzo di pellicce.
- VV: Aziende che rinunciano all’utilizzo di pellicce e piume.
- VVV: Aziende che rinunciano all’utilizzo di pellicce, piume, seta e pelle.
- VVV+: Aziende che rinunciano all’utilizzo di pellicce, piume, seta, pelle e lana.
Marchi di Moda con Certificazione Animal Free Fashion
Animal Free Fashion si distingue dalle altre certificazioni per la tutela degli animali perché è specificamente focalizzata sul settore tessile. Attraverso un portale dedicato, è possibile scoprire quali marchi di moda hanno ottenuto questa certificazione, con centinaia di aziende che hanno aderito all’iniziativa.
Per conoscere tutti i marchi di moda certificati, puoi visitare il sito ufficiale di Animal Free Fashion. Se sei un brand di moda interessato a ottenere questa certificazione, continua a leggere questa pagina per scoprire come procedere.
Animal Free Fashion è Cruelty Free?
Esplorando il Rating di Animal Free Fashion, è naturale sorgersi la domanda: perché la pelle animale è trattata in modo diverso rispetto alle pellicce e alla seta?
Noi pensiamo che la pelle animale utilizzata nell’industria della moda provenga principalmente da animali dell’industria zootecnica, spesso destinati al macello. Questo significa che gran parte della pelle in commercio sarebbe altrimenti considerata un sottoprodotto destinato agli inceneritori.
Il discorso è diverso per la seta, poiché i bachi da seta vengono specificamente allevati e uccisi per l’estrazione del filo di seta. È importante menzionare la seta buretta, erroneamente considerata “seta vegana”. Questo tipo di seta implica un processo di estrazione del filo senza uccidere il baco, rendendo la pratica teoricamente meno violenta. Tuttavia, ci sono dibattiti sulla reale crudeltà di questa pratica, dato che i bachi sono comunque allevati intensivamente e vivono in cattività.
Anche se esistono diverse opinioni e dibattiti sull’argomento, attualmente non abbiamo abbastanza informazioni per definire la seta buretta come pratica “senza crudeltà”. Resta il fatto che questa forma di produzione comporta comunque l’allevamento intensivo dei bachi.
La cosiddetta seta vegetale, invece, è una fibra artificiale di origine naturale ottenuta dai filamenti di scarto della produzione di cotone. Questo tipo di seta, essendo una forma di viscosa, può essere considerata “vegana”.
Per quanto riguarda le pellicce vere, è noto che gli allevamenti intensivi di animali come visoni, volpi e conigli hanno un impatto significativo sull’ambiente e sollevano gravi questioni etiche. Persino coloro che non seguono una dieta vegana spesso esprimono preoccupazioni riguardo agli allevamenti di animali per la produzione di pellicce.
Infine, il processo di “strappare a vivo” le piume dalle oche e dalle anatre è un’altra pratica controversa che solleva serie preoccupazioni etiche.
È importante concentrarsi sugli aspetti positivi di Animal Free Fashion, una certificazione che permette di scegliere indumenti eticamente e ambientalmente sostenibili, riducendo l’uso di materiali di origine animale e promuovendo alternative cruelty free.
Animal Free Fashion e Ambiente
La certificazione Animal Free Fashion non si limita a promuovere l’abbandono dei materiali di origine animale come pellicce, piume, pelle, seta e lana, ma include anche un forte impegno per la sostenibilità ambientale. I marchi di moda sono incentivati a eliminare l’uso di sostanze chimiche dannose per l’uomo e per l’ambiente durante l’intera filiera di produzione tessile.
Il problema dell’inquinamento è una delle principali cause di mortalità per gli animali selvatici, sia marini che terrestri. Le industrie rilasciano sostanze tossiche nell’acqua e nell’aria, mettendo a rischio molte specie viventi. Alcune delle sostanze chimiche più dannose bandite da Animal Free Fashion includono PCP, nonilfenolo etossilato e formaldeide, tra oltre 1000 agenti chimici vietati.
Questo impegno dimostra quanto sia cruciale scegliere prodotti con certificazioni tessili che non solo garantiscono una produzione cruelty free, ma anche sostenibile per l’ambiente.
Abbigliamento Animal Free
L’abbigliamento animal free è sinonimo di abbigliamento vegan, sempre più adottato da numerosi marchi di moda italiani e internazionali. Questi marchi rinunciano ai materiali di origine animale in favore di fibre naturali vegetali, fibre artificiali o sintetiche ecologiche.
Qui trovi l’elenco dei marchi che hanno aderito al progetto Animal Free Fashion.
Anche se questa scelta è positiva per il benessere degli animali, è fondamentale considerare anche l’impatto ambientale dei tessuti alternativi a quelli di origine animale.
Ad esempio, il cotone, sebbene non sia di origine animale, può essere altamente dannoso per l’ambiente a causa dei pesticidi, dei diserbanti e dell’uso intensivo di acqua durante la sua coltivazione. Questo implica la perdita di habitat naturali e la contaminazione delle risorse idriche, causando indirettamente la morte di molti animali.
Per questo motivo, la scelta più sostenibile e vegan allo stesso tempo è quella di optare per tessuti biologici come il cotone biologico, che è coltivato senza l’uso di pesticidi dannosi e con un impatto ambientale ridotto.
Come alternativa, ci sono i tessuti artificiali avanzati, come il lyocell (TENCEL), modal, bamboo e fibre vegetali come l’orange fiber, che possono essere opzioni eco-sostenibili quando certificate adeguatamente per garantire un basso impatto ambientale.
Scarpe Animal Free
La maggior parte dei marchi certificati Animal Free Fashion produce scarpe vegan. A differenza dell’abbigliamento, le scarpe animal free sono molto diffuse e facilmente reperibili sul mercato.
Diversi brand italiani si dedicano alla produzione di scarpe vegan certificate da Animal Free Fashion. È incoraggiante notare che queste opzioni sono in costante crescita e solitamente utilizzano materiali sintetici ecologici come Softan, Alcantara, Vibram, Caucciù, o materiali riciclati.
Borse Animal Free
Anche le borse animal free sono estremamente popolari e disponibili in una vasta gamma di stili. Per la realizzazione di borse vegan, i materiali più utilizzati sono principalmente sintetici ecologici come tecnofibra di origine vegetale, sughero, carta, Alcantara e alcune pelli sintetiche, o vegetali, a basso impatto ambientale (conosciute anche come pelli vegane).
Queste alternative sintetiche e vegetali non solo rispettano i principi etici di Animal Free Fashion rinunciando ai materiali di origine animale, ma contribuiscono anche alla sostenibilità ambientale riducendo l’impatto ecologico negativo.
Animal Free Fashion per Aziende
Sei un produttore? Vuoi ottenere la certificazione Animal Free Fashion e applicare il logo Animal Free sui tuoi prodotti? Allora devi contattare l’ente certificatore per il mercato Italiano: LAV – Lega Anti Vivisezione.
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