Cosa sono le pellicce sintetiche?
Possiamo considerare le pellicce sintetiche come un tessuto realizzato per simulare la vera pelliccia di origine animale. È paragonabile al pile, tipicamente costituito da fibre sintetiche polimeriche che vengono lavorate tinte e tagliate per adattarsi a una specifica consistenza e colorazione della pelliccia.
Parliamo di pellicce sintetiche in un blog dedicato alla moda sostenibile perché c’è un grande dibattito sull’impatto ambientale delle pellicce sintetiche, una vera e propria battaglia contro i sostenitori delle vere pellicce.
Le pellicce sintetiche sono realizzate con materiali sintetici davvero molto inquinanti, ed il processo di produzione non è da meno, essendo dispendioso di energie, risorse, e sostanze chimiche. Eppure spesso vengono definite eco pellicce o pellicce ecologiche.
Questo non vuol dire che le vere pellicce di origine animale siano migliori di quelle sintetiche, poiché la maggior parte di queste proviene da allevamenti intensivi altrettanto inquinanti, alla pari, o addirittura più di quelle sintetiche (tralasciando l’aspetto etico nell’uso dei materiali di origine animale).
Se potessimo misurare con certezza il Life Cycle Assessment (LCA) di entrambe, siamo certi che entrambe perderebbero nei confronti del pianeta, poiché qualsiasi pelliccia ha un impatto ambientale negativo sull’ecosistema.
Storia delle pellicce sintetiche
La pelliccia è una delle più antiche forme di abbigliamento conosciute, indossata da uomini e donne da millenni nel corso della storia. Anche se piuttosto desiderabili, le vere pellicce avevano lo svantaggio di essere troppo costose. Soprattutto per questo motivo, nel 1929 furono introdotte sul mercato le pellicce sintetiche.
I primi tentativi di imitazione furono fatti utilizzando il pelo di alpaca (falsa pelliccia, ma comunque di origine naturale e non sintetica), un mammifero sudamericano. Dal punto di vista modaiolo erano di bassa qualità, solitamente di colore grigio, o marrone chiaro, e non potevano quindi paragonarsi alle raffinate pellicce di visone o di castoro.
Ma la pelliccia era economica e calda, quindi i produttori, dovendo scartare il pelo di alpaca, continuarono a sviluppare nuove versioni di pelliccia sintetica, cercando di donargli un aspetto più denso e una maggiore resistenza all’abrasione, nonchè colori più interessanti.
Negli anni ’40 la qualità delle pellicce sintetiche aumentò rapidamente, soprattutto grazie ai progressi dell’innovazione tessile. Tuttavia, le moderne pellicce sintetiche furono sviluppate intorno alla metà degli anni ’50, con l’introduzione di polimeri acrilici come sostituti del pelo di alpaca.
Questi polimeri furono particolarmente importanti, perché potevano fornire la massa necessaria ad imitare la pelliccia naturale, inoltre, erano più facili da tessere e colorare rispetto al pelo di alpaca.
Qualche anno più tardi, i produttori di polimeri scoprirono che i materiali acrilici potevano diventare ancora più simili alle pellicce vere e addirittura resistenti al fuoco se miscelati con le giuste sostanze chimiche.
Questi nuovi tessuti, chiamati modacrilici, sono tutt’oggi il polimero primario utilizzato nella produzione di pellicce sintetiche.
Vantaggi delle pellicce sintetiche
Al di là delle questioni riguardanti i diritti animali, le pellicce sintetiche sono più resistenti a insetti e parassiti ed in generale più facili da produrre e curare rispetto alle pellicce vere.
Le pellicce sintetiche sono fatte con tessuti a pelo, progettate per avere l’aspetto ed il calore delle pellicce vere. Anche se non possono, e forse non potranno mai, eguagliare le caratteristiche delle pellicce vere, le pellicce sintetiche offrono comunque diversi vantaggi rispetto alla controparte di origine animale.

Le pellicce sintetiche sono meno costose di quelle naturali, rendendo l’acquisto un’opzione più attraente per quelle persone con scarse disponibilità economiche, e questo è stato, senza ombra di dubbio, un’aspetto fondamentale per la diffusione delle pellicce sintetiche su scala globale.
Per quanto riteniamo di poter fare a meno sia delle pellicce sintetiche che di quelle naturali, siamo certi che nei prossimi anni l’industria delle pellicce sintetiche troverà il modo per produrre questi capi riducendo al minimo il loro impatto ambientale.
Come sono fatte le pellicce sintetiche?
E’ un processo per lo più automatizzato meccanico/industriale. La produzione di pellicce sintetiche parte dalla “creazione” delle giuste fibre sintetiche, si costruisce il supporto inferiore, si incolla il pelo lungo, e infine si pensa a rifiniture e dettagli.
Materiali usati per fare pellicce sintetiche
Le pellicce sintetiche sono fatte con una grande varietà di materiali. Le fibre sfuse sono tipicamente composte da polimeri, inclusi quelli acrilici, modacrilici o miscele appropriate di questi polimeri.
I polimeri acrilici sono fatti da sostanze chimiche derivate da carbone, aria, acqua, petrolio, calcare, e sono il risultato di una reazione chimica di un monomero acrilonitrile in condizioni di elevata pressione e calore.
Per la produzione di pellicce sintetiche vengono aggiunti anche monomeri secondari per migliorare la capacità delle fibre acriliche di assorbire i coloranti.
I polimeri modacrilici sono copolimeri prodotti dalla reazione di monomeri di acrilonitrile e di cloruro di vinile.
Queste fibre sono particolarmente utili per le pellicce sintetiche, poiché possono essere facilmente tinte con colori simili a quelli degli animali.
I polimeri modacrilici e acrilici hanno altre caratteristiche che li rendono utili nella produzione di pellicce sintetiche.
Sono leggeri ed elastici, e questo conferisce alla pelliccia sintetica la qualità più ricercata: soffice al tatto.
Questi materiali sintetici sono altamente resistenti al calore, alla luce solare, alla fuliggine e al fumo, mostrando anche una buona stabilità durante il lavaggio.
Resistono alla muffa e non sono suscettibili agli attacchi degli insetti. Inoltre, i polimeri sintetici assorbono poca umidità e si asciugano rapidamente quando bagnati.
Anche i tessuti naturali vengono sfruttati per realizzare pellicce sintetiche, migliorando l’aspetto generale del capo. Tra quelli più usati ci sono: cotone, seta, lana e mohair (fibra tessile ricavata dal pelo della capra d’Angora).
Cotone e lana, insieme al polipropilene, sono tipicamente usati per creare il supporto della pelliccia sintetica a cui sono attaccate le fibre lunghe (il pelo). Il rayon viene utilizzato per integrare fibre acriliche e modacriliche sulla pelliccia sintetica, come del resto il poliestere ed il nylon.
Materiali come siliconi e resine vengono usati per migliorare la levigatezza e la lucentezza delle pellicce, e per completare l’aspetto esteriore vengono utilizzati diversi tipi di coloranti artificiali e sintetici.
Step di produzione delle pellicce sintetiche
- Si parte dalla produzione delle fibre sintetiche. In primo luogo, i monomeri di acrilonitrile e di cloruro di vinile vengono mescolati in un grande contenitore di acciaio inossidabile. Sono poi forzati in una camera in cui è possibile regolare pressione e temperatura. Le pale di miscelazione sono costantemente in movimento per iniziare il processo di polimerizzazione. Il risultato è una resina bianca e polverosa, che viene miscelata/sciolta in acetone e quindi convertita in un liquido abbastanza denso.
- La miscela di polimero liquido viene quindi pompata attraverso un filtro per rimuovere le particelle non disciolte. Dal filtro, il materiale viene immesso nelle filiere, le quali sono immerse in un bagno d’acqua. Le filiere sembrano simili a soffioni e quando il polimero viene estruso, emerge come un gruppo di fibre continue.
- Il gruppo di fibre viene quindi tirato lungo un nastro trasportatore e allungato attraverso una serie di pulegge. Durante questa fase viene anche lavato e asciugato. Durante l’asciugatura l’acetone utilizzato in precedenza viene espulso, lasciando così il solo polimero sintetico. Successivamente, le fibre vengono cotte per renderle più forti, e poi inviate a una macchina che le taglia a misura.
- Dopo un accurato controllo di qualità, le fibre “promosse” vengono spostate nella fase successiva dell’elaborazione: l’immersione in soluzioni coloranti.
- Mentre le fibre di cui abbiamo parlato donano il classico aspetto “peloso” alle pellicce sintetiche, il supporto inferiore è solitamente realizzato in cotone o lana. Questo supporto (o struttura), viene tagliato a misura e trasferito alla fase successiva dove verranno “incollate” le fibre lunghe (il pelo).
- Per convertire semplici fibre in una pelliccia sintetica è possibile utilizzare almeno due tecniche differenti. Il metodo basilare è il processo di tessitura. In questo processo, le fibre sintetiche sono avvolte e intrecciate con il tessuto di supporto (cotone/lana). Questa tecnica è abbastanza lenta, ma d’altra parte può produrre una vasta gamma di forme per le pellicce sintetiche. L’altro metodo di produzione delle pellicce sintetiche è chiamato “tufting”. È simile alla tessitura; tuttavia, con questo metodo si possono produrre pellicce sintetiche a velocità molto più elevata, ma di qualità inferiore.
- Per simulare il più possibile l’aspetto delle pellicce vere, le pellicce sintetiche vengono trattate in vari modi. Per garantire che la pelliccia sintetica rimanga pressoché invariata dopo la produzione, il tessuto viene scaldato. Questo processo di regolazione del calore protegge il tessuto, conferendogli maggiore stabilità.Quindi, per rimuovere le fibre sciolte dal calore, delle spazzole metalliche attraversano la pelliccia (pettinatura) e successivamente vengono tosate, tagliandole con un set di coltelli elicoidali e conferendo al pelo della pelliccia sintetica una lunghezza uniforme.La lucentezza del tessuto viene migliorata attraverso un metodo noto come elettroforesi. Questa è una tecnica di lucidatura che consiste nel pettinare il tessuto con un cilindro scanalato riscaldato in entrambe le direzioni.L’applicazione di sostanze chimiche come resine e siliconi, migliora ulteriormente l’aspetto della pelliccia sintetica. Queste sostanze vengono usate soprattutto per simulare il colore del pelo di animali specifici.
- Dopo aver creato una pelliccia sintetica, in base alle leggi nazionali, è richiesta una etichettatura come “tessuto di finta pelliccia”. Queste etichette sono cucite all’interno del capo e devono essere leggibili per l’intero ciclo di vita del prodotto.
Le pellicce sintetiche di alta qualità
Per garantire pellicce sintetiche di alta qualità, i produttori monitorano il prodotto durante tutte le fasi di produzione. Questo monitoraggio inizia con l’ispezione delle materie prime, e continua con l’ispezione delle fibre sintetiche “finite” create dalle reazioni di polimerizzazione.
Le fibre sintetiche sono sottoposte a una batteria di test fisici e chimici per dimostrare che soddisfino le specifiche precedentemente richieste in fase di sviluppo del progetto.
Le pellicce sintetiche di lusso hanno standard di qualità più elevati rispetto alle pellicce sintetiche economiche.
Alcune delle caratteristiche testate includono: pH, aspetto, densità, punto di fusione. Altre cose, come l’elasticità delle fibre, la resilienza e l’assorbenza, vengono testate in base alla qualità desiderata per il modello di pelliccia sintetica. Maggiore dovrà essere la qualità del prodotto, maggiori saranno i test effettuati su di esso.
Durante la produzione di pellicce sintetiche gli ispettori prelevano campioni casuali in determinati intervalli di tempo, verificando che questi soddisfino i requisiti stabiliti: aspetto, qualità del cucito, resistenza, dimensioni e forma delle fibre. Il metodo di prova principale è l’ispezione visiva, sebbene vengano eseguiti altri test scientifici più rigorosi.
Oltre agli standard del produttore, anche l’industria tessile ed i governi nazionali hanno stabilito dei requisiti minimi. Un insieme di standard governativi noto come L-22, è adottato volontariamente dall’industria pellettiera. Questi test delineano standard minimi di prestazione per elementi fondamentali come restringimento, pilling, sbavature e test di usura.
Come distinguere le pellicce vere da quelle false (video)
Teniamo presente un altro fattore determinante per il settore della pelletteria: la contraffazione di pellicce.
In questi anni abbiamo assistito a decine di sequestri per pellicce sintetiche spacciate per pellicce vere, ma non solo, poiché per assurdo sta accadendo anche il contrario: pellicce vere vendute per sintetiche.
E’ scoppiata la moda di inserti in pelliccia realizzati con peli di cani e gatti (dal costo inferiore alla produzione di pelo sintetico). E’ quindi molto importante capire se dei semplici inserti in “pelo”, spacciati per sintetici, possano invece essere di origine animale.
Vi consigliamo quindi la visione di questo video, che spiega benissimo come distinguere una pelliccia vera da una falsa.
Impatto ambientale delle pellicce sintetiche
I sostenitori della lotta anti-pelliccia hanno fatto molta strada dai tempi in cui si gettava vernice rossa sulle passerelle d’elite della moda, poiché oggi contano sul supporto dei principali “attori” della moda di lusso.

Certamente, le associazioni animaliste hanno svolto e svolgono attualmente un lavoro costante e pressante su queste aziende, basti pensare alle iniziative promosse dalla Lega Anti Vivisezione (LAV) come Animal Free Fashion e Fur Free, ma anche dall’associazione PETA, e VeganOK.
Il fulcro del discorso non dovrebbe sorprendere nessuno: la pelliccia sintetica si è evoluta da materiale trasandato, economico e pruriginoso, alla contemporanea versione lussuosa, economicamente accessibile, morbida, lucida, davvero realistica, tanto che i consumatori e gli stessi marchi si trovano spesso in difficoltà nel distinguerla da quella naturale.
Aumentare i margini di guadagno, semplificare il reperimento dei materiali, arginare l’odio degli animalisti. Tutto in un sol colpo, cos’altro potrebbero chiedere i brand di moda?
Forse alcuni designer non si dichiarano “anti-pelliccia”, ma se il risultato è lo stesso, chi è davvero più saggio? Sfortunatamente, solo perché un capo di moda non usa materiali di origine animale, non significa che non faccia loro del male in altri modi.
Se crediamo sia moralmente sbagliato uccidere o sfruttare animali a beneficio del consumo umano, questa è un’opinione valida ma non sempre scientificamente misurabile.
Uno studio commissionato da un paio di organizzazioni per i diritti animali, afferma che una pelliccia naturale è peggiore per l’ambiente; mentre uno studio in competizione, commissionato dall’International Fur Trade Federation, afferma che la pelliccia sintetica sia quella peggiore.
Noi restiamo scettici nel confrontare le pellicce sintetiche con quelle naturali, perché allo stato attuale entrambe portano solo svantaggi per l’ambiente.
La pelliccia sintetica dura meno di quella naturale
Lo studio pro-fur (a favore delle pellicce vere) paragona la vera pelliccia di visone a una pelliccia sintetica, supponendo che la vera pelliccia abbia una durata di circa 30 anni, mentre la pelliccia sintetica duri circa 6 anni.
Questo fattore incide parecchio sul Life Cycle Assessment del prodotto e dimostra che una pelliccia sintetica pone un rischio di danni all’ecosistema 4 volte maggiore rispetto alla pelliccia naturale: più rischio di contribuire ai cambiamenti climatici e più rischio di incidere sul consumo di risorse naturali (acqua, energia).
L’impatto a lungo termine sulla salute umana è simile, anche se tende a favore della pelliccia sintetica, se supponiamo che possa durare più di 8 anni.
Quindi se proprio dobbiamo acquistare una pelliccia, vada per la pelliccia sintetica di alta qualità, che certamente sarà più longeva di una pelliccia sintetica economica.
La pelliccia sintetica è riciclabile?
Poiché le persone sono generalmente poco propense a buttar via una pelliccia costosa, non è mai stato difficile riciclare pellicce vere, ma le pellicce sintetiche non sono riciclabili. Si potranno comunque vendere online o nei mercatini dell’usato (in caso siano in buono stato).
Acquistare pellicce vere di seconda mano equivale ad indossare materiali di origine animale, un’azione da escludere per chi segue uno stile di vita vegano. Ma se siamo concentrati sull’aspetto ambientale, l’acquisto di una pelliccia usata è sicuramente molto sostenibile.
Acquistare una pelliccia sintetica di seconda mano riduce il bisogno di nuove produzioni, e quindi limita l’impatto ambientale. Allo stesso tempo non promuove l’uso di materiali di origine animale. Di contro, ogni volta che laveremo la nostra pelliccia sintetica rilasceremo migliaia di microplastiche e sostanze chimiche nelle acque.
La pelliccia sintetica è biodegradabile?
Un’altro studio che manca all’appello è l’esame dei rifiuti prodotti dalle pellicce vere contro quelli prodotti dalle pellicce sintetiche. La vera pelliccia è di natura organica, e alla fine del suo ciclo di vita si biodegraderà, almeno in parte.
Ma non sappiamo quanto tempo impiegheranno a degradarsi le pellicce realizzate in tessuti sintetici come acrilico o poliestere. Il poliestere è essenzialmente plastica “filata”, e la plastica potrebbe impiegare dai 500 anni ai 1.000 anni per biodegradarsi.
Pellicce sintetiche e microplastiche
L’industria della moda è accusata di riempire lo stomaco di pesci ed esseri umani con microfibre cellulosiche e microplastiche sintetiche, minuscoli pezzi di poliestere, acrilico, rayon, ecc, materiali che vengono trasportati dai nostri sistemi idrici fino alle acque potabili, ogni volta che in casa, o in azienda, laviamo un qualsiasi indumento.
Le microfibre e le microplastiche sono così piccole che ignorano gli impianti di trattamento delle acque e sono, secondo uno studio mondiale, presenti nell’83% dei campioni di acqua di rubinetto. Chiaramente queste microplastiche sono “belle cariche” di metalli pesanti e di altre sostanze tossiche per la salute umana e per gli animali.
Le pellicce sintetiche non vengono lavate spesso, ma sono certamente una fonte inesauribile di microplastiche.
Le pellicce sintetiche sono ecologiche?
Ovviamente no, anche se diversi studi dimostrano che la pelliccia sintetica abbia un impatto ambientale inferiore rispetto a quella naturale, e anche se diverse associazioni animaliste appoggiano questa tesi, la realtà dei fatti è che la pelliccia sintetica è dannosa per l’ecosistema durante tutto il suo ciclo di vita.
C’è chi le chiama erroneamente eco pellicce o pellicce ecologiche. Nulla di più sbagliato. Le pellicce sintetiche, per come sono concepite oggi, dovrebbero essere eliminate dal mercato. Magari in futuro saranno davvero ecologiche, e allora noi “critici” saremo felici di appoggiarne la produzione.
Inquina di più la pelliccia sintetica o quella naturale?
Come sottolineato dallo studio a favore delle pellicce sintetiche, la maggior parte degli effetti ambientali negativi sono dovuti all’enorme quantità di mangimi a base di carne utilizzati per alimentare i Visoni.
Diverso il discorso per la pelliccia di un erbivoro come il coniglio, uno degli animali più sostenibili da allevare (minor impatto ambientale).
Confrontando un chilogrammo di pelliccia di coniglio -anche se proveniente da allevamenti intensivi- contro un chilogrammo di pelliccia sintetica, la pelliccia di coniglio ha un minore impatto ambientale.
Restiamo comunque dell’idea che entrambe le versioni siano da escludere dai nostri outfit.
Il futuro delle pellicce sintetiche
La tecnologia di produzione di pellicce sintetiche è migliorata notevolmente dall’inizio del XX secolo. Mentre la ricerca contemporanea si concentra sullo sviluppo di nuove fibre e finiture, le fibre polimeriche dovranno migliorare la sensazione al tatto e l’aspetto.
Sono in fase di studio metodi di produzione più rapidi ed efficienti. Le chiamano “tecniche speciali di simulazione delle pellicce animali“, poiché è sicuramente questo l’obbiettivo primario: riprodurre il più fedelmente possibile l’aspetto delle pellicce vere, magari anche nella longevità.
Uno di questi metodi simula le sezioni di pelo lungo e corto del visone, mescolando fibre restringibili e non restringibili. Un altro metodo simula la sensazione al tatto del pelo di castoro, mescolando determinate fibre fini con altre grossolane.
Dal nostro punto di vista, la cosa più importante è che le pellicce sintetiche dovranno avere successo solo se il loro impatto ambientale calerà drasticamente.
Come lavare le pellicce sintetiche?
Mentre diversi indumenti in pelliccia naturale richiedono esclusivamente il lavaggio a secco, la pelliccia sintetica può essere lavata in casa.
Ma se decidete di portare la vostra pelliccia sintetica in lavanderia, assicuratevi che questi siano ben addestrati, e che possano garantire di non danneggiare il cappotto con sostanze chimiche o calore elevato.
Le stesse tecniche di pulizia raccomandate per i cappotti in pelliccia sintetica possono essere utilizzate per coperte, guanti, cappelli, sciarpe e inserti in pelliccia. Tenendo presente che gli accessori di pelliccia sintetica, soprattutto se a pelo lungo, sono molto inclini all’annodatura.
Se volete lavare pellicce sintetiche a pelo lungo in casa, consigliamo di optare per il lavaggio a mano piuttosto che in lavatrice.
Quando si lava qualsiasi tipo di pelliccia sintetica ridurre al minimo l’agitazione (no centrifuga, no torcitura) e usare acqua non più calda di 30°.
Per il lavaggio a mano utilizzare acqua fresca e una piccola quantità di detersivo delicato (chiaramente ecologico) in una bacinella di acqua abbastanza grande per contenere gli indumenti.
Immergere la pelliccia in acqua per non più di 10 o 15 minuti, smuoverla con le mani cercando di far penetrare il detersivo e risciacquare più volte con acqua pulita. Stendere gli indumenti e lasciarli sgocciolare (senza torcerli).
Se invece si decide di lavare la pelliccia sintetica in lavatrice, utilizzare una lavatrice ad alta efficienza con ciclo delicato per il miglior risultato. Una lavatrice ad alta efficienza è meno dannosa per la pelliccia, poiché l’agitazione è più delicata.
Come avrete capito, la scelta migliore per lavare pellicce sintetiche in lavatrice è utilizzare un programma che dia la minor agitazione possibile (in sostanza il più lento), aggiungendo una piccola quantità di detersivo delicato e sicuro per i colori.
Quando disponibile è possibile utilizzare anche il ciclo di risciacquo. Ma assolutamente NO alla centrifuga.
Come asciugare una pelliccia sintetica? NON mettere MAI l’indumento in un’asciugatrice.
Una volta terminato il ciclo di lavaggio e risciacquo, la pelliccia va appesa e lasciata sgocciolare, ma sono assolutamente da evitare fonti di calore e sole diretto. Quindi va stesa in casa, tenendola appesa, magari con una bacinella sotto per raccogliere l’acqua che sgocciola.
Potrebbero essere necessarie dalle 24 alle 48 ore per l’asciugatura completa. In questo frangente è possibile lisciare il pelo della pelliccia con le mani, ma senza strizzarlo.
Ricordate che sono fibre sintetiche, quindi un calore eccessivo potrebbe causare la fusione delle lunghe fibre, o nel migliore dei casi la loro opacizzazione, e una volta accaduto il danno non si potrà tornare indietro.





