Cosa sono le Pellicce Sintetiche?

Possiamo considerare la pelliccia sintetica come un tessuto realizzato per simulare la vera pelliccia di origine animale. È paragonabile al pile, tipicamente costituito da fibre sintetiche polimeriche che vengono lavorate tinte e tagliate per adattarsi a una specifica consistenza e colorazione della pelliccia.

Perché parliamo di pellicce sintetiche in un blog dedicato alla moda sostenibile? C’è ancora un grande dibattito sull’impatto ambientale delle pellicce sintetiche, una vera e propria guerra contro i sostenitori delle pellicce naturali.

Le pellicce sintetiche sono realizzate con materiali sintetici molto inquinanti, ma spesso vengono chiamate eco pellicce o pellicce ecologiche. Materiali inquinanti ok, ma anche i processi produttivi non sono da meno, oltre ad essere davvero dispendiosi di energie e risorse.

Questo non vuol dire che le pellicce animali siano migliori di quelle sintetiche, poiché la maggior parte di queste proviene da allevamenti intensivi altrettanto inquinanti, alla pari, o addirittura più di quelle sintetiche – tralasciando per un attimo l’aspetto etico delle fibre di origine animale.

Se potessimo misurare con certezza il Life Cycle Assessment di entrambe queste versioni di “pelliccia” siamo certi che entrambe perderebbero, poiché tutte le pellicce hanno un impatto ambientale negativo sul nostro ecosistema.

Storia delle Pellicce Sintetiche

La pelliccia è una delle più antiche forme di abbigliamento conosciute, indossata da uomini e donne nel corso della nostra storia. Anche se piuttosto desiderabile, la pelliccia di origine animale aveva lo svantaggio di essere troppo costosa. Soprattutto per questo motivo, nel 1929 furono introdotte sul mercato le pellicce sintetiche.

Introdotti nel 1929, i progressi nella tecnologia dei polimeri migliorano di continuo la qualità delle pellicce sintetiche

I primi tentativi di imitazione furono fatti utilizzando il pelo di alpaca (falsa pelliccia), un mammifero sudamericano. Dal punto di vista modaiolo, erano di bassa qualità e in genere di colore grigio o marrone chiaro, non potevano quindi paragonarsi alle pelli raffinate come quelle del visone o del castoro.

Ma il tessuto era economico e caldo, quindi i produttori hanno continuato a sviluppare versioni migliorate della pelliccia sintetica, cercando di dargli un aspetto più denso e una maggiore resistenza all’abrasione, nonchè colori più interessanti.

Negli anni ’40 la qualità delle pellicce sintetiche aumentò rapidamente, soprattutto grazie ai progressi dell’industria tessile. Tuttavia, le moderne pellicce sintetiche furono sviluppate intorno alla metà degli anni ’50, con l’introduzione di polimeri acrilici come sostituti del pelo di alpaca.

Questi polimeri erano particolarmente importanti, perché potevano fornire la massa necessaria ad imitare la vera pelliccia, inoltre, erano più facili da tessere e colorare rispetto al pelo di alpaca.

Qualche anno più tardi, i produttori di polimeri scoprirono che i materiali acrilici potevano diventare ancora più simili alle pellicce naturali e addirittura resistenti al fuoco – se miscelati con le giuste sostanze chimiche. Questi nuovi tessuti, chiamati modacrilici, sono tutt’oggi il polimero primario utilizzato nella produzione di pellicce sintetiche.





Vantaggi delle Pellicce Sintetiche

Al di là delle questioni sui diritti animali, la “pelliccia finta” offre alcuni vantaggi rispetto alla “pelliccia vera” essendo più resistente ai danni degli insetti e in generale più facile da produrre e curare.

Le pellicce sintetiche sono tessuti a pelo progettate per avere l’aspetto e il calore delle pellicce animali. Anche se non possono e forse non potranno mai eguagliare le caratteristiche delle pellicce naturali, le pellicce sintetiche offrono diversi vantaggi rispetto alla controparte di origine animale.


A differenza di quelle naturali le pellicce sintetiche possono essere colorate in qualsiasi tonalità, ottenendo quindi una miriade di combinazioni cromatiche.

Le pellicce sintetiche sono meno costose di quelle naturali, rendendo l’acquisto un’opzione più attraente per persone con scarse disponibilità economiche. Questo è stato, senza ombra di dubbio, un’aspetto fondamentale per il rapido sviluppo del mercato su scala globale.

Per quanto riteniamo di poter fare a meno di pellicce sintetiche e naturali, siamo certi che l’industria delle pellicce sintetiche troverà il modo per produrre questi capi riducendo al minimo il loro impatto ambientale. Questa è una delle sfide del settore moda, per ridurre l’impatto ambientale causato dall’industria tessile.

La scienza farà il suo lavoro, poiché tende a migliorarsi di decennio in decennio. Difficilmente si tornerà indietro nel tempo, quindi non vedremo mai un nuovo boom di pellicce naturali.

Come si fanno le Pellicce Sintetiche?

Un processo per lo più automatizzato (meccanico/industriale, la produzione di pellicce sintetiche parte dalla “creazione” delle giuste fibre sintetiche, poi si costruisce il supporto inferiore, si incolla il pelo lungo, e infine si pensa ai dettagli.

Materiali usati per fare pellicce sintetiche

Le pellicce sintetiche sono fatte con una grande varietà di materiali. Le fibre sfuse sono tipicamente composte da polimeri, inclusi quelli acrilici, modacrilici o miscele appropriate di questi polimeri.

I polimeri acrilici sono fatti da sostanze chimiche derivate da carbone, aria, acqua, petrolio, calcare e sono il risultato di una reazione chimica di un monomero acrilonitrile in condizioni di elevata pressione e calore. Per la produzione di pellicce sintetiche vengono aggiunti anche monomeri secondari per migliorare la capacità delle fibre acriliche di assorbire i coloranti.

Foulard in pelliccia sintetica

I polimeri modacrilici sono copolimeri prodotti dalla reazione di monomeri di acrilonitrile e di cloruro di vinile. Queste fibre sono particolarmente utili per le pellicce sintetiche, poiché possono essere facilmente tinte con colori simili a quelli degli animali.

I polimeri modacrilici e acrilici hanno altre caratteristiche che li rendono utili nella produzione di pellicce sintetiche. Sono leggeri ed elastici, e questo conferisce alla pelliccia la qualità più ricercata: essere soffice al tatto.

Questi materiali sintetici sono altamente resistenti al calore, alla luce solare, alla fuliggine e al fumo, mostrando anche una buona stabilità durante il lavaggio. Resistono alla muffa e non sono suscettibili agli attacchi degli insetti. Inoltre, i polimeri sintetici assorbono poca umidità e si asciugano rapidamente quando bagnati.

Anche i tessuti naturali vengono sfruttati per realizzare pellicce sintetiche, migliorando l’aspetto del capo in generale. Tra quelli più usati ci sono cotone, seta, lana e mohair (fibra tessile ricavata dal pelo della capra d’Angora).

Cotone e lana, insieme al polipropilene, sono tipicamente usati per creare il supporto della pelliccia sintetica a cui sono attaccate le fibre lunghe (il pelo). Il rayon viene utilizzato per integrare fibre acriliche e modacriliche sulla pelliccia sintetica, come del resto il poliestere e il nylon.

Materiali come siliconi e resine varie vengono utilizzati per migliorare la levigatezza e la lucentezza delle pellicce, e per completare l’aspetto esteriore vengono utilizzati diversi tipi di coloranti artificiali e sintetici.

Produzione delle pellicce sintetiche

  1. Sembrerà banale, ma per fare una pelliccia sintetica si inizia dalla produzione delle fibre sintetiche. In primo luogo, i monomeri di acrilonitrile e di cloruro di vinile vengono mescolati in un grande contenitore di acciaio inossidabile. Sono poi forzati in una camera in cui è possibile regolare pressione e temperatura.

    Le pale di miscelazione sono costantemente in movimento per iniziare il processo di polimerizzazione. Il risultato è una resina bianca e polverosa, che viene miscelata/sciolta in acetone e quindi convertita in un liquido abbastanza denso.

  2. La miscela di polimero liquido viene quindi pompata attraverso un filtro per rimuovere le particelle non disciolte. Dal filtro, il materiale viene immesso nelle filiere, le quali sono immerse in un bagno d’acqua. Le filiere sembrano simili a soffioni e quando il polimero viene estruso, emerge come un gruppo di fibre continue.
  3. Il gruppo di fibre viene quindi tirato lungo un nastro trasportatore e allungato attraverso una serie di pulegge. Durante questa fase viene anche lavato e asciugato. Durante l’asciugatura l’acetone utilizzato in precedenza viene espulso, lasciando così il solo polimero sintetico.

    Successivamente, le fibre vengono cotte rendendole ancora più forti, e poi inviate a una macchina che le taglia a misura.

  4. Dopo un accurato controllo di qualità, le fibre “promosse” vengono spostate nella fase successiva dell’elaborazione: l’immersione in soluzioni coloranti.
  5. Mentre le fibre di cui abbiamo parlato donano il classico aspetto “peloso” alle pellicce sintetiche, il supporto inferiore è solitamente realizzato in cotone o lana. Questo supporto (o struttura), viene tagliato a misura e trasferito alla fase successiva dove verranno “incollate” le fibre lunghe (il pelo).
  6. Per convertire semplici fibre in una pelliccia sintetica è possibile utilizzare almeno due tecniche differenti. Il metodo basilare è il processo di tessitura. In questo processo, le fibre sintetiche sono avvolte e intrecciate con il tessuto di supporto (cotone/lana). Questa tecnica è abbastanza lenta, ma d’altra parte può produrre una vasta gamma di forme per le pellicce sintetiche.

    Un altro metodo di produzione delle pellicce sintetiche è chiamato “tufting”. È simile alla tessitura; tuttavia, con questo metodo si possono produrre pellicce sintetiche a velocità molto più elevata, ma di qualità inferiore.

  7. Per simulare il più possibile l’aspetto delle pellicce naturali i capi sintetici vengono trattati in vari modi. Per garantire che la pelliccia sintetica rimanga pressoché invariata dopo la produzione il tessuto viene scaldato. Questo processo di regolazione del calore protegge il tessuto, conferendogli maggiore stabilità.

    Quindi, per rimuovere le fibre sciolte dal calore, delle spazzole metalliche attraversano la pelliccia (vengono letteralmente pettinate) e successivamente vengono tosate, tagliandole con un set di coltelli elicoidali e conferendo al pelo della pelliccia sintetica una lunghezza uniforme.

    La lucentezza del tessuto viene migliorata attraverso un metodo noto come elettroforesi. Questa è una tecnica di lucidatura che consiste nel pettinare il tessuto con un cilindro scanalato riscaldato in entrambe le direzioni.

    L’applicazione di sostanze chimiche come resine e siliconi, migliora ulteriormente l’aspetto della pelliccia sintetica. Queste sostanze vengono usate soprattutto per simulare il colore del pelo di animali specifici.

  8. Dopo aver creato una pelliccia sintetica, in base alle leggi nazionali, è richiesta una etichettatura come “tessuto di finta pelliccia”. Queste etichette sono cucite all’interno del capo e devono essere leggibili per l’intero ciclo di vita del prodotto.

Pellicce sintetiche di qualità

Per garantire pellicce sintetiche di alta qualità, i produttori monitorano il prodotto durante tutte le fasi di produzione. Questo monitoraggio inizia con l’ispezione delle materie prime, e continua con l’ispezione delle fibre sintetiche “finite” create dalle reazioni di polimerizzazione.

Le fibre sintetiche sono sottoposte a una batteria di test fisici e chimici per dimostrare che soddisfino le specifiche precedentemente richieste in fase di sviluppo del progetto.

Le pellicce sintetiche di lusso hanno standard di qualità più elevati rispetto alle pellicce sintetiche economiche

Alcune delle caratteristiche testate includono: pH, aspetto, densità e punto di fusione. Altre cose, come l’elasticità delle fibre, la resilienza e l’assorbenza vengono testate in base alla qualità scelta per il modello di pelliccia sintetica.

Durante la produzione di pellicce sintetiche, gli ispettori prelevano campioni casuali in determinati intervalli di tempo, verificando che questi soddisfino i requisiti stabiliti: aspetto, qualità del cucito, resistenza, dimensioni e forma delle fibre. Il metodo di prova principale è l’ispezione visiva, sebbene possano essere eseguiti anche test più rigorosi.

Oltre agli standard del produttore, anche l’industria tessile ed i governi hanno stabilito dei requisiti minimi. Un insieme di standard governativi noto come L-22, è adottato volontariamente dall’industria pellettiera. Questi test delineano standard minimi di prestazione per elementi fondamentali come restringimento, pilling, sbavature e test di usura.

Come distinguere le pellicce vere da quelle false (video)

Teniamo presente un altro fattore determinante: la contraffazione di pellicce. In questi anni abbiamo visto decine di sequestri per pellicce sintetiche spacciate per vere pellicce, ma non solo, poiché per assurdo sta accadendo anche il contrario: pellicce vere spacciate per sintetiche.

Scoppiata la moda di inserti in pelliccia di cani e gatti (dal costo bassissimo), oggi è davvero importante capire se dei semplici inserti in “pelo” spacciati per sintetici possano davvero essere di origine animale.

Vi consigliamo quindi la visione di questo video, che spiega benissimo come distinguere una pelliccia vera da una falsa (sintetica).

COME RICONOSCERE UNA PELLICCIA FINTA!

Impatto Ambientale delle Pellicce Sintetiche

I sostenitori della lotta anti-pelliccia hanno fatto molta strada dai tempi in cui si gettava vernice rossa sulle passerelle d’elite della moda, poiché oggi contano sul supporto dei principali “attori” della moda di lusso.

Protesta NoFur alla London Fashion Week

Negli ultimi anni, Gucci, Michael Kors, Versace, l’intero universo Yoox Net-A-Porter, e tantissimi altri brand di moda si sono impegnati ad abbandonare la pelliccia di origine animale, esprimendo interesse e profonda dedizione per argomenti “alla moda” come diritti animali e sostenibilità ambientale.

Certamente le associazioni animaliste hanno svolto e svolgono attualmente un lavoro costante e pressante su queste aziende, basti pensare alle iniziative promosse da Lega Anti Vivisezione (LAV come Animal Free Fashion e Fur Free, ma anche da PETA, e VeganOK.

Il fulcro del discorso non dovrebbe sorprendere nessuno: la pelliccia sintetica si è evoluta da materiale trasandato, economico e pruriginoso, alla contemporanea versione lussuosa, economicamente accessibile, morbida, lucida e davvero realistica, tanto che i consumatori e gli stessi marchi si trovano spesso in difficoltà nel distinguerla da quella naturale.

Aumentare i margini di guadagno, semplificare il reperimento dei materiali, arginare l’odio degli animalisti. Tutto in un sol colpo, cos’altro potrebbero chiedere i brand di moda?

Forse alcuni designer non si dichiarano “anti-pelliccia” per ragioni puramente altruistiche, ma se il risultato è lo stesso, chi è davvero il più saggio? Sfortunatamente, solo perché un capo di moda non usa materiali di origine animale, non significa che non ferisca gli animali in modi ancora più insidiosi.

Se crediamo sia moralmente sbagliato uccidere o usare animali a beneficio del consumo umano, questa è un’opinione morale perfettamente valida, ma non sempre è scientificamente misurabile.

Molti sostenitori della moda sostenibile hanno desistito dall’integrare il “benessere degli animali” nei loro messaggi, perché non c’è modo di quantificarlo e sono davvero poche le informazioni scientifiche. Quelle disponibili, sono nate da gruppi animalisti o dall’industria della pelliccia, nessuno dei quali può essere considerato attendibile al 100%.

Uno studio commissionato da un paio di organizzazioni per i diritti animali, afferma che una pelliccia naturale è peggiore per l’ambiente; mentre uno studio in competizione, commissionato dall’International Fur Trade Federation, afferma che la pelliccia sintetica sia quella peggiore.

Vesti la natura ad esempio, sostiene sia l’abbigliamento vegan (cruelty free) che la moda sostenibile, eppure siamo scettici nel confrontare le pellicce sintetiche con quelle naturali. Qual’è la scelta migliore? La nostra risposta è semplice, nessuna delle due.

Quindi chi ha ragione? Quale tipo di pelliccia ha più impatto negativo per gli animali ed il pianeta? In realtà dipende da una serie di fattori che vogliamo analizzare in questo articolo.

La pelliccia sintetica dura meno di quella naturale

Lo studio pro-fur (a favore delle pellicce naturali) paragona la vera pelliccia di visone a una pelliccia sintetica, supponendo che la vera pelliccia dura almeno 30 anni, mentre la pelliccia sintetica ha una durata media di soli 6 anni.

Questo fattore incide parecchio sul Life Cycle Assessment del prodotto, e dimostra che una pelliccia sintetica pone un rischio di danni all’ecosistema 4 volte maggiore rispetto alla pelliccia naturale: più rischio di contribuire ai cambiamenti climatici e più rischio di incidere sul consumo di risorse naturali (acqua, energia).

L’impatto a lungo termine sulla salute umana è simile, anche se cambia in favore della pelliccia sintetica supponendo che questa possa durare più di 8 anni.

Morale: se proprio dobbiamo acquistare una pelliccia, vada per la pelliccia sintetica di alta qualità, che è certamente più longeva di una pelliccia sintetica economica.

La pelliccia sintetica è riciclabile?

Poiché le persone sono generalmente poco propense a buttar via una pelliccia costosa, non è difficile riciclare pellicce naturali -esistono decine di servizi online che ritirano e pagano questi capi-, ma le pellicce sintetiche non sono riciclabili a meno che non siano di alta qualità, perché in questo caso si potranno comunque vendere online o nei mercatini dell’usato.

Indossare pellicce naturali riciclate promuove in modo diretto l’utilizzo di materiali di origine animale, ne consegue che anche l’acquisto di pellicce naturali usate è un’azione da escludere.

Mentre la pelliccia sintetica di seconda mano riduce il bisogno di nuove produzioni e quindi limita il nostro impatto ambientale, non promuove l’uso di materiali di origine animali, e di conseguenza il pianeta non può far altro che esserci grato.

La pelliccia sintetica è biodegradabile?

Uno studio che manca all’appello tra quelli visti fino ad oggi, è l’esame dei rifiuti prodotti dalle pellicce naturali contro quelli prodotti dalle pellicce sintetiche. La vera pelliccia è di natura organica, e alla fine del suo ciclo di vita si biodegraderà, almeno in parte.

Ma non sappiamo quanto tempo impiegheranno le pellicce realizzate in tessuti sintetici come acrilico o poliestere. Il poliestere è essenzialmente plastica “filata”, e la plastica potrebbe impiegare dai 500 anni ai 1.000 anni per biodegradarsi.

Pellicce sintetiche e microplastiche

L’industria della moda è accusata di riempire lo stomaco di pesci e persone con microfibre cellulosiche e microplastiche sintetiche, minuscoli pezzi di poliestere, acrilico, rayon, ecc, materiali che vengono trasportati dai nostri sistemi idrici alle acque potabili, ogni volta che a casa o in azienda laviamo qualsiasi materiale di origine tessile.

Le microfibre e le microplastiche sono così piccole che ignorano gli impianti di trattamento delle acque e sono, secondo uno studio mondiale, presenti nell’83% dei campioni di acqua di rubinetto. Chiaramente sono anche “belle cariche” di metalli pesanti e sostanze tossiche per la salute umana.

Le pellicce sintetiche non vengono lavate spesso, ma sono certamente una fonte inesauribile di microplastiche.

Le pellicce sintetiche sono ecologiche?

Ovviamente no, anche se diversi studi dimostrano che la pelliccia sintetica abbia un impatto ambientale inferiore rispetto a quella naturale, e anche se diverse associazioni animaliste appoggiano questa tesi, la realtà dei fatti è che la pelliccia sintetica è altamente dannosa per l’ecosistema durante tutto il suo ciclo di vita.

C’è chi le chiama erroneamente eco pellicce o pellicce ecologiche. Nulla di più sbagliato. Le pellicce sintetiche, per come sono concepite oggi, dovrebbero essere cancellate dal mercato. Magari in futuro saranno davvero ecologiche, e allora noi “critici” saremo felici di appoggiarne la produzione.

Inquina di più la pelliccia sintetica o quella naturale?

Lo studio pro-faux (a favore delle pellicce sintetiche) dimostra che la produzione di un chilogrammo di pelliccia di visone ha un impatto ambientale negativo più elevato rispetto alla produzione di un chilogrammo di altri tessuti (anche se sintetici) in 17 delle 18 categorie ambientali valutate, tra cui cambiamento climatico, eutrofizzazione ed emissioni tossiche.

Qui potete scaricare il file PDF della campagna Natural Fur – The Responsible Choice lanciata a favore delle Pellicce di origine animale     Natural-Fur-Brochure-Low-Rez.pdf (76 download)

Impatto ambientale pellicce sintetiche contro pellicce naturali

Qui potete scaricare il file PDF che mostra come una pelliccia di visone sia nettamente più inquinante di una pelliccia sintetica     Impatto ambientale pellicce di Visone (55 download)

Impatto ambientale delle pellicce di Visone

Come sottolineano nello studio a favore delle pellicce sintetiche, la maggior parte degli effetti ambientali negativi sono dovuti all’enorme quantità di mangimi a base di carne utilizzati per alimentare i Visoni. E’ quindi diverso il discorso per la pelliccia di un erbivoro come il coniglio, uno degli animali più sostenibili da allevare (minor impatto ambientale).

Confrontando un chilogrammo di pelliccia di coniglio -anche se proveniente da allevamenti intensivi– contro un chilogrammo di pelliccia sintetica, la pelliccia di coniglio vince per il minor impatto ambientale.

Quindi, chi inquina di più tra le due? La risposta è semplice come già detto in precedenza, entrambe le versioni sono da escludere dai nostri outfit.

Il futuro delle Pellicce Sintetiche

La tecnologia di produzione di pellicce sintetiche è migliorata notevolmente dall’inizio del XX secolo. La ricerca futura si concentrerà sullo sviluppo di nuove fibre e finiture. Le fibre polimeriche dovranno migliorare la sensazione al tatto, l’aspetto, e avranno certamente un costo inferiore.

Sono in fase di studio metodi di produzione più rapidi ed efficienti. Le chiamano tecniche speciali di simulazione delle pellicce animali, poiché è sicuramente questo l’obbiettivo primario: riprodurre il più possibile l’aspetto delle pellicce naturali.

Uno di questi metodi simula le sezioni di pelo lungo e corto del visone, mescolando fibre restringibili e non restringibili. Un altro metodo simula la sensazione al tatto del pelo di castoro, mescolando determinate fibre fini con altre grossolane.

Dal nostro punto di vista, la cosa più importante è che le pellicce sintetiche avranno futuro solo se il loro impatto ambientale calerà drasticamente.

Come lavare le Pellicce Sintetiche

Mentre diversi indumenti in pelliccia naturale richiedono esclusivamente il lavaggio a secco, la pelliccia sintetica può essere lavata in casa. Ma se decidete di portare la vostra pelliccia sintetica in lavanderia, assicuratevi che questi siano ben addestrati, e che possano garantire di non danneggiare il cappotto con sostanze chimiche o calore elevato.

Le stesse tecniche di pulizia raccomandate per i cappotti in pelliccia sintetica possono essere utilizzate per coperte, guanti, cappelli, sciarpe e inserti in pelliccia.

Tenendo presente che gli accessori di pelliccia sintetica a pelo lungo sono molto inclini all’annodatura. Se volete lavare pellicce sintetiche a pelo lungo in casa, consigliamo di optare per il lavaggio a mano piuttosto che in lavatrice.

Quando si lava qualsiasi tipo di pelliccia sintetica, evitare al massimo l’agitazione (centrifuga o torcitura) e usare acqua a non più di 30°.

Lavaggio a mano. Utilizzare acqua fresca e una piccola quantità di detersivo delicato (chiaramente ecologico) in una bacinella di acqua abbastanza grande per contenere gli indumenti. Immergere la pelliccia in acqua per non più di 10 o 15 minuti, smuoverla con le mani cercando di far penetrare il detersivo e risciacquare più volte con acqua pulita. Stendere gli indumenti e lasciarli sgocciolare (senza torcerli).

Se invece si decide di lavare la pelliccia sintetica in lavatrice, utilizzare una lavatrice ad alta efficienza con ciclo delicato per il miglior risultato. Una lavatrice ad alta efficienza è meno dannosa per la pelliccia, poiché “l’agitazione” è più delicata.

Come avrete capito, la scelta migliore per lavare pellicce sintetiche in lavatrice è utilizzare un programma che dia la minor agitazione possibile (in sostanza il più lento), aggiungendo una piccola quantità di detersivo delicato e sicuro per i colori.

Quando disponibile è possibile utilizzare anche il ciclo di risciacquo. Ma assolutamente NO alla centrifuga.

Come asciugare una pelliccia sintetica? NON mettere MAI l’indumento in un’asciugatrice. Una volta terminato il ciclo di lavaggio e risciacquo, la pelliccia va appesa e lasciata sgocciolare, ma sono assolutamente da evitare fonti di calore e sole diretto. Quindi va stesa in casa, tenendola appesa, magari con una bacinella sotto per raccogliere l’acqua che goccia.

Potrebbero essere necessarie dalle 24 alle 48 ore per l’asciugatura completa. In questo frangente è possibile lisciare il pelo della pelliccia con le mani, ma senza strizzarlo.

Ricordate che sono fibre sintetiche, quindi un calore eccessivo potrebbe causare la fusione delle lunghe e delicate fibre, o nel migliore dei casi la loro opacizzazione, e una volta accaduto il danno non si potrà tornare indietro.