Moda e Inquinamento: il Riciclo è la via Più Sostenibile?

Indice

Collegamento tra moda e inquinamento

Quella della moda viene considerata tra le industrie più inquinanti al mondo, ma in questi ultimi anni diversi marchi si stanno impegnando in una produzione più sostenibile, questo perché sia i consumatori, che gli stessi brand, si sono resi conto dell’impatto devastante del settore sull’ambiente e cercano di porvi rimedio: i consumatori chiedendo a gran voce prodotti più sostenibili, i marchi rispondendo con collezioni a basso impatto ambientale.

Allo stato attuale, comprare vestiti usati o non comprare affatto sembrerebbero le uniche scelte 100% green. Ma cosa possiamo fare per continuare a comprare moda senza contribuire all’inquinamento ambientale?

Comprare meno scegliendo prodotti realizzati con materiali ecologici è una scelta più sostenibile rispetto all’indifferenza.

Essere più consapevoli del collegamento tra moda e inquinamento sarebbe di grande aiuto nella scelta dei prodotti da acquistare.

Nota: per materiali ecologici intendiamo quelli che dispongono di certificazioni tessili garanti di una produzione a basso impatto ambientale, prediligendo quelli derivati dal riciclo di risorse (moda circolare).

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Moda e inquinamento: riciclare i vestiti usati

Ci sono molte aziende impegnate nel riciclo di vestiti usati, come Patagonia, il cui programma Worn Wear incoraggia i clienti a rattoppare vecchi vestiti piuttosto che comprarne di nuovi.

OVS ha lanciato la campagna “ricicla i tuoi vestiti usati”, e anche Zara nei suoi store raccoglie vestiti usati. Lo stesso vale per H&M, che offre un programma di riciclaggio in cui i clienti ricevono buoni sconto quando consegnano vestiti usati negli appositi contenitori all’interno dei loro negozi.

Soffermiamoci un attimo sulla raccolta di vestiti usati in cambio di sconti, che “teoricamente” dovrebbe ridurre l’inquinamento della moda: l’esperta di sostenibilità ambientale Maxine Bedat afferma che i coupon incoraggiano solo più consumi, e solo 1 pezzo su 1000 venduti viene riciclato.

“Le ultime cifre mostrano che ci sono 150 miliardi di nuovi capi di abbigliamento prodotti ogni anno. Se guardiamo la popolazione globale di 7,6 miliardi di persone, capiamo come questo sia un guardaroba usa e getta per ogni uomo, donna e bambino sul pianeta.” ha detto Maxine Bedat.

Chiaramente siamo daccordo con lei, ma dobbiamo escludere continenti come l’Africa o altri paesi dove la povertà di fatto impedisce il consumismo sfrenato. Stati Uniti, Europa e Cina, sono certamente i paesi che contribuiscono di più all’inquinamento ambientale causato dalla moda.

Moda e inquinamento: quando riciclare diventa fondamentale

Trovare modi per riutilizzare (senza buttar via) indumenti non più utilizzabili potrebbe effettivamente diminuire l’inquinamento causato dalla moda, e far risparmiare denaro alle aziende e ai consumatori.

Basti pensare che nella sola città di New York, raccogliere e smaltire indumenti indesiderati costa 85 milioni all’anno: provate a immaginare il costo su scala mondiale, e tenete a mente che questi costi incidono sulla nostra vita quotidiana e anche sulle aziende.

Tessuti ecologici nati dal riciclo di materiali plastici come Econyl e NewLife, ma anche tessuti naturali riciclati come cotone, lana e cashmere, sono certamente una scelta più sostenibile rispetto alla produzione di nuovo Nylon o di altre materie prime, seppur di origine naturale come cotone e lana.

Sono due i fattori da tenere in considerazione quando parliamo di riciclo dei vestiti:

  1. Il riciclo di un materiale ne aumenta il costo di lavorazione rispetto alla fibra vergine;
  2. Molti dei vestiti in commercio sono miscele di tessuti (ad esempio cotone + poliestere) e solo poche aziende sono in grado di separare questi due materiali. In pratica, è possibile reciclare un indumento 100% cotone o 100% poliestere, ma difficilmente un indumento miscelato.

Moda e Inquinamento: perchè non riciclare? (video)

Come Eileen Fisher aumenta le distanze tra moda e inquinamento

Oggi parliamo anche di Eileen Fisher, un brand di moda americano che realizza abbigliamento donna ecosostenibile. Parliamo di un brand lontano dal nostro paese, semplicemente perché riteniamo che al di fuori dell’Italia molte aziende si evolvono rapidamente per diminuire l’inquinamento nella moda.

EILEEN FISHER logo
Eileen Fisher utilizza tessuti ecologici per la produzione di abbigliamento, tra questi lana biologica, cotone biologico, lino, Tencel e altri materiali riciclati.

Tutte le fibre tessili naturali provenienti da paesi “poveri” sono certificate FairTrade, a garanzia di un lavoro equo e solidale.

A livello sociale Eileen Fisher è un brand impegnato in diversi paesi del mondo, soprattutto in India ed Ethiopia, dove si avvale dell’artigianato locale.

A New York, la sede principale di Eileen Fisher è una piccola fabbrica in Irvington, dove il team di impiegati socialmente consapevoli cerca di ridurre l’inquinamento della moda sul pianeta. Come? con un programma denominato RENEW, un funzionale sistema di riciclo di vestiti usati

Cos’è il programma RENEW?

Il programma RENEW riacquista l’abbigliamento usato da clienti che lo hanno acquistato in precedenza, e successivamente valuta se possono essere rivenduti, o riciclati per produrre nuovo abbigliamento.

“Riceviamo tra i 4.000 e i 6.000 pezzi alla settimana, e consideriamo il programma RENEW come un importante investimento a lungo termine per il nostro brand. È un pò difficile razionalizzare il costo del programma, ma lo facciamo, perché pensiamo che sia la cosa giusta da fare, perché crediamo che non ci saranno affari in un pianeta morto. Noi faremo del nostro meglio.” ha detto Eileen Fisher in una intervista alla CBS News.

logo Eileen Fisher Renew
Il programma RENEW di Eileen Fisher ha incassato la bellezza di quasi 3 milioni di dollari vendendo indumenti usati. Indumenti che sarebbero sicuramente finiti nelle discariche. Un importante contributo per il pianeta che ci ospita.

E se anche i grandi brand Italiani copiassero questa idea? Non sarebbe male. I piccoli brand lo fanno, ma i “grandi” continuano ad ignorare la connessione tra moda e inquinamento.

Scopri di più sul programma RENEW nel sito di Eileen Fisher (inglese)

Perché moda e inquinamento sono collegate tra loro?

  • La persona media compra il 60% di vestiti in più rispetto a 18 anni fa
  • I ricercatori stimano che il settore moda utilizzerà il 25% del bilancio mondiale di carbonio entro il 2050. Il 25% per un solo settore industriale è davvero una cifra pazzesca.
  • La moda rappresenta l’8,1% delle emissioni di gas serra.
  • L’85% degli indumenti finisce nelle discariche.
  • Accumuliamo oltre 12 milioni di tonnellate l’anno di rifiuti tessili.

Questi dati sconcertanti, evidenziano come la moda e l’inquinamento siano due elementi strettamente collegati tra loro. Non c’è più tempo da perdere, la raccolta differenziata degli indumenti usati non è sufficiente.

“È scoraggiante, qualche giorno cerco di non deprimermi, alcuni giorni dico.. Oh mio ​​Dio, sembra che stiamo spostando sedie a sdraio sul Titanic. Quanti anni ci restano? 12 prima che la catastrofe ci colpisca. Siamo una goccia nel mare e stiamo cercando di essere un modello per altre aziende.” ha detto Eileen Fisher nell’ intervista alla CBS News.

La produzione di fibre tessili naturali, fibre sintetiche e fibre artificiali “convenzionali” ha un impatto devastante sul pianeta. Inquinamento idrico, inquinamento dell’aria, sfruttamento di terreni, produzione di indumenti sintetici non riciclabili e non biodegradabili, indumenti che sono la principale causa della diffusione delle famose microplastiche nei nostri oceani.

Senza contare lo sfruttamento di manodopera a basso costo, lavoro minorile, discriminazione di ogni genere, che non impattano sull’ambiente, ma sono comunque una forma di inquinamento “sociale”. Stragi come quella avvenuta al Rana Plaza in Bangladesh ne sono la conferma.

La campagna Detox My Fashion lanciata da GreenPeace già da qualche anno servirebbe a sensibilizzare i grandi brand di moda, ma anche i consumatori, nel compiere scelte quotidiane più consapevoli. Visto che gran parte dei brand di moda non pensa minimamente al collegamento tra inquinamento e moda, non ci resta che costringerli a farlo, ma come possiamo fare?

Acquistando prodotti sostenibili! Le nostre scelte quotidiane hanno fatto in passato, e faranno in futuro, la differenza tra un pianeta pulito ed uno inquinato. Dobbiamo solo capire come scegliere i prodotti da acquistare e da chi acquistarli, ma non vi preoccupate, noi siamo qui per aiutarvi in questa scelte.

Per iniziare prova ad utilizzare la nostra app gratuita ecoFashion, dove trovi marchi e negozi di moda sostenibile:

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