La moda che Inquina il Pianeta

La moda è un elemento popolare, fondamentale nella nostra vita quotidiana, non c’è dubbio. Sappiamo che l’industria della moda è la seconda più inquinante al mondo, ma sappiamo anche che tante aziende del settore tessile vogliono che gli acquirenti comprino meno vestiti – anche loro sono consapevoli che dobbiamo ridurre l’inquinamento ambientale causato dalla moda.

Non comprare affatto e riciclare abiti usati sono le uniche scelte 100% green, ma porterebbero al collasso del mercato, con conseguente aumento della povertà e perdita di lavoro per milioni di persone.

Quindi cosa diamine possiamo fare per continuare a comprare riducendo comunque l’inquinamento ambientale?

Comprare meno, scegliendo pezzi realizzati in materiali ecologici è certamente una scelta più sostenibile rispetto alla nostra indifferenza attuale. Per materiali ecologici intendiamo quelli con certificazioni tessili che garantiscono una produzione a basso impatto ambientale, prediligendo quelli derivati dal riciclo di risorse.

Riciclo di Abiti Usati

Ci sono molte aziende impegnate nel riciclo di abiti usati, come Patagonia, il cui programma Worn Wear incoraggia i clienti a rattoppare vecchi vestiti piuttosto che comprarne di nuovi. OVS ha lanciato la campagna “ricicla i tuoi abiti usati”, e anche Zara nei suoi store raccoglie vestiti usati. Lo stesso vale per H&M, che offre un programma di riciclaggio in cui i clienti ricevono buoni sconto quando portano vestiti usati.

Soffermiamoci sulla raccolta di abiti usati in cambio di sconti, che “teoricamente” dovrebbe ridurre l’inquinamento della moda. L’esperta di sostenibilità ambientale Maxine Bedat afferma che i coupon incoraggiano solo più consumi, e solo 1 pezzo su 1000 venduti viene riciclato.

“Le ultime cifre mostrano che ci sono 150 miliardi di nuovi capi di abbigliamento prodotti ogni anno. Se guardiamo la popolazione globale di 7,6 miliardi di persone, capiamo come questo sia un guardaroba usa e getta per ogni uomo, donna e bambino sul pianeta.” ha detto Maxine Bedat.

Chiaramente siamo daccordo con lei, ma dobbiamo escludere continenti come l’Africa o altri paesi dove la povertà di fatto impedisce il consumismo sfrenato. Stati Uniti, Europa e Cina, sono certamente i paesi che contribuiscono di più all’inquinamento ambientale causato dalla moda.

Riciclare abiti usati è una scelta davvero sostenibile

Trovare modi per riutilizzare senza buttare via indumenti indesiderati, potrebbe effettivamente diminuire l’impatto ambientale della moda, e far risparmiare denaro alle aziende e ai consumatori. Basti pensare che nella sola città di New York, raccogliere e smaltire indumenti indesiderati costa 85 milioni all’anno. Provate adesso ad immaginare il costo mondiale.

Questi costi incidono sulla nostra vita quotidiana e anche sulle aziende, le quali pagando molte tasse devono per forza alzare i costi di vendita al dettaglio. E’ un circolo vizioso da cui non è facile uscire.

Tessuti ecologici nati dal riciclo di materiali plastici come ECONYL e NewLife, ma anche e soprattutto tessuti naturali riciclati come cotone, lana e cashmere, sono certamente una scelta più sostenibile rispetto alla produzione di nuovo Nylon e altre materie prime, seppur di origine naturale come cotone e lana.

Vestiti usati: perchè non riciclarli? (video)